Vandali rossi
Scuola di Empoli devastata durante l’occupazione. FdI: «Atti di delinquenza, i responsabili paghino i danni»
Porte divelte, bagni distrutti, computer gettati a terra, estintori svuotati e aule messe a soqquadro. È il bilancio dei vandalismi all’istituto Fermi-Da Vinci di Empoli, in provincia di Firenze, occupato dagli studenti dal 27 ottobre. Le immagini della devastazione, diffuse sui social e nelle chat di studenti e genitori, hanno suscitato indignazione e acceso lo scontro politico. Durissima la condanna di Fratelli d’Italia, che chiede di individuare i responsabili e far pagare loro i danni.
Empoli, devastata la scuola occupata: distrutti sanitari, lavagne e laboratori
I danneggiamenti più gravi sarebbero avvenuti nella notte tra il 29 e il 30 ottobre, durante una festa organizzata alla vigilia della conclusione dell’occupazione, concordata con la dirigenza scolastica. Secondo il racconto degli studenti, alcuni estranei si sarebbero introdotti nell’edificio, provocando ingenti danni.
Sanitari frantumati, una porta antipanico divelta dal muro, una lavagna interattiva distrutta, libri e documenti sparsi sul pavimento, computer gettati a terra. Già nella prima notte dell’occupazione si erano verificati episodi di vandalismo, con mobili danneggiati e muri imbrattati. Le forze dell’ordine stanno indagando per ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili.
Gemelli (FdI): «Atti di delinquenza e sciacallaggio, tolleranza zero»
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Gemelli interviene con parole durissime, esprimendo solidarietà al dirigente scolastico e chiedendo provvedimenti esemplari.
«Altro che protesta o dissenso studentesco, al Fermi di Empoli abbiamo assistito a veri e propri atti di delinquenza e sciacallaggio. Massima solidarietà al preside ma le parole non bastano più: ora servono i fatti e tolleranza zero», dichiara Gemelli.
L’esponente di FdI sollecita le forze dell’ordine a individuare ogni responsabile e chiede che i colpevoli, o i genitori nel caso di minorenni, risarciscano integralmente i danni provocati alla collettività.
Marcheschi: «La violenza non è una forma di dissenso»
Sulla stessa linea il senatore fiorentino Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia nella commissione Istruzione, che richiama la necessità di distinguere le legittime rivendicazioni degli studenti dagli atti vandalici.
«La devastazione del liceo Fermi di Empoli dimostra che c’è chi confonde la contestazione con il vandalismo. Distruggere una scuola significa danneggiare gli studenti e calpestare il diritto allo studio. Le proteste sono legittime quando si svolgono nel rispetto delle persone e dei beni comuni: la violenza non è una forma di dissenso», afferma Marcheschi.
Il senatore ricorda inoltre l’impegno del governo Meloni sugli edifici scolastici, citando i fondi per la climatizzazione previsti nella legge di Bilancio 2027, e mette in guardia dal rischio che un clima di ostilità ideologica possa offrire alibi a chi compie devastazioni nascondendosi dietro le proteste studentesche.
Gli studenti prendono le distanze dai vandalismi
Gli studenti della sede di via Fabiani rivendicano un’occupazione pacifica e senza danni, chiedendo di non essere accomunati ai vandali. La protesta era nata per denunciare infiltrazioni, muffa, finestre danneggiate e bagni inagibili. Problemi aggravati dalle devastazioni, sulle quali proseguono le indagini.
Foto pagina social: Lampeggianti Blu Forze di Polizia