La telefonata
Leone XIV chiama a sorpresa Putin dal Gemelli: nuovo appello per una tregua in Ucraina
Papa Leone XIV ha chiamato Vladimir Putin dal Policlinico Gemelli, dove è ricoverato dopo l’intervento chirurgico al polmone. Al presidente russo ha chiesto una tregua umanitaria per Oleshky, nella regione ucraina di Kherson, dove i civili rimasti sono senza cibo, acqua e possibilità di fuga.
La telefonata è avvenuta intorno alle 16.30, a pochi giorni dall’operazione di martedì per la rimozione di un tumore, che ha comportato l’asportazione di un lobo polmonare. Le condizioni del Pontefice, secondo l’ultimo bollettino medico, sono in costante miglioramento.
Leone XIV chiama Putin: «Aiuti e vie di fuga per Oleshky»
Secondo la Sala Stampa vaticana, il Papa ha espresso «viva preoccupazione» per la popolazione di Oleshky, chiedendo una sospensione dei combattimenti che permetta l’ingresso di viveri e medicinali e l’evacuazione volontaria dei civili in condizioni di sicurezza.
La città, sulla riva sinistra del Dnepr, è occupata dalle forze russe e si trova in una delle aree più difficili del fronte meridionale. I bombardamenti e le restrizioni agli spostamenti hanno aggravato un’emergenza umanitaria che lascia molte famiglie senza rifornimenti e senza vie di uscita.
Putin ringrazia il Papa, ma resta il nodo dei corridoi umanitari
Il presidente russo, riferisce il Vaticano, ha accolto l’appello per gli aiuti ai civili, ringraziando Leone XIV per l’impegno della Santa Sede nella ricerca di una soluzione al conflitto. Putin si è anche informato sulle condizioni di salute del Pontefice, augurandogli una pronta guarigione.
Resta da capire se la disponibilità di Mosca porterà all’apertura di corridoi umanitari. Servono garanzie per i convogli di soccorso e per i civili che intendono lasciare la città.
La missione di Zuppi e i contatti tra Vaticano e Cremlino
La telefonata segue le missioni diplomatiche condotte a Mosca dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, a fine agosto, e dal cardinale Matteo Zuppi, a settembre. Al centro dei colloqui con le autorità russe, gli scambi di prigionieri, il ritorno dei bambini ucraini alle famiglie, il rilascio dei civili detenuti e l’emergenza di Oleshky.
Leone XIV e Putin si erano già parlati nel giugno 2025. Il Pontefice continua così a tenere aperto il dialogo con Mosca, nel solco di quella «pace disarmata e disarmante» indicata fin dall’inizio del pontificato.
Questa volta la richiesta è immediata: fermare i combattimenti per far arrivare gli aiuti e mettere in salvo i civili. La risposta concreta spetta ora al Cremlino.