Cortocircuito
Amaro sfogo dei polizotti dopo la scarcerazione di Siher: uno schiaffo. Loro devastano, noi rischiamo la vita, e i giudici li liberano
«La scarcerazione di Siher, ideologo del Movimento 17 ottobre, è la palese dimostrazione di un pericoloso disallineamento tra l’operato delle forze dell’ordine e la risposta del sistema giudiziario. Da un lato ci sono i poliziotti che rischiano la vita per difendere le città da chi usa la violenza e i saccheggi come metodo di protesta. Dall’altro c’è un meccanismo che vanifica questa tutela. Per usare una sintesi tanto evidente quanto drammatica: i poliziotti li arrestano e i giudici li liberano».
Scarcerazione di Siher, lo sfogo dei poliziotti: “Uno schiaffo”
È quanto dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, facendo sue e riportando la rabbia e la frustrazione degli agenti delle forze dell’ordine. Un urlo di amarezza, ma anche una denuncia politica chiarissima: quella di un’ennesima decisione giudiziaria che rischia di vanificare lo sforzo quotidiano degli uomini e delle donne in divisa e che eleva al quadrato la frustrazione e la rabbia dei poliziotti, diventate ormai un caso nazionale.
Un provvedimento che suona come una beffa
Sì, perché la scarcerazione di Youssef Siher, il 30enne di origini marocchine ritenuto l’ideologo e la mente comunicativa del Movimento 17 ottobre, doipo l’indignazione del governo sta scatenando anche la dura reazione dei sindacati di polizia, risentiti (a dir poco) per un provvedimento che suona come una beffa a chi ogni giorno rischia la propria incolumità per le strade e le piazze delle nostre città.
Un colpo di spugna sul fermato che sa di colpo alle istituzioni e alle forze in campo in difesa del territorio
Dunque non sorprende, ma è decisamente degno di nota, che a farsi portavoce del profondo rammarico e dissenso della categoria sia Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, che nelle scorse ore, e senza mezzi termini, ha bollato la decisione del Gip del Tribunale di Milano, Tiziana Landoni, come un colpo alle istituzioni e al lavoro svolto sul territorio.
Scarcerazione di Siher, i poliziotti: se non c’è continuità tra l’arresto e la sanzione si rendono del tutto inutili i nostri sforzi
Asserendo in una nota: «C’è un profondo rammarico e una forte amarezza – ha aggiunto Pianese – per il sacrificio di centinaia di colleghi che nelle ultime settimane si sono interposti tra i violenti e la cittadinanza. La decisione della magistratura rappresenta uno schiaffo all’impegno di chi veste una divisa e vanifica l’azione di contrasto messa in campo con fatica sul territorio». Concludendo quindi: «Occorre essere chiari: se non c’è continuità tra l’arresto e la sanzione si rendono del tutto inutili i nostri sforzi, l’efficacia dei decreti sicurezza e la dedizione quotidiana delle forze dell’ordine».
Il cortocircuito tra arresti e decisioni del Tribunale
Evidente e nero su bianco, insomma, che le parole del Coisp mettono in luce la frattura ormai palese tra la fermezza – richiesta dall’esecutivo alla vigilia dell’ultimo weekend di cortei e disordini annunciati – e il garantismo a maglie larghissime di una parte della magistratura. Secondo il gip che ha disposto la scarcerazione di Siher, infatti, le azioni del “ricercatore” non sarebbero tali da arrecare «un grave danno allo Stato», né compiute allo scopo di «intimidire la popolazione», nonostante le evidenze sottolineate dagli inquirenti al lavoro sul caso abbiano evidenziato il ruolo centrale di Siher nella gestione dei canali social presumibilmente all’origine dell’orchestrazione dei tafferugli e dei saccheggi di Milano. Un gap, quello sotto gli occhi tutti, che demoralizza chi indossa una divisa. E che vanifica il senso stesso delle norme di tutela.