Scoppia la polemica
Il sindaco berlinese di estrema sinistra ha paura degli attivisti pro-Hamas: “Temo per me e per la mia famiglia”
In molti a sinistra, dopo le dichiarazioni di Elif Eralp, si sono chiesti se valga la pena allearsi con un primo cittadino che si sente sotto ricatto e che potrebbe avere dei grossi problemi nella gestione della sicurezza pubblica
Esteri - di Gabriele Caramelli - 31 Ottobre 2026 alle 11:42
Anche la sinistra radicale tedesca inizia ad essere intimorita dai personaggi filo-Hamas che orbitano attorno al loro ambiente. La prova arriva direttamente dal sindaco di Berlino Elif Eralp, eletta con Die Linke, che in un’intervista a Der Spiegel ha spiegato di «avere paura» di alcune figure pro-Pal appartenenti alla galassia del terrorismo e vicine ad alcuni suoi colleghi. Ma non solo, perché il primo cittadino della capitale tedesca ha persino confessato di temere non soltanto per la propria sicurezza, ma anche per quella della propria famiglia. Nello specifico, il nome che terrorizza Eralp è quello del 69enne Ibrahim Ibrahim, che milita nella frangia radicale della causa palestinese. L’uomo è anche tra i principali sostenitori del Pflp (Fronte popolare per la liberazione della Palestina ndr), un’organizzazione che viene considerata terroristica sia dall’Unione europea che dagli Stati Uniti.
Secondo le informazioni disponibili, Ibrahim avrebbe contatti con Hamas. L’anno scorso, in occasione di un raduno a Berlino, l’anziano ha festeggiato il principale ideatore dell’attacco contro Israele del 7 ottobre 2023, Yahya Sinwar, definendolo «leader risoluto», oltre che «eroe martire». Il 69enne è anche apparso a settembre in una festa elettorale della Sinistra a Neukoelln vicino a Vanessa Emde, deputata della Linke conosciuta per le sue aspre critiche a Israele.
Il sindaco berlinese teme gli attivisti pro-Hamas e gli alleati si sfilano…
La polemica per le parole di Eralp rischia di pesare sulle difficili trattative in corso che la Linke sta eseguendo con i socialdemocratici e i Verdi, con lo scopo di costituire il governo regionale berlinese. Da diverse settimane il partito di cui fa parte la Mamdani tedesca, avvocato per i diritti umani e figlia di rifugiati turchi, è accusato di non aver assunto una postura limpida sull’antisemitismo. Tra gli alleati e dai potenziali partner della Linke sono emersi alcuni dubbi sull’adeguatezza di Eralp come sindaco, soprattutto nell’ambito della gestione della sicurezza. I timori che ha espresso la donna, infatti, vengono considerati come un punto debole di ricatto.
Una chiusura nei confronti di Eralp è arrivata proprio dal deputato del Spd, Karl Lauterbach: «Consiglio al mio partito di prendere le distanze da questa alleanza a Berlino con la Linke. Se mi sentissi minacciato, per me sarebbe fuori discussione ricoprire una carica del genere». Ma la replica del sindaco non ha tardato ad arrivare, in una nota, senza commento sull’articolo del quotidiano tedesco che riportava le sue dichiarazioni: «La sicurezza della città avrà assoluta priorità». Secondo Politico, il sindaco berlinese avrebbe intenzione di intraprendere azioni legali contro lo Spiegel, accusandolo di aver pubblicato frasi segrete in cui esprimeva le proprie paure.