Incubo senza fine
Accoltellò Marta Novello con 23 fendenti: ora, espulso da Londra dove era fuggito, è tornato a casa: a pochi passi da lei
Dopo l'errore di notifica e l'espulsione dall'Inghilterra, ora il giovane che aggredì la studentessa mentre faceva jogging e che poi riparò in Inghilterra, è di nuovo in Italia: ed è un suo vicino
Per Marta Novello, studentessa universitaria si riavvicina l’incubo: letteralmente e il terrore percorre ogni ganglo connettivale del suo essere da quando ha saputo che potrà imbattersi nuovamente e assai facilmente nel suo aggressore. In quel giovane, oggi 21enne, che il il 22 marzo del 2021 si avventò su di lei ferocemente, all’improvviso, mentre faceva jogging. Senza un perché, senza proferire una parola: semplicemente assalendola alle spalle – lui all’epoca 15enne –. Scaraventandola in un fosso. E lì, colpendola con 23 coltellate inferta una dopo l’altra, prima di lasciarla sanguinante e terrorizzata in quell’anfratto.
L’aggressore di Marta Novello torna in Italia: ora vivrà a un passo da casa sua
Sì, perché Jamal Tonelli, il giovane che ha infierito su Marta scagliandole contro fendente dopo fendente, dopo un periodo trascorso in Inghilterra – dove è vissuto per quattro anni insieme alla madre, cuoca a Londra – è stato espulso ed è tornato a casa, a Mogliano Veneto, a un paio di chilometri dal luogo dell’aggressione. E a pochi passi da dove abita la sua vittima. Ma procediamo con ordine, e ripartiamo dal pregresso che ci ha portato fino allo sconcertante aggiornamento odierno.
Accoltellò Marta Novello e fuggì a Londra: ora, espulso dal Regno Unito, è tornato
Dopo l’arresto e un anno e mezzo di carcere minorile – Tonelli è stato condannato in primo grado a sei anni e otto mesi, poi ridotti a cinque – un cavillo giuridico-burocratico ha segnato drammaticamente per Marta il percorso della vicenda oggi culminata in una nuova, pericolosa, beffa. Per un errore nella notifica dell’ordinanza di inserimento in una comunità protetta, infatti, Tonelli tornò libero per decorrenza dei termini e volò a Londra. Nel Regno Unito, però, il ragazzo è incappato in nuovi guai giudiziari tra guida senza patente e problemi legati al possesso di stupefacenti, fino alla misura dell’espulsione che lo ha rispedito in Italia, di nuovo a casa dei nonni.
A Marocco, per l’esattezza: una frazione del comune trevigiano di Mogliano Veneto. In Via Marignana per la precisione – come puntualizza La Stampa – «a una manciata di metri dalla casa in cui Marta Novello continua ad abitare e, con difficoltà e dopo un lungo percorso di riabilitazione, si è ricostruita una vita come insegnante».
Il tormentato iter processuale e le ricadute sulla vita di Marta Novello
Una vicenda processuale, invece, quella del giovane aggressore di Marta Novello, tutt’altro che conclusa. E, soprattutto, segnata da una inquietante sequela di colpi di scena e colpi di coda. Dunque ad oggi Tonelli attende per il 13 novembre – data in cui la Corte d’Appello di Venezia dovrà pronunciarsi per la terza volta, dopo ben due annullamenti della Cassazione per vizi di forma – che l’iter giudiziario si concluda.
Una vicinanza che mette i brividi e che ha suscitato dure reazioni politiche
Il nodo centrale resta la perizia sulla capacità di intendere e di volere al momento dell’aggressione. Nel frattempo, però, proprio mentre è pendente il terzo processo d’appello, al termine del quale, come sottolinea il suo legale, Tonelli potrà essere condannato definitivamente oppure prosciolto, per Marta torna l’incubo di una distanza ravvicinata con suo aggressore che mette i brividi.
E non solo a lei del resto: il ritorno del 21enne ha sollevato nelle ultime ore un’ondata di sdegno e forti reazioni politiche. Lo stesso presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha espresso immediata solidarietà a Marta, sottolineando come l’obiettivo prioritario delle istituzioni debba essere quello di «garantire la sicurezza e la serenità di una giovane donna che ha già pagato un prezzo inaccettabile». Intanto, però, per la giovane e la sua famiglia, assistita dall’avvocato Alberto Barbaro, ripiombare nella paura quotidiana riapre una ferita mai del tutto rimarginata.