Visto da Agea e Inps
Lotta al Capolarato, Vitale fa il punto a 10 anni dalla legge: “Con il governo la legalità sta diventando infrastruttura dell’agricoltura”
Nuovi passi in avanti nella lotta al Caporalato. “Oggi la legalità sta diventando l’infrastruttura dell’agricoltura italiana”. Ne è convinto Fabio Vitale, direttore dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) e componente del Consiglio di amministrazione dell’Inps. In vista del decimo anniversario della legge 199 del 29 ottobre 2016 sul contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, sottolinea l’accelerazione decisiva impressa dal governo Meloni. “Dieci anni fa la legge 199 ha spostato un confine: ha stabilito che lo sfruttamento non è un costo occulto della filiera, ma un reato che colpisce la dignità delle persone e altera la concorrenza tra le imprese oneste. Oggi – dichiara in una lunga nota – possiamo fare un passo ulteriore: rendere la legalità riconoscibile, conveniente e condivisa lungo tutta la filiera agroalimentare”.
Lotta al Capolarato, Vitale fa il punto a 10 anni dalla legge
Quello di Vitale è un doppio punto di osservazione. “L’Agea vede le risorse pubbliche che entrano nelle aziende agricole, l’Inps vede il lavoro che ne esce. Sono le due facce della stessa medaglia, e la sfida dei prossimi anni è farle dialogare: il sostegno pubblico all’agricoltura deve andare a chi rispetta i diritti di chi lavora”. Il direttore dell’Agea passa in rassegna gli interventi che hanno rafforzato il binomio agricoltura e legalità. Il Sistema informativo per la lotta al caporalato e la Banca dati degli appalti in agricoltura, istituiti dal decreto-legge n. 63 del 2024; il rafforzamento dei requisiti della Rete del lavoro agricolo di qualità, esteso alla salute e sicurezza dal decreto-legge n. 159 del 2025; la condizionalità sociale della Politica agricola comune.
Il governo ha impresso un’accelerazione: la legalità diventa infrastruttura dell’agricoltura
“Un ringraziamento particolare – dichiara Vitale – va al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, per aver restituito all’Inps la funzione ispettiva dopo anni di ruolo a esaurimento. I concorsi sono in via di espletamento ed è la condizione perché le norme abbiano gambe su cui camminare. E va dato atto al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, di aver istituzionalizzato le Cabine di regia sui controlli in agricoltura, mettendo a sistema il lavoro delle amministrazioni, e dell’impegno nel tenere insieme competitività e legalità. Un prodotto costruito sullo sfruttamento non è un prodotto di qualità, qualunque sia la sua etichetta”.
Il contributo essenziale dei ministri Calderone e Lollobrigida
E i numeri parlano chiaro. “I dati della vigilanza Inps confermano l’efficacia dei controlli mirati, orientati dall’analisi integrata delle banche dati e da indicatori di rischio. Nel primo semestre 2026 sono state ispezionate 357 aziende agricole, con quasi 5.900 lavoratori interessati e oltre 17,2 milioni di euro accertati tra contributi e sanzioni. Nello stesso periodo sono stati annullati oltre 7.000 rapporti di lavoro agricolo, per un valore di circa 21 milioni di euro”. Cresce anche la Rete del lavoro agricolo di qualità, istituita presso l’Inps. Al 30 settembre 2026 – sottolinea Vitale – le imprese ammesse sono 13.136, con 62 sezioni territoriali attive in 16 regioni. L’aumento delle domande è legato anche alla premialità prevista da bandi nazionali e regionali. Ma il merito – aggiunge – “va anche ad Antonio Pone, referente della Cabina di regia della Rete, che ha dato a questo strumento una concretezza e una credibilità che oggi i numeri certificano. La lezione è chiara: la legalità si diffonde quando diventa anche conveniente”.
Le priorità per il futuro: potenziamento dell’Inps e protocolli d’intesa tra gli enti
Per il futuro, conclude, sono due le priorità. “La prima è l’ulteriore potenziamento della funzione ispettiva dell’Inps: organici, formazione e una programmazione sempre più fondata sui dati e sul lavoro congiunto con le forze dell’ordine. La seconda sono i protocolli d’intesa tra enti – Inps, Agea, Ispettorato nazionale del lavoro, Inail, Guardia di Finanza, Carabinieri, Prefetture e Regioni – per mettere in comune informazioni e competenze. Il caporalato prospera negli spazi vuoti tra un’amministrazione e l’altra: il nostro compito è chiuderli“.