L'Appello
Toghe in soccorso di Ilaria Salis, annullata la sentenza di risarcimento di 300mila euro. Il processo riparte da zero
I giudici della Corte d’Appello di Milano – sezione Lavoro – hanno accolto la richiesta di nullità della sentenza di primo grado chiesta dai legali di Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, e così il Tribunale dovrà tornare a pronunciarsi sul licenziamento di due ex collaboratori che, lo scorso marzo, si erano visti riconoscere – all’esito di un processo in contumacia – un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per essere stati mandati via senza giusta causa.
E’ quanto stabilito dal collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni all’indomani dell’udienza con cui gli avvocati dell’esponente politica aveva chiesto la nullità del verdetto pronunciato – a dire dei legali – “all’esito di un giudizio instaurato mediante notificazione inesistente”: ci sarebbe stato un solo tentativo dell’ufficiale giudiziario, a fronte di una residenza nota e un indirizzo Pec conosciuto. “La contumacia inconsapevole” avrebbe impedito, per gli avvocati, “di esercitare il proprio diritto di difesa”, ossia evidenziare il “deterioramento del rapporto fiduciario” tra Ilaria Salis e i due ex collaboratori che le hanno fatto causa.
Per Ilaria Salis un pronunciamento solo sulle notifiche e non sul merito
Come annunciato ieri dai difensori della Salis, paladina e portavoce delle cause della sinistra, l’esito del pronunciamento “riguarda solo la nullità della notifica, non verrà deciso il merito”. Dunque le possibilità possibili, sempre stando a questa lettura sono due: o si riporta tutto al primo grado o si riesamina in appello tutto il merito della vicenda. E’ prevalsa la prima ipotesi.
“Sentenza annullata, riconosciute le mie ragioni” e un emoticon con il segno di due dita alzate in segno di vittoria. Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, usa i social per commentare la sentenza. Un verdetto che porta indietro le lancette della giustizia: i giudici di primo grado dovranno tornare a pronunciarsi sul licenziamento di due ex collaboratori che, lo scorso marzo, si erano visti riconoscere – all’esito di un processo in contumacia – un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per essere stati mandati via senza giusta causa.
Dalle carceri ungheresi al Parlamento Ue
La vicenda personale e politica di Ilaria Salis ha inizio nel febbraio 2023, quando l’attivista italiana viene arrestata a Budapest, in Ungheria, con l’accusa di aver partecipato all’aggressione di alcuni militanti di estrema destra durante le manifestazioni legate al cosiddetto Giorno dell’Onore, appuntamento annuale dell’estrema destra europea.
Salis respinge le accuse e trascorre oltre un anno in detenzione preventiva nelle carceri ungheresi. Il suo caso assume una dimensione internazionale nel gennaio 2024, quando le immagini dell’italiana condotta in tribunale in manette, con ceppi ai piedi e una catena, suscitano forti polemiche sulle condizioni della detenzione e sul rispetto dei diritti degli imputati. Nel maggio 2024 ottiene gli arresti domiciliari a Budapest, dopo il versamento di una cauzione.
La candidatura e l’elezione
Nell’aprile 2024, mentre è ancora detenuta, Alleanza Verdi e Sinistra, guidata da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, annuncia la candidatura di Salis alle elezioni europee. Alle elezioni dell’8 e 9 giugno 2024, Salis viene eletta al Parlamento europeo con circa 176mila preferenze. L’elezione le consente di beneficiare dell’immunità parlamentare prevista per gli eurodeputati.
Il 14 giugno 2024 viene liberata dagli arresti domiciliari a Budapest e può tornare in Italia. Il procedimento penale ungherese non si conclude però con un’assoluzione: viene sospeso in conseguenza dell’immunità parlamentare.
La controversia sull’immunità
Le autorità ungheresi chiedono successivamente al Parlamento europeo di revocare l’immunità di Salis, per consentire la prosecuzione del processo. Il 7 ottobre 2025, il Parlamento europeo respinge la richiesta di revoca con 306 voti contrari, 305 favorevoli e 17 astensioni. Salis conserva quindi l’immunità parlamentare. nta, nata successivamente all’elezione europea.