progetto Officina #Metastabile
Tumore al seno metastatico, oltre 55mila donne in Italia. Aumenta la sopravvivenza. Il ministero della Salute: «Esteso lo screening mammografico gratuito»
Intanto sul fronte ricerca arrivano gli esiti di uno studio condotto in Svezia sul papillomavirus umano. Il Vaccino HPV prima della gravidanza rivela un'associazione con un minor rischio di parto prematuro
Sono oltre 55mile le donne con un tumore del seno metastatico che vivono in Italia. Si tratta di un numero in crescita, dovuto dall’incremento generale dei casi l’anno di carcinoma mammario ma anche ad una maggiore sopravvivenza. La cronicizzazione della neoplasia è ora possibile e anche sempre più frequente grazie ad armi terapeutiche più efficienti. Emergono così nuovi bisogni delle donne come, ad esempio, una migliore comunicazione verso le partecipanti agli studi clinici per trattamenti innovativi. Oppure bisogna garantire un’adeguata nutrizione durante le cure anti-cancro.
Temi e numeri emersi nel corso di un convegno nazionale organizzato dalla Fondazione IncontraDonna e che si tiene nella sede dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e che rientra nel progetto Officina #Metastabile ed è organizzato in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione per il tumore al seno metastatico.
IncontraDonna: si parte dall’ascolto
Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna, ha spiegato nel corso del suo intervento che “Officina #Metastabile traduce in pratica uno dei principi fondamentali del Manifesto di Fondazione IncontraDonna: partire dall’ascolto delle persone per trasformarne i bisogni in priorità condivise e, quindi, in azioni concrete. Per le donne con tumore al seno metastatico è essenziale superare le differenze territoriali e arrivare a un Pdta nazionale uniforme, realmente applicato e capace di integrare tutte le dimensioni della cura. I focus group dedicati ai trial clinici e alla nutrizione clinica ci permettono di portare nei luoghi decisionali la voce diretta delle pazienti. La collaborazione tra associazioni, istituzioni e professionisti sanitari non è soltanto auspicabile: è la condizione necessaria per costruire percorsi di cura equi, multidisciplinari e autenticamente centrati sulla persona”.
Ministero della Salute: impegno massimo
Presente anche Sergio Iavicoli, direttore generale della Prevenzione Ministero della Salute, che ha ricordato come “L’impegno del ministero della Salute nella lotta ai tumori è massimo e in tema di neoplasie al seno siamo intervenuti in modo importante. Su impulso del ministro Schillaci abbiamo esteso lo screening mammografico gratuito che ora è previsto per tutte le donne fra i 45 ai 74 anni, a fronte della fascia d’età precedente, che andava dai 50 e ai 69 anni. Con i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza pubblicati pochi giorni fa sono state poi aggiornate le prestazioni garantite alla collettività dal sistema pubblico prevedendo, sempre su preciso mandato del Ministro, nuovi percorsi di sorveglianza e prevenzione per le donne che risultino a rischio per fattori ereditari. Sono stati introdotti anche nuovi test per le donne con un carcinoma mammario allo stadio iniziale, per individuare la terapia più adatta alla singola neoplasia, in base alla sua caratterizzazione genetica”.