I numeri e i luoghi
Armi? No, cara sinistra: pace e sicurezza (e non solo in Bosnia): ecco dove sono impegnati i militari italiani nel mondo
I nostri soldati sono occupati nelle operazioni logistiche in diversi Paesi Arabi, tra cui la Libia, gli Emirati, il Bahrein e la Tunisia. Alcuni di loro si trovano in pianta stabile anche nei Balcani e nei settori più lontani dell'est Europa
Esteri - di Gabriele Caramelli - 30 Ottobre 2026 alle 15:13
La tragedia dell’elicottero militare italiano caduto in Bosnia, in cui sono morti quattro militari italiani, ci ricorda quanti altri connazionali siano in giro per il mondo per partecipare ad operazioni e missioni di pace, rischiando la propria vita. L’Italia è presente all’estero con i propri soldati in 43 missioni internazionali e nazionali. Si parte dal versante europeo, dove dal 2024 i nostri militari svolgono operazioni di sorveglianza congiunta nei cieli della Polonia, nella missione congiunta Nato intitolata “Air policing“. C’è un nostro contingente anche in Lettonia, al confine con la Russia, che fa parte del “Battlegroup Latvia” per l’Alleanza atlantica.
Ma non solo, visto che i nostri soldati offrono supporto anche alla Bulgaria e all’Ungheria, sempre sul lato orientale dell’Europa. Non meno importanti sono le missioni di pattugliamento nel Mar Mediterraneo, con le operazioni “Active Endeavour”, “Joint Enterprise” ed Eunavformed, con lo scopo di garantire l’embargo sulle armi imposto dall’Onu alla Libia sin dal 2011. Abbiamo anche dei militari in pianta stabile a Cipro, per la missione UnfiCyp, che serve ad evitare gli scontri etnici tra greci e turchi sul territorio. C’è anche la missione Mediterraneo sicuro tra Italia, Tunisia e Libia, per controllare gli intensi fenomeni migratori.
Dove sono i militari italiani nel mondo: dai Balcani al Medio Oriente, passando per l’Africa
Alcuni dei nostri contingenti sono ancora impegnati nei Balcani dal 1999, tra Serbia, Bosnia e Kosovo. Gran parte dei soldati fanno parte della formazione atlantica Kfor, nella regione autonoma e indipendente. C’è anche una “Missione di assistenza alla polizia albanese”, con cui il personale italiano è impegnato nello scambio di informazioni, nell’esecuzione di indagini congiunte e nel contrasto alla delinquenza organizzata assieme alle forze dell’ordine locali. Poi si passa al Medio Oriente, dove i nostri soldati sono ancora presenti, anche se l’operazione “Antica Babilonia” si è conclusa nel 2006. Ci sono anche dei siti logistici italiani in Kuwait e in Giordania, dove i militari hanno compiti di addestramento. C’è un contingente che porta il nostro tricolore anche nello Stretto di Hormuz, nelle limitrofe acque iraniane, per la missione Emasoh. Senza dimenticare la missione europea Aspides, nel Mar Rosso, avviata nel 2024 dopo gli attacchi degli Houthi ai mercantili.
La missione italiana più famosa è quella nel contingente Unifil, intitolata “Operazione Leonte”, in Libano. In India e Pakistan c’è una forza militare italiana impegnata nell’operazione Unmogip, attiva dal 1949 per monitorare il rispetto del cessate il fuoco tra Nuova Delhi e Islamabad. Abbiamo anche dei militari attivi in Bahrein, Emirati Arabi e Qatar, che svolgono ruoli di sostegno logistico. Con la missione Unsmil, l’Italia svolge un ruolo di assistenza in Libia, Sahara Occidentale ed Egitto. L’Italia ha poi un ruolo fondamentale nel piccolissimo stato del Gibuti, Paese all’estremo nord-occidentale del Corno d’Africa. Qui c’è la missione Miadit Somalia, per l’addestramento del personale somalo e gibutiano. Dal 2023 è attiva anche una “Missione bilaterale di supporto alla Repubblica del Burkina Faso”, con cui l’Italia intende addestrare i soldati burkinabé. Infine, i nostri soldati sono occupati anche in Niger, con l’operazione Misin, per la preparazione e l’aggiornamento di paracadutisti, forze speciali e gendarmi nigerini.