Nuovi passi
Tommaso Longobardi lascia Palazzo Chigi. L’annuncio social: “Voglio dare spazio a nuovi progetti”. Il grazie di Meloni
Lo stratega digitale chiude l’esperienza istituzionale e apre una nuova fase professionale. Non finisce, però, il sodalizio costruito con la premier: "Continuerò a lavorare con lei sulla comunicazione e sulla strategia digitale. Il rapporto resta quello di sempre"
Tommaso Longobardi lascia Palazzo Chigi, ma non Giorgia Meloni. È questa la distinzione decisiva nell’annuncio affidato ai social dallo stratega digitale che ha accompagnato il presidente del Consiglio nel passaggio dall’opposizione alla guida del governo. Si conclude il suo incarico nella struttura della Presidenza, mentre proseguirà la collaborazione professionale con la leader di Fratelli d’Italia.
«Ho scelto di chiudere questa esperienza e aprire una nuova fase del mio percorso professionale», scrive Longobardi. Una decisione senza strappi né rotture, presentata come il naturale approdo di una riflessione avviata da tempo: «Nasce dalla voglia di allargare il mio campo e dare spazio anche a idee e progetti rimasti fin qui sullo sfondo».
Finisce l’incarico istituzionale, continua il sodalizio con Meloni
Se il lavoro a Palazzo Chigi si ferma, il rapporto con la premier resta saldo, «quello di sempre», come puntualizza sui social. «Continuerò ad affiancare Giorgia sulla strategia e sulla comunicazione digitale. Una collaborazione iniziata nove anni fa e che continuerà», precisa. Una frase che sgombra il campo dalle interpretazioni polemiche e spesso “sinistre”. «Non ci sono rotture, retroscena o dietrologie da cercare dietro questa scelta».
Trentaduenne e laureato in Psicologia, Longobardi lavora nella comunicazione digitale da oltre dieci anni. Dopo le prime esperienze da libero professionista e la collaborazione con agenzie, aziende e soggetti pubblici, dal 2018 ha assunto un ruolo sempre più rilevante nella strategia social della leader di Fratelli d’Italia. Ha seguito l’evoluzione dei suoi profili durante gli anni dell’opposizione, la crescita elettorale del partito e infine l’arrivo al potere della prima donna premier nella storia italiana.
Il suo metodo ha contribuito a costruire una comunicazione diretta e riconoscibile, capace di alternare interventi politici, brevi video, immagini personali e autoironia. Non la fabbricazione artificiale di un personaggio, ma la traduzione del carattere politico di Meloni nei linguaggi delle piattaforme digitali. Un lavoro nel quale persino attacchi e parodie, dal remix di “Io sono Giorgia” fino al fenomeno internazionale “Melodi”, sono stati spesso trasformati in occasioni di racconto e ampliamento del pubblico.
«La fiducia quando tutto era molto diverso da oggi»
Nel congedo Longobardi non nasconde il peso umano e professionale dell’esperienza appena conclusa: «Sono stati anni intensi», segnati da «momenti straordinari, altri più complessi, grandi soddisfazioni e inevitabilmente anche qualche errore da cui imparare».
Il ringraziamento più sentito è rivolto proprio a Meloni, «per la fiducia che mi ha dato quando tutto era molto diverso da oggi» e per avergli consentito di accompagnarla anche durante l’esperienza alla Presidenza del Consiglio. Una fiducia, puntualizza, che non ha «mai considerato scontata».
La premier, del resto, ne ha descritto il carattere nella prefazione al suo ultimo libro “Senza maschera”: «Tommaso non è uno yes man. Quando non è d’accordo, lo dice. Argomenta il suo punto di vista, prova a convincerti, non si limita ad annuire. In politica – e ancora di più nella comunicazione politica – questo atteggiamento è fondamentale. Perché il consenso si costruisce con idee vive e autentiche, non con il conformismo. La politica non è fatta di algoritmi o slogan passeggeri, ma di persone». Pensiero che è possibile leggere anche fra le righe della lettera pubblicata sui social dallo stesso Longobardi, e che lui stesso commenta: «Parole che porterò con me ❤️».
Il volume ricostruisce proprio il dietro le quinte di questo sodalizio: intuizioni, retroscena e scelte che hanno reso il caso Meloni uno dei fenomeni più significativi della comunicazione politica italiana contemporanea. Ora Longobardi guarda oltre la dimensione istituzionale, senza recidere il legame dal quale tutto è cominciato. «Da Palazzo Chigi esco con molto più di quanto avessi quando sono entrato. E con parecchie idee su cosa farne. La strada continua».
