La premier a tutto campo
Meloni a Bruxelles, successi in tasca e tana alla sinistra. Cortei violenti? Tutti zitti, ma basta ambiguità: ora condannino
«Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, e aggredire le forze dell’ordine. Su questo dobbiamo essere chiari e d’accordo, lo dico perché sto guardando i commenti dei leader dell’opposizione sulle proteste, che non riescono a dire una parola di condanna sulle proteste e per gli agenti picchiati e rimasti feriti. Chiedo a tutte le forze politiche italiane di fare un appello a che ci siano manifestazioni senza violenza»: lo ha detto con nettezza e senza inutili perifrasi la premier Giorgia Meloni ai cronisti a Bruxelles, chiamando i partiti dell’opposizione a essere «chiari» su questo.
Cortei studenti, Meloni stana le sinistre: tutte le forze politiche condannino le violenze
Dal punto stampa a margine del Consiglio Europeo, Giorgia Meloni plaude alla partecipazione di piazza, ma striglia i leader dell’opposizione incapaci di isolare i violenti. E, soprattutto, traccia una netta linea di distinzione tra democrazia e barbarie. Così, commentando le manifestazioni del mondo della scuola sfociate in devastazioni e disordini, lanci di bombe carta e aggressioni contro le forze dell’ordine, in diverse città d’Italia, la premier stigmatizza le ambiguità della sinistra, stana i responsabili morali incapaci di isolare i violenti, chiedendo contestualmente che tutti condannino la violenza e non abbiano timidezze. Perché, ha sottolineato, è un fatto di responsabilità…
Un vero e proprio guanto di sfida lanciato a un centrosinistra che, pur di lisciare il pelo all’estremismo di piazza, preferisce voltare le spalle alle donne e agli uomini in divisa che garantiscono la sicurezza di tutti. E che oggi sono stati il bersaglio di attacchi e violenze che hanno trasformato i cortei in guerriglia urbana, e una manifestazione di protesta in un campo di battaglia.
Poi le vittorie in Ue: via libera al Decreto Bollette e svolta sui costi energetici
E a proposito di battaglia, e su ben altri terreni di confronto e con antitetici linguaggi e metodologie nonostante la fermezza nel difendere la causa in agenda, l’impegno di Giorgia Meloni a Bruxelles ha portato in dote anche una serie di fondamentali vittorie strategiche per il sistema Paese. E allora, sul fronte del caro-vita, la premier ha annunciato la chiusura positiva della trattativa con la Commissione Ue sul Decreto Bollette.
Di più. Giorgia Meloni si è detta «molto contenta» dell’accordo raggiunto con la Commissione Europea sul decreto Bollette, che apre la strada ad una soluzione modellata sulla cosiddetta “eccezione iberica”, accordata a Spagna e Portogallo nel 2022 per porre rimedio alle storture create in quei Paesi dal meccanismo del prezzo marginale per prezzare l’elettricità. «Abbiamo chiuso con la Commissione Europea – ha detto la premier, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles – la trattativa sul cosiddetto Decreto bollette, cioè su misure che abbiamo varato mesi fa, e che avevano bisogno di un ok da parte della Commissione Europea».
Aggiungendo in calce: «È stata una trattativa lunga, ma costruttiva, che ci ha portato a trovare una soluzione che è molto importante, perché questo ci consente di intervenire sulla generazione del prezzo dell’elettricità e sull’impatto che il costo del gas ha sul prezzo dell’elettricità. Quindi soprattutto in questi giorni. E soprattutto nell’attuale contesto, ciò ci consente sostanzialmente di intervenire per abbassare le bollette», ha concluso sul punto.
Dl Bollette, Meloni da Bruxelles: «Molto contenta dell’accordo Ue, le abbasserà»
Insomma, un accordo storico, modellato sul meccanismo dell’«eccezione iberica», che consentirà di slegare il prezzo dell’elettricità dalle speculazioni sul gas, tagliando direttamente i costi delle utenze per famiglie e imprese. L’Italia ha inoltre fatto valere, nelle conclusioni del Consiglio, la revisione del sistema di tassazione sulle emissioni Ets, denunciando – dati alla mano – come certe rigidità ideologiche abbiano provocato la deindustrializzazione del Continente.
A buon titolo, quindi, la premier si è detta soddisfatta delle conclusioni del Consiglio Europeo. In particolare del capitolo sulla competitività e sui prezzi dell’energia. «Sono contenta – ha detto al termine del Consiglio Europeo a Bruxelles – del fatto che nelle conclusioni del Consiglio Europeo entrino diverse questioni che avevamo posto nelle scorse settimane, anche nel documento scritto con la Repubblica Ceca relativamente alla questione degli Ets». E ancora: «C’è il riferimento alla Market Stability Reserve; c’è il riferimento agli Ets 2, alla necessità di valutare tempistica e salvaguardia per quello che riguarda gli Ets 2; e c’è il riferimento alla revisione dell’Ets, che è particolarmente urgente», ha sottolineato anche Meloni.
Ucraina, Meloni: «No a passi indietro sulle sanzioni alla Russia»
E ancora. Sui grandi dossier internazionali, la premier ha ribadito la fermezza dell’Unione sulle sanzioni alla Russia come indispensabile strumento di deterrenza. L’Ue non deve fare “passi indietro” sulle sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. Lo ha ribadito a chiare lettere il presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Bruxelles, asserendo con fermezza: «Credo che per questo Consiglio Europeo, alla luce delle ultime notizie che abbiamo visto nei giorni scorsi, fosse fondamentale soprattutto che ci fosse un linguaggio molto chiaro sul tema delle sanzioni verso la Russia. Le sanzioni in questi anni sono state uno dei nostri migliori strumenti di deterrenza. E penso che su questo non si debbano fare passi indietro».
Migranti, Meloni: ho parlato con Sanchez di un altro tipo di soluzione sulle frontiere
Non solo. Dopo un colloquio col suo omologo spagnolo, Pedro Sánchez, Meloni ha spiegato che Italia e Spagna metteranno fine ai controlli reciproci alle frontiere marittime e aeree introdotti l’estate scorsa in occasione della crisi migratoria di Ceuta, passando ad “altri tipi di soluzioni” per garantire la sicurezza dei confini. La premier ha poi comunque confermato il costante monitoraggio dei confini esterni, annunciando un’intesa con il premier spagnolo per coordinare i controlli e difendere le frontiere nazionali nell’ottica della legalità Schengen.
«Ho parlato col primo ministro Sánchez ieri – ha detto Meloni – e abbiamo deciso di far lavorare i nostri ministri degli Interni nella prossima settimana per arrivare a sostituire le misure che reciprocamente abbiamo in essere con altre forme di cooperazione». Sottolineando anche: «Stiamo andando verso un altro tipo di soluzione, ma sicuramente continuando col nostro monitoraggio per garantire il funzionamento da una parte di Schengen, ovviamente. Ma dall’altra anche della difesa dei confini della nostra nazione», ha concluso.
Ex Ilva, Meloni: «Faremo tutto il possibile»
Infine, un passaggio d’attenzione e tutela sociale per la situazione dell’ex Ilva: ricordando gli oltre cinque miliardi già mobilitati dal governo tra fondi statali e Invitalia, Meloni ha confermato i nuovi incontri a Palazzo Chigi con i sindacati, garantendo il massimo sforzo dell’esecutivo per proteggere i lavoratori e rilanciare il sito industriale. Dando, in conclusione, l’ennesima dimostrazione di una leadership solida, capace di difendere la sicurezza nelle piazze e la dignità della Nazione in Europa.