L'incontro
Dieci anni dal terremoto del centro Italia, il Papa incontra le comunità ferite: “Servono risposte tangibili e urgenti”
«La speranza, perché non rimanga un semplice auspicio, ha bisogno anzitutto di risposte tangibili e urgenti». A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, Papa Leone XIV richiama alla concretezza e chiede di accelerare la ricostruzione, senza sacrificare sicurezza e trasparenza. Il Pontefice ha ricevuto oggi, nella Sala Clementina del Vaticano, i rappresentanti dei Comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpiti dalla sequenza sismica del 2016. Un incontro che arriva mentre interi territori, nonostante i progressi degli ultimi anni, attendono ancora di completare il ritorno alla normalità. E il messaggio è: la solidarietà non può esaurirsi nelle commemorazioni, deve tradursi in risultati.
Dieci anni dopo il sisma, la ricostruzione non è finita
Era il 24 agosto 2016 quando, alle 3.36, una scossa devastante colpì l’Appennino centrale, distruggendo Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Poi le nuove scosse di ottobre, fino al terremoto del 30 ottobre che sconvolse Norcia e la Valnerina. Circa 300 vittime, decine di migliaia di sfollati, centri storici distrutti e un patrimonio artistico e religioso gravemente danneggiato.
Da allora la ricostruzione ha attraversato governi, emergenze, cambiamenti normativi e difficoltà burocratiche. Ma negli ultimi anni si è registrata un’accelerazione significativa. Secondo il rapporto della struttura commissariale guidata da Guido Castelli, presentato a giugno 2026, i cantieri autorizzati sono arrivati a 23.361, dei quali 14.968 conclusi, pari a oltre il 64% degli interventi avviati. Restano però migliaia di lavori da completare, soprattutto nelle aree maggiormente danneggiate.
È in questo scenario che Leone XIV interviene, riconoscendo il dolore delle comunità ma indicando soprattutto la strada da percorrere.