Il venerdì a rischio
Sciopero, la foto rosso sangue della Schlein turba il Pd: paura di contestazioni ai cortei, sinistra spaccata
Quel volto imbrattato di sangue finto di Elly Schlein, con spruzzi di vernice rossa, impresso la settimana scorsa su uno striscione dai manifestanti pro-Pal, turba i sogni del Pd nella sede del Nazareno. Il venerdì nero dello sciopero generale degli “autonomi” lo temono tutti: i manifestanti pacifici, i sindacalisti perbene, i cittadini che vogliono sfilare in modo civile, il Viminale, le forze dell’ordine, perfino una parte della sinistra italiana, Pd in testa. Lo temono tutti perché l’esperienza del 16 e del 17 ottobre scorso ha spaventato tutti, anche chi scende in piazza con le migliori intenzioni: la regia occulta di maranza, pro-Pal estremisti, centri sociali e anarchici, potrebbe creare un nuovo mix di tensioni e scontri nel giorno dello sciopero generale di 24 ore, promosso soprattutto dall’Usb e da altri sindacati di base con manifestazioni in oltre 50 città italiane, da Milano a Roma, da Torino a Napoli. La protesta riguarda il carovita, i salari, le politiche economiche del governo Meloni, il riarmo e le spese militari e chi più ne ha più ne metta, anche se la sostanza è davvero minima e la connotazione politico-elettorale più che evidente. Eppure, da sinistra, sono in tanti a chiedersi se la loro presenza nei cortei sia più o meno gradita o se si rischia la contestazione, perfino più forte che nei confronti del governo Meloni.
Vengo anch’io allo sciopero? No, Schlein, tu no
Lo sciopero generale di 24 ore, promosso soprattutto dall’USB e da altri sindacati di base (Cobas, ADL Cobas, CLAP, SIAL Cobas, USI-CIT e CIB-Unicobas) riguarda settori pubblici e privati con possibili adesioni nella scuola, nella sanità, negli uffici e in altri comparti. Porti e logistica, con mobilitazioni anche negli scali di Genova, Livorno, Trieste, Ravenna, Civitavecchia e Bari. Nelle scuole, con studenti e movimenti pilotati dai collettivi studenteschi, rossi, verso le piazze. Cgil, Cisl e Uil non sono tra i promotori dello sciopero generale del 30 ottobre ma il sindacato di Landini ha annunciato una propria mobilitazione per il 20 novembre.
Il leader della Cgil, quindi, non dovrebbe essere in piazza, come molti esponenti del Campo largo, nonostante la tentazione della sinistra di intercettare qualsiasui forma di dissenso, anche quelle meno controllate dai partiti. Ci saranno gli esponenti di Avs, Fratoianni e Bonelli, Arturo Scotto, Matteo Orfini e Mauro Berruto del Pd, forse non Elly Schlein, bersagliata insieme agli esponenti del governo alle precedenti manifestazioni pro-Pal, che non mancheranno domani. In forse anche Giuseppe Conte, no di Magi, Renzi e Calenda, un grande classico.
Sciopero generale e cortei, l’allerta del Viminale
In vista delle manifestazioni di piazza il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riunito oggi prefetti, questori e vertici delle forze di polizia per fare il punto sulla sicurezza nelle città. Al centro dell’incontro al Viminale, la gestione delle mobilitazioni nelle aree più sensibili, il rafforzamento dei controlli e la prevenzione di possibili disordini. In particolare, sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate da possibili proteste e mobilitazioni, anche in coincidenza con lo sciopero generale indetto dai sindacati di base.
Il ministro dei Trasporti Salvini ha scelto la linea dura, con la precettazione degli scioperanti su iniziative non autorizzate in base alla legge sullo sciopero.
Le Forze dell’ordine insieme ai rinforzi messi a disposizione dal Viminale, coordinate dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, garantiranno un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma. Anche grazie ad un continuo lavoro di monitoraggio garantito dal comparto dell’intelligence e dagli investigatori delle Forze di polizia, sarà messa in campo un articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze. Sarà sufficiente?