De Luca show, disintegra Siher e la sinistra: “Che delusione, da Che Guevara a Youssef, una testa di sedano con baffetti a coda di topo” (video)
In una incalzante sequenza di video postati sul proprio account Facebook "lo sceriffo" asfalta il mito moderno del rivoluzionario simbolo della piazza rossa militante e antagonista. E sulla scarcerazione immediata: le decisioni dei giudici vanno formalmente rispettate, ma questo non significa che siamo di fronte a una persona rispettabile"
Irresistibile De Luca che disintegra Siher definito intollerabile e che in una rapida sequenza di video postati sul proprio account Facebook asfalta il mito moderno del rivoluzionario simbolo della sinistra militante. «Siamo passati da Che Guevara a Youssef, emaciato con baffetti a coda di topo», sentenzia con innata comicità istrionica il sindaco ex governatore che, sulla vexata quaestio scarcerazione immediata morde e punge semplicemente osservando con ironia graffiante: «Bene che sia stato liberato questo soggetto denutrito, malnutrito, emaciato. Io ho pensato che se stava un’altra giornata al buio lì, questo ci rimaneva sotto. Non lo avremmo più trovato… Sarebbe evaporato per come l’ho visto trasparente». Ma questo è solo l’inizio…
De Luca asfalta Siher e il mito in caduta libera della sinistra ideologica e militante
Per l’appunto giusto l’incipit di una requisitoria sardonica con cui lo sceriffo tocca e infilza con lingua debitamente affilata un’Italia che, suo malgrado, a sua detta si riscoprirebbe un grande palcoscenico di cabaret dove, di volta in volta, sfilano i nuovi feticci dell’estremismo ideologico rosso vivo. L’ultimo in ordine di tempo è Youssef Siher, fermato e identificato come la presunta “mente” del Movimento 17 ottobre, ma subito scarcerato dal gip di turno con un colpo di spugna che ha fatto insorgere forze dell’ordine e commercianti aggrediti e devastati dalle ultime scorribande delle piazze violente. Così, pronto a smontare la retorica del ribelle perseguitato e del dissidente emaciato ci pensa lui, il revisore dei conti della sinistra in armi. L’inquisitore della diabolica rivoluzione antagonista.
«Abbiamo visto una testa di sedano, diciamo così, dietro una faccia da pirla, con due baffetti a coda di topo appesi al nulla»
Così, con il suo consueto sarcasmo al vetriolo, l’ex governatore della Campania comincia ad asfaltare, centimetro per centimetro, la figura dell’infiltrato e la caricatura della sovversione odierna, coperte entrambe di palate di parole pesanti come il cemento armato: «Quando ci hanno comunicato che avevano individuato un soggetto che diffondeva online messaggi idioti, tutti quanti noi abbiamo pensato: si è trovato il capo dei guerriglieri… Poi arriva questa immagine e ci si presenta Youssef. Cioè abbiamo visto, come dire, una testa di sedano, diciamo così, dietro una faccia da pirla, con due baffetti a coda di topo appesi al nulla. Non vi racconto la mia delusione: ho visto questo tipo tutto denutrito, deperito, emaciato, macilento. Ma che è questa cosa?».
De Luca smonta pezzo a pezzo il presunto ideologo della nuova rivoluzione di piazza rossa
Il terreno è preparato, e De Luca passa all’impietoso paragone (per chi arriva dopo s’intende) con la storia della sinistra dura e pura e i suoi mitici protagonisti. Un confronto che piomba impietoso quanto dissacrante… «Avevo ancora l’immagine affascinante di Che Guevara, avevo ancora in testa il canto che accompagnava l’immagine di Che Guevara, i celebri versi in spagnolo di “Hasta Siempre”. Siamo passati da Che Guevara a Youssef. Ci dobbiamo definitivamente convincere che i tempi sono cambiati. Non solo non ci sono più le mezze stagioni, ma non ci sono più neanche i rivoluzionari: abbiamo queste mezze pippe».
L’appello ai giovani (sulla sicurezza): «Mi raccomando ragazzi non lo invitate ai cortei. Con questo passate un guaio»
Difficile riprendere esaustivamente e rilanciare nella sua completezza il florilegio di metafore e definizioni, parallelismi incongrui e confronti irriverenti che l’indomito sindaco di Salerno sforna in più di un video e innumerevoli epiteti. Ma quel che conta, alla fine della fiera e della burla – come dell’iconico pistolotto social irresistibilmente comico – è il tema della sicurezza e delle violenze di piazza che resta sul piatto digitale. Un argomento su cui De Luca pensa bene di lanciare un monito preventivo ai ragazzi pronti a seguire e ad allinearsi ai cattivi maestri: «Youssef, da come l’ho visto io, è uno degli eredi, dei nipotini di quel personaggio di Pirandello che si chiamava Rosario Chiarchiaro. Attenti. Pericoloso non per la carica rivoluzionaria, ma per il potere occulto di cui è dotato. Voi l’avete guardato bene questo? Mi raccomando, cari ragazzi, non lo invitate alle manifestazioni. Con questo passate un guaio, è sicuro».
De Luca su Siher: l’affondo finale
Un guaio che eleva il suo potenziale di pericolosità al quadrato all’indomani di una scarcerazione immediata su cui il primo cittadino affonda il colpo in punta di fioretto asserendo online che se le decisioni dei giudici vanno formalmente rispettate per mancanza di evidenze sul terrorismo, «questo non significa che siamo di fronte a una persona rispettabile, perché la quantità di bestialità che ha scritto online questo signore è veramente intollerabile. Intollerabile». Intollerabile Siher, abbiamo detto all’inizio, quanto irresistibile lui: Vincenzo De Luca. (Di seguito uno dei video di De Luca su Siher postati su Facebook).
Leggi anche