A processo
Garlasco, la Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio: “Ha agito con crudeltà e odio per motivi abietti”
Chiara colpita senza pietà. La ricostruzione degli inquirenti pavesi sottolinea «l'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto». La difesa si dice «pronta a fronteggiare le accuse»
“Pazza giustizia”: è l’unica definizione possibile di fronte al corto circuito del caso di Garlasco che disorienta e sgomenta l’opinione pubblica. Dopo due assoluzioni, la condanna definitiva in terzo grado ad Alberto Stasi e, oggi, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, con il fidanzato della vittima per cui ancora deve essere chiesta la revisione del processo – e dunque a tutti gli effetti unico condannato per il delitto con sentenza passata in giudicato – la clamorosa inversione di marcia ingranata ormai oltre un anno fa, e a vent’anni dal delitto, dalla Procura di Pavia, con la riapertura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio ufficializzata oggi.
Un iter che non riguarda ahinoi solo il caso di Garlasco – anche se è il più eclatante degli ultimi anni, vista la risonanza mediatica che sta avendo – contrassegnato da un’autentica schizofrenia giudiziaria, dove certezze processuali ed esiti drammatici continuano a rincorrersi in un loop senza fine. Una tendenza in voga tra procuratori e giudici, quella a riaprire a distanza di decenni casi apparentemente chiusi – e la vicenda Pasolini docet – trasformando le aule processuali in un cantiere permanente.
E allora eccoci di fronte a una nuova svolta, legittima quanto straniante. La notizia era attesa da tempo ormai, e questo stempera il clamore che la circonda. La Procura di Pavia ha chiesto il processo per Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Delitto per cui è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi (12 dei quali trascorsi in cella, e a cui solo nel mese di giugno il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha deciso di concedergli l’affidamento in prova ai servizi sociali, provvedimento che gli ha permesso di uscire definitivamente dal carcere di Bollate).
La parola per Sempio, invece, ora passa al Gup: la richiesta di rinvio a giudizio dovrà essere valutata dal Giudice dell’udienza preliminare dopo la fissazione della data dell’udienza. Quindi il Gup dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio – e quindi aprire la strada al processo –. Oppure adottare una diversa decisione. Si apre così un nuovo passaggio giudiziario di uno dei casi di cronaca nera più seguiti e controversi degli ultimi anni.
Garlasco, Sempio a processo
La richiesta di processo arriva dopo la conclusione delle nuove indagini e il deposito delle consulenze tecniche, alle quali la difesa di Sempio ha replicato presentando cinque proprie relazioni. E, soprattutto, al termine di un’articolata e complessa riconsiderazione del fascicolo d’indagine, riaperto a seguito dei nuovi accertamenti medico-legali, genetici e dattiloscopici, promossi dalla difesa di Stasi.
Poi, come noto, gli elementi raccolti dagli inquirenti, la disposizione di contro-perizie e nuove consulenze, unitamente all’analisi approfondita del fascicolo Stasi, hanno indotto la Procura di Pavia al lavoro sulla riapertura del caso a ipotizzare una responsabilità di Sempio, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni e conosceva la casa della famiglia Poggi.
La ricostruzione della Procura di Pavia
In particolare, secondo la ricostruzione della Procura di Pavia, «dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente» al volto «facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi» sempre alla testa «facendole perdere i sensi», si legge nel comunicato firmato dal procuratore capo Fabio Napoleone.
Quindi «spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina» dove, «nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi» determinando «gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso». Un omicidio commesso «con l’aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto». Un delitto aggravato anche dall’aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».
Caso Garlasco la difesa di Sempio: «Pronti a fronteggiare le accuse»
e a stretto giro arriva anche il commento in replica dell’avvocato Liborio Cataliotti che insieme alla collega Angela Taccia difende Andrea Sempio, accusato dell’omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti di Chiara Poggi. «La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio era attesa – afferma il difensore a caldo –. E l’imputazione è conforme rispetto alle nostre previsioni, sia per quello che concerne la dinamica del fatto. Sia per quanto riguarda le aggravanti. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare queste imputazione a partire dalle questioni processuali per passare attraverso le richieste di prove, e infine il merito», asserisce quindi in conclusione Cataliotti.
La parola passa al Gup
Intanto, ora la palla passa al Giudice per l’udienza preliminare, che dovrà fissare la data della prima udienza e decidere se accogliere la richiesta dell’accusa disponendo il processo o procedere altrimenti. Si apre così un nuovo passaggio giudiziario in uno dei casi di cronaca nera più seguiti e controversi degli ultimi anni. Un nuovo capitolo che riapre una vicenda drammatica e dolorosa, che nell’ultimo anno in particolare è tornata in primo piano sulla scena mediatica, alimentando il dibattito sulla giustizia e dividendo l’opinione pubblica.
Nordio sull’ultima evoluzione del caso Garlasco
La notizia del rinvio a giudizio di Andrea Sempio arriva naturalmente anche tra le mura di un Palazzo capitolino che ospita un convegno che vede ospite il ministro della Giustizia Nordio. Il quale, interpellato sull’ultima evoluzione giudiziaria di una vicenda lunga quasi venti anni, ha osservato: «Non posso commentare le decisioni della magistratura, che è autonoma e indipendente. Posso dire che a distanza di tanti anni, come potrebbe accadere per il caso di Pasolini che ho visto che viene riaperto, è molto difficile recuperare tutte le prove che si sarebbero potute, forse dovute, ottenere subito. Comunque rispettiamo ovviamente le decisioni della magistratura».
«Rispetto per la magistratura, ma capisco anche il disagio di entrambi i protagonisti della vicenda»
In calce, poi, il ministro aggiunge anche una riflessione sui protagonisti di questa drammatica vicenda, coinvolti a vario titolo: «Possiamo anche capire però il disagio però di entrambi i protagonisti – ha proseguito Nordio –. Una persona che è stata condannata e ha espiato parecchi anni di prigione per una accusa, per la quale invece oggi viene imputata una persona diversa a distanza di tanto tempo». Un nodo umano, oltre che giudiziario, che in queste ore è venuto definitivamente al pettine…