Cortei e caos
Scuola di guerriglia, lezioni di odio: bombe carta contro gli agenti e Meloni a testa in giù
Invocano più soldi per la scuola e meno bombe, ma poi le bombe carta le lanciano contro la polizia. Predicano la pace e sfilano con le sagome di Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara appese a testa in giù. È il cortocircuito dell’odio politico andato in scena nei cortei studenteschi, trasformati in diverse città italiane in un venerdì mattina di violenze, provocazioni e assalti alle forze dell’ordine.
Da Roma a Torino, passando per Bologna e Genova, tra bottiglie, petardi, cassonetti rovesciati e slogan che inneggiano alla morte degli avversari politici, la protesta contro il governo ha mostrato il volto più inquietante dell’estremismo di sinistra.
Roma, bombe carta ed estintori contro la polizia
Nella Capitale migliaia di studenti, circa 20mila secondo gli organizzatori, hanno attraversato il centro fino al ministero dell’Istruzione. In via Marmorata alcuni incappucciati vestiti di nero hanno rovesciato cassonetti e lanciato bottiglie e petardi contro gli agenti. Davanti al ministero, presidiato dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, sono esplosi altri petardi e fuochi d’artificio. Alcuni manifestanti hanno persino azionato un estintore contro i poliziotti.
La Questura ha reso noto che gli episodi sono stati documentati dalla Polizia scientifica e che le immagini saranno esaminate dalla Digos per identificare i responsabili.
Torino e Bologna, scontri e assalti durante i cortei
Alta tensione anche a Torino, dove davanti alla Prefettura sono volati oggetti di vetro e bastoni. La polizia ha risposto utilizzando idranti, lacrimogeni e manganelli. Il giorno precedente un gruppo di circa 40 incappucciati aveva tentato un’incursione nell’istituto Sella, con l’arresto di un diciassettenne.
A Bologna circa mille studenti hanno tentato di raggiungere i binari della stazione, trovando lo sbarramento degli agenti. Ne sono seguiti contatti con la polizia, fumogeni e lanci di bottiglie. Segnalati disordini anche a Legnano, mentre a Firenze circa duemila manifestanti hanno scandito cori contro Meloni e Valditara.
Meloni e Valditara a testa in giù: l’odio politico sfila a Genova
Particolarmente gravi le immagini arrivate da Genova, dove le sagome di Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara sono state esposte a testa in giù, bersagliate con uova e accompagnate, secondo le denunce degli esponenti di Fratelli d’Italia, da inni a Tito e dal coro «uccidere un fascista non è reato».
A Milano, invece, sono comparse fotografie di Meloni e Tajani capovolte, con impronte di mani insanguinate. Episodi che hanno provocato indignazione e richieste di condanna da parte delle forze politiche.
Rampelli: «Cattivi maestri alimentano la violenza». Salvini: «Sono criminali»
Durissimo il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli: «La sinistra ha deciso di accendere l’interruttore dalle sue cupe segreterie per soffiare sul fuoco della contestazione». Per l’esponente di FdI, i giovani vengono strumentalizzati da «cattivi maestri» e dall’estremismo rosso.
Il vicepremier Matteo Salvini ha distinto le manifestazioni pacifiche dagli episodi violenti: «Quelli non sono studenti, sono criminali e delinquenti». Il presidente dei senatori di FdI Lucio Malan ha denunciato gli slogan che invocano la morte degli avversari politici. Mentre la vicepresidente dei deputati di FdI, Augusta Montaruli sugli scontri di Torino ammonisce: «Con i violenti non si va in piazza, mi auguro che la popolazione studentesca sappia distingure».
Netta anche la condanna del sindacato Fsp Polizia. Il segretario generale Valter Mazzetti ha evidenziato la contraddizione tra gli slogan contro le armi e le bombe carta lanciate contro gli agenti: «I poliziotti sono in strada per lavorare, non per essere il bersaglio della violenza».