Follia in piazza
Orrore a Genova, Meloni e Valditara a testa in giù e slogan “uccidere un fascista non è reato”. FdI: «C’è chi soffia sul fuoco delle proteste»
Il ministro: "Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico". Frassinetti: "Il diritto di manifestare merita rispetto, ma non può mai diventare un alibi per minacciare, aggredire e devastare"
Chi ha soffiato sul fuoco delle proteste studentesche in questi giorni – collettivi, Ilaria Salis, Cgil, gli immancabili studenti di Osa e Cambiare Rotta – ha ottenuto l’effetto voluto: il caos all’insegna del “Facciamo come in Francia”. In questo venerdì di proteste violente tra petardi, cassonetti incendiati dal nord al sud della Penisola e petardi e pietre alle forze di polizia all’insegna del “No Meloni day”, fa orrorre quanto visto a Genova: sagome di Meloni e Valditara a testa in giù, slogan inneggianti al dittatore comunista Tito.
Sfregio a Genova: Meloni a testa in giù e slogan “Uccidere un fascista non è reato”
A Genova sta andando in scena il peggior e odioso armamentario veterocomunista per nulla attinente alle problematiche degli studenti: “Le sagome di Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara a testa in giù, bersagliate con uova mentre si inneggia a Tito e si grida ‘uccidere il fascista non è reato’, sono una vergogna. Una rappresentazione di odio che rivela una profonda ignoranza della storia”. Il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, commentando l’episodio avvenuto durante la manifestazione studentesca nel capoluogo. Sua e di FdI tutta la rabbia nell’osservare “questi ragazzi che scelgono come riferimento Tito, un dittatore comunista il cui regime porta la responsabilità delle persecuzioni, delle foibe e delle sofferenze inflitte agli italiani del confine orientale”. Due i motivi di sconcerto: “Prima di scandire certi slogan si dovrebbe studiare la storia e conoscere le tragedie che evocano con tanta leggerezza”. E poi la rabbia per l’ “attribuzione dell’etichetta di fascista a chiunque non la pensi come loro: pretendendo così di legittimare l’intimidazione dell’avversario”.
Ira Fdi: “Scimmiottano le forme più cupe della lotta politica anni ’70
La preoccupazione che non sembra minimamente toccare tanta parte della sinistra che rivendica la ribellione sobillando i ragazzia con troppa leggerezza: “Scimmiottano le forme più cupe della lotta politica degli anni Settanta, senza conoscere né comprendere i danni che quella stagione ha procurato: ragazzi assassinati, famiglie distrutte, un Paese attraversato dall’odio e dalla paura. La tragedia di Sergio Ramelli dovrebbe insegnare quanto possano essere devastanti la demonizzazione politica e la violenza. Esprimo piena solidarietà a Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara. Da tutte le forze politiche, a partire dalla sinistra, mi aspetto una condanna netta, senza alibi e senza minimizzazioni”.
“È evidente che c’è chi soffia sul fuoco della protesta per meri scopi elettorali”
Scendono in campo gli altri parlamentari liguri di FdI, Matteo Rosso, MariMatteo Rosso, Mariagrazia Frijia e Roberto Traversi: “Sono preoccupanti le scene di violenza verbale che abbiamo visto a Genova e che si associano a quella fisica vista in altre città. Le foto del presidente del Consiglio e di un ministro della Repubblica a testa in giù devono preoccupare tutti. Perché sono un attacco alla democrazia. E slogan come ‘uccidere un fascista non è un reato’ ci riportano ad un passato che vogliamo rimanga tale. È evidente che c’è chi soffia sul fuoco della protesta per meri scopi elettorali e per portare in Italia il caos che arriva dalla Francia”.
FdI chiede codanna unanime e solidarietà umana e politica”
Ecco perché, in maniera accorata i parlamentari richiamiamo alla responsabilità politica e civile chi vuole strumentalizzare la protesta: “a loro diciamo di fermarsi perché quando un incendio parte non si sa mai fin dove arriva. Ai poliziotti rimasti feriti, al Presidente Meloni, al Ministro Valditara, all’onorevole Vannacci e all’onorevole Elly Schlein, segretaria del Pd la cui foto a Torino è stata imbrattata insieme a quella della Premier e del Ministro Crosetto, va la nostra piena solidarietà umana e politica. Ai colleghi di altre forze politiche il nostro appello ad una condanna unanime senza se e senza ma”.
Valditara: “Teppismo politico”
La reazione del ministro dell’Istruzione e del merito è drastica: “Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola. Ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Aggiunge la sottosegretaria Paola Frassinetti: “Il diritto di manifestare merita rispetto, ma non può mai diventare un alibi per minacciare, aggredire e devastare. Chi ricorre alla violenza e oltraggia la bandiera italiana offende le istituzioni e l’intera comunità scolastica, a partire dagli studenti che esprimono le proprie idee pacificamente e chiedono di essere ascoltati”.