Sprint al rallentatore
Campo largo, 3 ore di “call” per scoprire l’acqua calda: programma a novembre, primarie a febbraio, entro Natale in piazza per lo shopping elettorale
Sorprese zero al vertice da remoto tra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni per lanciare la "road map" e fissare giusto i paletti sul calendario: manifesto programmatico nei prossimi 30 giorni, manifestazione a dicembre e gazebo a inizio 2027. Intanto Renzi resta il convitato di pietra, Magi non pervenuto, e i centristi rimangono fuori dalla porta
Tre ore di incontri ravvicinati del terzo tipo (e con tre componenti) a distanza: tanto è durato il confronto tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Un summit da remoto con Maggi non pervenuto e Renzi convitato di pietra.
Campo largo, tre ore di call per scoprire l’acqua calda
Di più. Tra schermi spenti e microfoni mutati, mentre il leader di Italia Viva resta sullo sfondo come il fantasma del Natale passato – al vertice nessuno ha avuto il coraggio di nominarlo espressamente, delegando la patata bollente agli “sherpa” – restano invece rigorosamente fuori dalla porta gli ultimi nati dell’area centrista e civica, da Ernesto Ruffini a Vincenzo Spadafora, condannati all’ennesima sosta prima di ripartire dal via, in sala d’attesa.
Centottanta minuti di psicodramma e tragicommedia
Centottanta minuti d’orologio con i big dell’opposizione collegati in videoconferenza per rimestare il solito minestrone riscaldato. Un summit versione “mignon” (o ristretta che dir si voglia) del sedicente Campo largo che, tra un ossimoro, uno sbadiglio e un problema di connessione, ha avuto la mission di fissare le tappe della attesa road map per tentare l’assalto al governo Meloni.
Il risultato di cotanta fatica radical chic arrivata dopo estenuanti mesi di incomprensioni, sgambetti, veti incrociati? Si potrebbe riassumere nel celebre motto della montagna che partorisce il topolino, se non fosse che nel caso del campo largo parliamo di una dimensione politica appiattita sulle posizioni frastagliate delle singole componenti.
Lo sprint al rallentatore di Schlein, Conte e Avs: programma a novembre e primarie a febbraio
E allora, venendo al pratico, l’esito dell’impegno virtuale si è risolto in una nota congiunta infarcita dei soliti slogan e in un calendario di buone intenzioni che sa tanto di de-je-vu, già sentito, tritio e ritrito per l’occasione da rilanciare mediaticamente, e per scrollarsi dalle spalle polverosi mesi di litigi e faide intestine. Dunque, dalla prossima settimana al via i tavoli per il fatidico programma (da chiudere miracolosamente entro novembre), e a dicembre la consueta piazza pre-natalizia «contro la pessima manovra». Cerchiato in rosso (ca va sans dire) per il mese di febbraio, invece, le famigerate primarie per incoronare tra rose e spine, il leader dell’alternativa d’opposizione.
Tutti in piazza a dicembre per lo shopping elettorale pre-natalizio
Il tutto, naturalmente, speziato dalla solita, immancabile dose di invettive contro «i quattro anni del governo Meloni», con annesso e connesso condimento della imprescindibile narrazione catastrofista che la maggior parte degli italiani hanno già dimostrato – e a più riprese – di non gradire. Mal digerire. Se non proprio bocciare, sul menù à la carte del centrosinistra.
La regola d’ingaggio fissa i perimetri dell’alleanza: con forze rappresentate in Parlamento
Ma il vero capolavoro della tragicommedia andata in onda via webcam sta nella definizione dei perimetri dell’alleanza. Per evitare di azzuffarsi subito in diretta streaming, i quattro padroni del vapore hanno ideato una bizantina “regola d’ingaggio”: al tavolo siederà solo chi ha un gruppo o una componente in Parlamento. Un sotterfugio contabile per gestire, per l’appunto, convitati di pieta e redivivi della politica. O, per essere ottimisti, almeno un nodo sciolto: quello del perimetro della coalizione.
