L'odio contro l'Italia
Attentato di Modena, Bignami: quello che i giornaloni non dicono su El Koudri, complici dell’islamizzazione dell’Italia (video)
“Vi ricordate l’attentato di Modena, quello compiuto da Salim El Koudri, che a maggio scorso ha investito i passanti nella città emiliana uccidendo una signora e ferendo gravemente numerose altre persone con modalità del tutto identiche a quelle usate dai terroristi islamici? Se non ve lo ricordate, non vi preoccupate, perché hanno fatto di tutto perché lo dimenticaste. E anzi, hanno fatto di più. Hanno provato a spiegarlo, dicendo che chi parlava di matrici islamiche era un bugiardo, uno xenofobo, un islamofobo. Perché in realtà l’attentatore era un cittadino italiano di nascita, non agiva per motivi islamici. Era un ragazzo con disturbi mentali; poverino, in fin dei conti non era neanche giusto parlare di un attentato”. Così Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio in un video su Facebook dopo le novità che stanno emergendo dalle indagini sull’attentato di Modena. Notizie che smentirebbero la ricostruzione frettolosa della sinistra sulle cause del gesto.
Attentato di Modena, Bignami: El Koudri non ha agito spinto da disturbi mentali
Poi – aggiunge – si scopre che non era italiano di nascita, ma marocchino di nascita. Che non ha agito spinto dai suoi disturbi, ma che i disturbi non c’entravano nulla. E oggi si scopre che nei giorni precedenti non solo aveva mandato via delle mail in cui diceva che i cristiani andavano sterminati tutti. Ma aveva anche girato dei video in cui affermava che l’Italia andava distrutta. Lo trovate scritto su qualche giornalone? Lo sentite in qualche Tg? Se ne occupa qualche trasmissione: una di quelle magari sempre pronte a lanciare l’allarme della destra al governo? No, non lo sentite da nessuna parte”.
I video e la mail contro l’Italia che andava distrutta
Bignami denuncia il bavaglio totale sulla notizia. Nessuna traccia. “E allora a questo punto – prosegue l’esponente di FdI – la domanda non è più perché El Koudri ha fatto tutto ciò, perché è evidente perché lo ha fatto. La domanda diventa perché tanti giornaloni, tanti intellettualò, tanti politici, tutti di sinistra, si sono affrettati a dire che El Koudri era un italiano disagiato. Che poverino, non si è riuscito a integrare, ad aiutare, ad accogliere, come per dire che alla fine è sempre colpa nostra”.
Giornali e intellettualò complici dell’islamizzazione italiana
Non è difficile capire le motivazioni di questo racconto generalizzato e fuorviante. “La risposta è una. Queste persone sono complici dell’islamizzazione dell’Italia. E riconoscere quello che fin da subito era ovvio, cioè che la natura di quell’attentato era islamica, era un problema. Ma attenzione, un problema non per gli islamisti, un problema per loro, perché da italiano è complice di questa islamizzazione”. Bignami invita a riflettere sul fatto che esiste un problema maggiore di chi viene qua per islamizzare la nostra Patria. “Sono quelli che rinunciando alla nostra identità, alla nostra storia. Per ragioni economiche, politiche, elettorali. Le ragioni sono tante – conclude – ma quel che è certo è che non possiamo, non dobbiamo lasciarglielo fare. Dobbiamo continuare a difendere i confini, i valori, la nostra identità, dobbiamo continuare a farlo. Come sta facendo Giorgia Meloni. E se non piace a questi soggetti, vuole dire che siamo sulla buona strada!”
Barcaiuolo: la strana fretta della sinistra che minimizzò l’attacco
Anche Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, scende in campo dopo le notizie riportate dalla stampa. E cioè che nelle 48 ore precedenti all’attacco, Salim El Koudri avrebbe registrato quattro monologhi. In uno dei quali affermava che ‘l’Italia va distrutta’, mentre sul suo telefono sarebbero stati trovati filmati relativi ad attentati jihadisti compiuti lanciando veicoli contro la folla. “Tutti elementi sui quali spetta esclusivamente agli investigatori fare piena luce – dice l’esponente di FdI – ma che rendono ancora più incomprensibile la fretta con cui una parte della sinistra aveva sostanzialmente ricondotto l’attentato al gesto di una persona con problemi psichiatrici”.