Due pesi e due misure
Sinistra bacchettona sui sanitari “No vax” ma garantista sui medici anti-Cpr che aiutano i migranti
I medici e gli operatori sanitari radiati durante la pandemia di Covid saranno reintegrati. Lo prevede un emendamento alla legge delega per la riforma delle professioni sanitarie. Proposto da Fratelli d’Italia, il testo è stato approvato alla Camera e dovrà ora passare al Senato. Polemiche immancabili, con le opposizioni di sinistra che rispolverano l’insulto “no vax” nel tentativo di demonizzare il provvedimento. Eppure, in altri casi, la sinistra è apparsa ben più garantista nei confronti dei medici. Gli esponenti di Fratelli d’Italia ricordano, a tal proposito, l’atteggiamento assunto da esponenti progressisti dinnanzi ai provvedimenti presi dalla magistratura verso camici bianchi accusati di produrre certificati falsi per impedire il trasferimento nei Cpr di immigrati irregolari.
No vax, stop liste di proscrizione e obblighi insensati
“Poniamo fine a un’ingiustizia che si protraeva da troppi anni”, sentenzia la prima firmataria del provvedimento, la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, secondo cui il personale medico radiato ha avuto “la sola ‘colpa’ di curare i pazienti in scienza e coscienza rifiutando protocolli che si sono spesso rivelati scientificamente infondati”. La deputata, dopo aver ringraziato le associazioni che hanno partecipato alla redazione dei testi presentati, in primis ContiamoCi!, ribadisce: “I sanitari sono una categoria fondamentale, non possiamo permetterci di impedire ad alcuni di loro, per mere ragioni ideologiche legate a una pandemia che ci siamo lasciati fortunatamente alle spalle, di esercitare la professione”. Buonguerrieri annuncia dunque che questo emendamento mette fine alle “liste di proscrizione” e ad obblighi privi di riscontro scientifico. Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid, precisa che la norma “non prevede alcun automatismo né tantomeno una sanatoria indiscriminata, come sostengono in modo strumentale le opposizioni, ma apre una finestra temporale di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge per consentire di presentare domanda di reiscrizione all’albo esclusivamente per fatti non dolosi connessi all’emergenza pandemica, a condizione che sia ancora pendente il ricorso davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps) e, nei casi di condanna penale, solo dopo l’intervenuta riabilitazione”.
Sinistra immigrazionista fa garantismo sui medici a corrente alternata
Il richiamo al doppiopesismo della sinistra emerge dalle parole di Francesco Ciancitto, deputato di FdI e vicepresidente della commissione Covid, che attacca: “È vergognoso che chi, a sinistra, oggi si mostra inflessibile verso questi medici, additandoli come ‘no vax’, poche settimane fa si è schierato a difesa dei sanitari coinvolti nell’inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati di non idoneità rilasciati per impedire il trattenimento degli immigrati irregolari nei Cpr”. Filini, poi, aggiunge: “Due pesi e due misure: la sinistra immigrazionista difende i medici che, secondo l’accusa, avrebbero aggirato le leggi dello Stato sui rimpatri, mentre vorrebbe affibbiare un eterno marchio dell’infamia sui camici bianchi che non hanno seguito protocolli sanitari, spesso rivelatisi infondati scientificamente, per giunta in una fase di enorme incertezza clinica e terapeutica”. Per Fratelli d’Italia, dunque, “quando la magistratura indaga per falso ideologico, interruzione di pubblico servizio e persino associazione a delinquere su una presunta rete organizzata per aggirare le leggi dello Stato sui rimpatri, il Partito Democratico corre in soccorso degli indagati invocando la presunzione di innocenza, l’autonomia del giudizio clinico, l’agire in scienza e coscienza e il principio che ‘la cura non è un reato‘”. Al contrario, quando il Parlamento, “nel pieno rispetto delle competenze della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie e previa riabilitazione in caso di condanna penale, offre una semplice possibilità di riesame a professionisti che durante la pandemia hanno cercato di curare i pazienti senza alcuna intenzione di nuocere, allora ogni garanzia sparisce e si pretende l’ergastolo professionale”.
Chiaro il messaggio di Fratelli d’Italia: “Non è accettabile usare il pugno di ferro contro chi ha affrontato a mani nude un’emergenza sanitaria sconosciuta e, al tempo stesso, rivendicare zone franche per chi è accusato di usare il camice bianco per finalità politiche e per ostacolare il contrasto all’immigrazione illegale”.