Al tavolo allestito oggi via webcam, infatti, si è deciso che saranno rappresentate tutte quelle forze che vogliono «costruire l’alternativa alla destra». E che sono in Parlamento. Insomma, quelle che hanno un gruppo o una componente. Durante la riunione di stamattina, riferiscono i suoi partecipanti, si è stabilita appunto la “regola d’ingaggio” su come definire la composizione del tavolo del programma della coalizione, senza entrare nello specifico di chi parteciperà in prima persona.
«Non si è fatto il nome di Renzi o di altri», si riferisce. Anche perché il lavoro potrebbe intanto essere affidato agli sherpa. Comunque, secondo la “cornice” individuata nelle scorse ore, le forze che hanno una loro rappresentanza in Parlamento al momento sono Casa Riformista di Matteo Renzi. La componente di Più Europa di Riccardo Magi. Quindi le due costituite negli scorsi giorni al Senato: la componente Avanti Psi-Progetto Civico Italia di Enzo Maraio e Alessandro Onorato, e quella di Rifondazione di Maurizio Acerbo.
Ecco chi resta fuori dalla porta da Ruffini a Spadafora
Restano fuori, pertanto, Più Uno di Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli, e Primavera di Vincenzo Spadafora. L’ex-direttore dell’Agenzia delle Entrate è al lavoro per trovare una sintesi dell’area centrista sia in vista del tavolo del programma che delle primarie e, soprattutto, per la lista da presentare alle elezioni. Anche oggi, non a caso, sono proseguiti i contatti con “gli altri extra Campo largo” per provare a organizzare un incontro, «magari prossima settimana».
L’incontro da remoto del Campo largo: un ennesimo rito di autoconsumo
Dunque, alla fine della fiera, volendo stilare un consuntivo del summit da remoto ancora più stringente della nota del post-incontro modello verbale di sezione, si potrebbe riassumere il tutto dicendo che dopo mesi di galleggiamento, navigazione a vista e moniti lanciati come lame affilate su un bersaglio mobile, la sinistra celebra il suo ennesimo rito d’autoconsumo.
Un vertice dal sapore della minestra riscaldata
Tre ore di vertice in chat per dirsi che faranno le primarie: «Abbiamo concordato che le primarie si terranno entro il mese di febbraio con l’obbiettivo di farne un importante appuntamento di partecipazione democratica, in modo da assicurare una leadership che sia pienamente sostenuta da ogni forza del campo progressista», si legge nella nota congiunta dei leader del Campo largo.
Tutto previsto (e prevedibile)
Che scenderanno in piazza a protestare: «Ci siamo riuniti per definire le prossime tappe della coalizione progressista. Sulla scorta di quanto anticipato la settimana scorsa, abbiamo convenuto di organizzare nel mese di dicembre, mentre si discute questa pessima manovra, una mobilitazione a carattere nazionale per l’alternativa a 4 anni di governo Meloni che hanno prodotto carovita, crescita prossima alla zero e aumentato le diseguaglianze. La manifestazione sarà condivisa con le forze di opposizione e sarà aperta alle forze sociali del Paese e alla società civile», si legge ancora nella nota congiunta firmata Elly Schlein, Giuseppe Conte, e dal “magico duo” Bonelli-Fratoianni.
Il governo può dormire sonni tranquilli…
E che faranno un programma, come stigmatizzato nero su bianco: «Dalla settimana prossima inizierà il confronto per definire il programma della coalizione entro novembre. Parteciperanno ai tavoli le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono l’urgenza di costruire un’alternativa di governo alla destra». Ossia, con i soliti noti a spartirsi le sedie. E i soliti esclusi a protestare dietro la porta… Se questo è il grande “sprint” dell’alternativa, a Palazzo Chigi possono dormire sonni decisamente tranquilli…