Le mosse della disperazione
Furbetti di sinistra: soldi “infilati” in extremis nelle urne. ll premier Sanchez (a governo finito) vara aumenti dei salari
A tempo abbondantemente scaduto, il premier uscente Pedro Sanchez – travolto da scandali personali, fallimenti politici, disastri sui migranti e tragedie ferroviarie – punta sulla vil pecunia per provare a recuperare consensi. E lo fa varando misure a legislatura, di fatto, chiusa, come il ritocco al salario minimo. Il governo spagnolo aumenterà a 1.286 euro mensili il salario minimo interprofessionale (Smi) per il 2027, con un incremento del 5,3% rispetto agli attuali 1.221 euro, secondo la bozza del decreto pubblicata dal ministero del Lavoro e dell’Economia sociale guidato da Yolanda Diaz. La nuova soglia corrisponde a 42,8 euro al giorno e a 18.004 euro annui lordi, distribuiti in 14 mensilità e interesserebbe 2,5 milioni di persone. Sanchez ha sciolto le Camere il 5 ottobre e convocato le elezioni generali per il 29 novembre 2026.
Sanchez e il salario minimo ritoccato
La bozza pubblicata dal ministero è sottoposta a consultazione pubblica fino al 16 novembre, ma non ha ancora ottenuto il consenso delle parti sociali. I sindacati maggioritari Commisiones Obreras (CcOo) e Union General de Trabajadores (Ugt) chiedono un aumento del 7%, mentre le organizzazioni imprenditoriali Ceoe e Cepyme non hanno raggiunto un’intesa con il ministero. Tra i punti più controversi figura il mantenimento dell’attuale sistema di compensazione e assorbimento dei complementi salariali, che porterebbero limitare gli effetti concreti dell’aumento per alcuni lavoratori. Il testo, inoltre, non chiarisce il trattamento fiscale del nuovo minimo, nonostante l’impegno del governo a mantenere l’esenzione dell’Irpef. Secondo la relazione economica allegata al progetto di decreto, ogni punto percentuale di aumento comporterebbe 127 milioni di euro in maggiori entrate contributive alla previdenza sociale.
Intanto sono riprese ieri a Madrid le mobilitazioni sindacali dopo la sospensione delle manifestazioni in segno di lutto per la tragedia ferroviaria di Urda (Toledo), che una settimana fa ha provocato almeno 69 morti. Sono tornati in piazza nella capitale iberica docenti, studenti universitari e medici, in due distinte proteste. Migliaia di insegnanti e studenti delle sei università pubbliche madrilene hanno partecipato a una marcia indetta nel primo di due giorni di sciopero, al quale sono chiamati 209.000 studenti e 32.900 lavoratori dei sei atenei, contro la carenza di finanziamenti, di personale e risorse e la «privatizzazione», che «minacciano l’istruzione pubblica».