Giovani strumentalizzati?
Scuola, cortei violenti, la denuncia del sindacato di polizia (Fsp): cori contro le armi, poi lanciano bombe carta agli agenti
Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato (Federazione Sindacale di Polizia), dopo i vari disordini e tensioni che si sono verificati in diverse città durante i cortei per la scuola, non può che fare la conta dei danni e rilevare la intrinseca contraddizione che anima la piazza che degenera in atti violenti. E Italpress riprende e rilancia: «Cortei in strada che urlano slogan contro le armi e la violenza a favore della scuola mentre, un minuto dopo, volano bombe carta e bottigliate contro gli agenti in servizio. Per non parlare dell’incursione criminale dentro una scuola elementare di Torino, devastata da incappucciati armati di spranghe. Cosa può esserci di più ipocrita e ridicolo?».
Cortei per la Scuola, studenti violenti e devastazioni: la denuncia del sindacato di polizia (Fsp)
E ancora. «Le brutte scene delle solite aggressioni nei vari cortei per manifestare a proposito del sistema scuola – prosegue Mazzetti – che si sono viste oggi in tante città d’Italia, sono da condannare fermamente come frutto di consueti comportamenti irresponsabili e, non di rado delinquenziali. Incredibilmente c’è ancora bisogno di ripeterlo: i poliziotti sono in strada per lavorare, per garantire un servizio. Non sono in strada per essere il bersaglio della violenza aizzata da abili manovratori politici che strumentalizzano tutti pur di creare disordini, incidenti, e ferire chi rappresenta lo Stato. Chi vuole manifestare, e soprattutto essere ascoltato, deve rispettare le regole. Altrimenti non può essere preso in considerazione».
«Le bombe che non vogliono non devono essere evidentemente quelle che hanno lanciato contro i poliziotti»
Non solo. Perché Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato (Federazione Sindacale di Polizia), dopo i vari disordini e tensioni che si sono verificati in diverse città durante i cortei per la scuola, sottolinea anche: «Tutti gli organi di informazione hanno dettagliatamente riportato scritte, cori, dichiarazioni di partecipanti ai cortei che hanno chiesto più soldi per la scuola “per poter studiare tranquilli” hanno detto. Soldi da togliere al riarmo perché “vogliamo più aule non più bombe” hanno detto. Ebbene, le bombe che questi signori non vogliono non devono essere evidentemente quelle che hanno lanciato contro i poliziotti. Bisogna capire che certe fesserie neutralizzano, purtroppo, qualsiasi serio contenuto di una qualsiasi manifestazione».
Studenti violenti e cortei incendiari, Mazzetti: «I ragazzi si sveglino», basta farsi strumentalizzare
E infine. «Bisogna capire che quelle donne e uomini in divisa che si trovano per strada durante i cortei sono i genitori o i parenti o gli amici dei compagni del banco accanto, non nemici». Pertanto, conclude Mazzetti, «bisogna essere abbastanza svegli da capire quando sono “altri” che vogliono spingere a fare delle cose solo per motivazioni politiche, senza che gli importi nulla della scuola, dei banchi, né di nient’altro. I ragazzi si sveglino. I primi che “vogliono stare tranquilli” e che non vogliono “più bombe” sono gli operatori delle Forze dell’ordine che, dopo i cortei, vorrebbero tornare tutti interi a casa».