Sicurezza preservata
Cortei violenti, scattano 60 perquisizioni in 23 città: nel mirino chi incitava agli scontri sui social
Il giorno dopo lo sciopero generale e le manifestazioni che hanno provato a bloccare l’Italia, continua il lavoro delle forze dell’Ordine. Il dispositivo di sicurezza messo in campo da governo e Viminale sembra aver davvero funzionato e almeno questa volta le immagini delle città messe a ferro e fuoco sono state evitate agli italiani. Ma l’impegno non si esaurisce al venerdì: va avanti anche in queste ore e dalle prime luci dell’alba Digos e Polizia postale hanno effettuato sessanta perquisizioni in 23 città, spiegando che sono in corso “nei confronti di soggetti che nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti manifestazioni di piazze”.
Indagati due maggiorenni a Cagliari
E ci sono anche due soggetti residenti in Provincia di Cagliari tra gli indagati dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo in relazione a un’attività istigatoria per reati commessi in occasione delle recenti manifestazioni nazionali. Si tratta di due maggiorenni italiani, di cui uno di seconda generazione, figlio di immigrati, libico e tunisina, sottoposti a perquisizione da parte della Digos di Cagliari.
Coisp, ’13 feriti tra forze dell’ordine, da violenti attacchi per sfondare’
Intanto tra le forze dell’ordine si fa il bilancio della giornata di mobilitazione definita “meravigliosa” da alcuni esponenti politici della sinistra. Perchè le pacifiche piazze che ieri hanno tentato di bloccare le città hanno provocato “Undici poliziotti e due carabinieri feriti, di cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico: è il bilancio finale delle manifestazioni di ieri. Ancora una volta il prezzo della violenza nelle piazze lo hanno pagato le divise”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.
La professionalità delle forze dell’Ordine
“Secondo i nostri dati – spiega Pianese – sono sei i poliziotti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri. A Mestre, in particolare, un collega del Reparto Mobile di Padova ha riportato la frattura scomposta della mano con trenta giorni di prognosi e necessita di essere operato nei prossimi giorni. Da questo quadro emerge una modalità ormai ricorrente: le frange violente si separano dai cortei e si muovono in piccoli gruppi moltiplicando i punti di pressione per sfiancare i dispositivi di sicurezza”.
“L’obiettivo dichiarato è cercare lo scontro e forzare i blocchi per raggiungere i palazzi delle istituzioni, come si è visto a Roma con il tentativo di marciare verso il parlamento e a Torino contro la prefettura – conclude – I dispositivi hanno tenuto solo grazie all’equilibrio e alla professionalità delle forze dell’ordine impiegate in tutta Italia, che hanno respinto i tentativi di sfondamento e tutelato i manifestanti pacifici. Il nostro auspicio, ora, è che tutti i responsabili di questi attacchi vengano individuati e puniti senza sconti”.