Reclute e lupi solitari online
Terrore a portata di post, 22enne arrestato a Milano e jihadista minorenne stanata a Ragusa: progetti di stragi e orrore islamico
Senza tetto, né legge e ormai declinato a ogni latitudine e genere: l’allarme terrorismo avvelena il terreno sociale da nord a sud, seminando i germi di una radicalizzazione violenta e di un estremismo che azzerano distanze geografiche e differenze anagrafiche. Così, da Milano a Ragusa, le ultime operazioni di intelligence, forze dell’orIl terroredine e magistratura, riaccendono i riflettori su un sos sicurezza pronto a declinarsi a nuove e insidiose forme: dall’auto-addestramento sul web alla fascinazione per il terrorismo di matrice jihadista, fino ai deliri antisemiti. Ma procediamo con ordine.
Terrorismo, minorenne albanese monitorata, stanata e collocata in comunità a Ragusa
E partiamo dal caso che ha scosso il Ragusano: una vicenda che ha suscitato inquietudine e scalpore, emersa in Sicilia, dove la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza nei confronti di una minore di origini albanesi residente in provincia e ora collocata in una comunità per minori in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Tribunale dei Minorenni di Catania. L’accusa a suo carico è pesantissima: auto-addestramento e apologia con finalità di terrorismo, anche internazionale.
La minore postava sui social contenuti di matrice jihadista
L’indagine ha avuto origine da una segnalazione dell’Aisi relativa a un’internauta dedita alla pubblicazione sui social, in particolare TikTok, di contenuti di matrice jihadista, poi identificata nella giovane indagata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. I successivi approfondimenti investigativi, effettuati anche in ambiente scolastico dalla Digos ragusana, hanno fatto emergere che la minore aveva cambiato le proprie abitudini, restringendo le proprie frequentazioni alle compagne di classe di religione islamica.
Nei dispositivi della jihadista in erba contenuti di propaganda del Daesh e dello Stato Islamico
Non solo. L’inchiesta, nata da una segnalazione dell’Aisi e condotta dalla Digos e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha contribuito a tratteggiare della minore la figura di una vera e propria jihadista in erba. La giovane, il cui processo di radicalizzazione è stato tracciato anche grazie alle analisi dei dispositivi elettronici, avrebbe pubblicato su TikTok contenuti di propaganda del Daesh e dello Stato Islamico. Immagini generate con l’intelligenza artificiale. Manuali per la fabbricazione di esplosivi “home-made”. E persino video di esecuzioni sommarie.
Allarme terrorismo tra condivisioni sospette e annunci inquietanti…
E ancora. Stando a quanto trapela dalle indagini, gli investigatori avrebbero accertato persino contatti diretti con sedicenti membri dell’Isis. Nonché la condivisione di materiale inerente al radicalismo violento e all’antisemitismo. Oltre alla condivisione di materiale relativo alla violenta aggressione avvenuta lo scorso mese di marzo a Trescore Balneario ai danni di una docente. Insomma, ce ne sarebbe abbastanza per il giustificare il provvedimento che ha disposto che la ragazza venisse collocata in una comunità per minori.
Il blitz a Milano: 22enne voleva colpire sinagoga e moschea
Ma non è ancora tutto, perché la mappa della minaccia terrorismo non sembra conoscere barriere sociali e limiti geografici. Così, in un battito d’ali, l’allarme vola dal sud al capoluogo lombardo: a Milano, i Carabinieri del Ros hanno arrestato un 22enne accusato di pianificare attentati contro una sinagoga e una moschea dell’hinterland.
Il provvedimento scaturisce da complessa manovra investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Milano, che ha consentito, attraverso una attività di analisi dei dispositivi elettronici in possesso dell’indagato, di riscontrare come egli fosse intenzionato a eseguire un attentato in una sinagoga ebraica e in un luogo di preghiera islamica dell’hinterland milanese, dopo aver pianificato nei minimi dettagli le modalità di confezionamento di ordigni esplosivi e la modifica di armi da sparo.
Sos terrorismo, progettava attentati contro sinagoga e moschea ispirandosi a Anders Breivik
Ancora una volta, dunque, l’analisi dei device del giovane sospetto ha rivelato una meticolosa attività di auto-addestramento, con tanto di reperimento di sostanze chimiche per confezionare bombe e modificare armi da fuoco. In questo caso, la spinta ideologica sembrerebbe provenire però da un antisemitismo feroce covato nel segreto e alimentato e diffuso online con la condivisione dei manifesti stragisti di Anders Breivik, (il terrorista autore delle stragi in Oslo e Utoya nel 2011) con contenuti suprematisti, accelerazionisti, negazionisti della Shoah e xenofobi.
Due vicende parallele che confermano un unico, drammatico dato di fatto: la rete è diventata il principale veicolo di contagio ideologico, capace di reclutare giovanissimi e di trasformarli a suon di indottrinamento e reclutamenti online, in potenziali minacce per la sicurezza nazionale.