L'ordine pubblico ha tenuto
Venerdì di odio, in piazza incappucciati e sfasciatutto: immagini di Meloni bruciate e assalti alla polizia. Scontri a Torino e Roma
Dopo la guerriglia degli incappucciati di sabato 17 ottobre, arriva il bis di venerdì, una “scemeggiata”, una riedizione “scolorita” solo grazie al piano di sicurezza del Viminale che ha evitato il peggio. Ennesima giornata all’insegna della violenza e della rabbia per i cortei e lo sciopero contro il carovita e le armi. Da Torino a Milano, da Genova a Roma, a Napoli il canovaccio non cambia. Nessuna piattaforma politica (tanto che mezza sinistra diserta la piazza con un certo imbarazzo), soltanto l’ennesima crociata barricadera contro il governo. Bandiere della Palestina, volti coperti dalle kefiah, cori che inneggiano alla Resistenza, ma anche striscioni “Siamo tutti maranza”. Ovunque assalti agli agenti, foto della premier Meloni e dei ministri nemici date alle fiamme, slogan che inneggiano all’odio, che chiedono la testa di Giuseppe Valditara e minacciano la presidente del Consiglio, “ti veniamo a prendere”.
Cortei, solito schema: assalti alla polizia e foto di Meloni alle fiamme
Torino è tra le città più calde ma anche nella Capitale ci sono stati scontri e assalti alle forze dell’ordine. Momenti di tensione a piazza Castello a Torino quando alcuni manifestanti hanno lanciato cori contro la polizia schierata in assetto antisommossa. Due attivisti con il volto dipinto di rosso hanno urlato: “Verremo a prenderti Giorgia”. Come da copione durante, o al termine dei cortei autorizzati, si stacca una coda che va all’assalto. A Roma un gruppo di 300 studenti si è allontanato dal serpentone dirigendosi verso Villa Celimontana. Una volta e arrivato all’altezza di via Claudia ha iniziato a lanciare oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con una carica di alleggerimento.
A Roma in 300 contro gli agenti: molotov, sassi e bomboni
“Mai visto niente del genere”, racconta Andrea Cecchini di Italia Celere. “Venivano verso di noi con una sfrontatezza mai vista in tanti anni di lavoro. E non erano solo ragazzini, anzi. Ci hanno lanciato di tutto, una molotov, sassi, uno dei quali mi ha rotto un dito, bomboni. Ci urlavano: ‘O ci fate passare o vi ammazziamo. Spacchiamo tutto”. Cassonetti e biciclette bruciate buttati in mezzo alla carreggiata a sbarrare il passaggio. Nei pressi del Colosseo centinaia di incappucciati con maschera antigas hanno cercato di deviare dal percorso del corteo davanti ai turisti terrorizzati attaccando un cordone delle forze dell’ordine. Alla fine del corteo un gruppo di studenti ha raggiunto Ponte Sisto per dirigersi verso il Parlamento, trovando a protezione le forze dell’ordine. I manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone ed è scattata una carica di alleggerimento.
A Milano occupata la Tangenziale est al grido di Bella Ciao
A Milano, come annunciato alla vigilia, è stata occupata la tangenziale Est. I manifestanti sono saliti a piedi dalle rampe d’accesso cantando “Bella ciao“. Nel tratto tra Cascina Gobba e Lambrate hanno affisso un enorme striscione con scritto “Gen Maranza”, con una sneaker disegnata che schiaccia le teste di Meloni, Salvini, Valditara e Vannacci. In un cartello si cita il comunicato pubblicato sulle pagine del ‘Movimento 17 ottobre’, amministrate da Youssef Siher: “Lo Stato ci piscia addosso e i media dicono che piove”.
Malan: che ci fa il deputato Grimaldi tra gli scontri di Torino?
Il centrodestra denuncia le violenze mentre a sinistra è il solito coro che festeggia il democratico dissenso di decine di migliaia di cittadini, anche donne e bambini, che sfilano pacificamente. Non una parola sugli assalti ai poliziotti e il bilancio di un’ennesima giornata di rabbia e devastazioni. Tra i primi a commentare Lucio Malan che denuncia la presenza di Marco Grimaldi di Avs nel pieno degli scontri di piazza a Torino tra fumogeni e cori di odio contro i poliziotti. “Che cosa ci fa un rappresentante delle istituzioni in mezzo a chi spintona e aggredisce le Forze dell’Ordine impegnate a garantire la sicurezza pubblica? È inaccettabile che chi siede in Parlamento, invece di difendere la legalità e lo Stato, scelga di partecipare a piazze che seminano il caos nelle nostre città”. Durissimo il commento di Augusta Montaruli. “Nelle stesse piazze dei violenti che tentano di sfondare i cordoni, lanciano uova contro la prefettura o mettono manichini di Giorgia Meloni a testa in giù, c’è tutto il Campo largo. Dai No Tav tanto cari al Pd della Schlein, agli alleati di coalizione Avs con Grimaldi, fino al M5S con Appendino e compagnia. Sono tutti esponenti di primo piano, che confermano una pericolosa accondiscendenza con chi devasta e aggredisce ribadita da un’eterna assenza di prese di distanza”.