La perla della settimana
Bonelli vuole bene a Conte e Schlein ed esulta per le primarie che non voleva. E sul campo largo: «L’esempio del Brasile ci deve guidare»
Un’intervista di Angelo Bonelli al giorno toglie il cattivo umore di torno. O quanto meno rende più accettabile l’attesa della prossima puntata di una soap opera, tipo “Il segreto”. Perché nel leggere le dichiarazioni del co-portavoce di Avs, partito di Fratoianni e Ilaria Salis lo spunto sdrammatizzare il dibattito nel campo largo si trova sempre.
Nuova intervista, stessa testata
Nella nuova intervista a La Repubblica a distanza di una settimana circa dall’ultima, nella quale diceva “la pazienza di Avs è finita. Vediamoci in settimana, oppure”…oppure niente, non aggiungeva un altro termine all’ultimatum ma lo lasciava così in sospeso, Bonelli non poteva che concedere il bis, visto che alla fine i leader della sinistra si sono sentiti. Certo, a distanza e in una call da remoto. Però si sono sentiti e almeno le tappe delle primarie a livello di tempi oggi sono stati definiti. Tanto basta a Bonelli per esultare, neanche avesse rivinto Lula in Brasile per la quinta volta.
Bonelli, soddisfatto mette cappello sul risultato
Nel colloquio Bonelli si dice “Molto” soddisfatto, perché chiamarsi al telefono lo considera “un passo avanti straordinario, che manda un messaggio positivo a tutte quelle persone che ci dicevano: per favore, non fate scherzi, restate uniti. Il centrosinistra c’è, si è dato un percorso chiaro e netto, senza infingimenti. Ed è un brutto segnale per Giorgia Meloni, che puntava sulle nostre divisioni. Credo che come Avs abbiamo svolto un ruolo di cerniera, di collante. Ma il risultato è di tutti. Dalla prossima settimana cominceremo a lavorare al programma con tutte le forze di opposizione che credono in un’alternativa di governo”.
Bonelli vuole bene a tutti,
È felice come un bambino che bussa alla porta del vicino chiedendo “dolcetto o scherzetto” Angelo Bonelli, anche sul bilancio della discussione a distanza esulta: “Noi avevamo ben chiaro il punto di arrivo. È stata bella, corretta, nella quale ciascuno ha ascoltato con attenzione le posizioni degli altri. Ho trovato un Conte molto disponibile in questo senso, e lo stesso vale per Schlein. Le dico solo che alla fine ero così felice che ho detto a entrambi: vi voglio bene” racconta.
Tutti vogliono bene a Bonelli?
Un bene profondo ma non ricambiato a quanto pare, perché al netto della commozione è facile ricordare che Bonelli e Avs che le primarie non le volevano, sono i primi a uscire sconfitti dalla strategia del campo largo. Ma non fa niente, nell’intervista il co-fondatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra ha amore per tutti: “La nostra posizione sulle primarie era nota” e adesso “ci sarà una proposta anche da parte di Avs. Noi rompiamo gli schemi classici di un partito, aprendoci e lasciandoci contaminare dai movimenti sociali e associativi” e “Al tavolo del programma ci saranno anche i centristi, Italia viva, +Europa. Ci confronteremo e sono fiducioso, perché si è creato un clima nuovo, una consapevolezza condivisa di quello che sta accadendo attorno a noi”.
L’antifascismo non è tutto…Salis lo sa?
Bonelli però si ricorda di non volere bene proprio a tutti: alla domanda sulla presenza di Rifondazione nell’alleanza del campo larghissimissimo si vede bene dal tono della risposta: “Da parte nostra non c’è alcun pregiudizio. Ma sia chiaro un punto: noi ci candidiamo a governare il Paese, non soltanto a costruire un fronte antifascista”.
E in attesa di sapere se questo Ilaria Salis lo sappia e di conoscere il nome del candidato Avs, dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi sulle proposte di candidatura che secondo i rumor, i ben informati e anche i diretti interessati, Fratoianni sta avanzando praticamente a tutti (Iacchetti, Ranucci, Albanese) e in ultima la proposta di Lucano che vedrebbe bene in Parlamento quel ‘bravo ragazzo” di Siher, Bonelli si supera.
La perla finale e la suspence da soap opera
Il leader Avs chiude con una perla a sorpresa. Alla domanda su quali siano i punti qualificanti del programma che ha in mente per l’Italia del campo largo, e quindi oltre l’antifascismo di cui sopra, risponde: “L’esempio del Brasile ci deve guidare”. Se sia una battuta o una frase sibillina lo si saprà presto. Ma la suggestione resta: che Avs non abbia intenzione di candidare un parente di Lula, magari ultraottantenne, alle primarie… La risposta nella prossima intervista. Até logo Angelo.