Il patto della stangata
Patrimoniale: c’è il sì del M5s alla stangata. Schlein e Conte divisi su tutto tranne che sulle tasse
La patrimoniale ha un pregio politico raro: riesce a mettere d’accordo il centrosinistra quando il centrosinistra fatica a mettersi d’accordo quasi su tutto. Cambiano piazze e bandiere, ma davanti ai grandi patrimoni rispunta la voglia pazza.
L’ultima apertura arriva dal Movimento 5 Stelle. Il Fatto Quotidiano fotografa Pd e M5S uniti sulla proposta di tassare chi possiede più di 100 milioni. Una misura che, secondo i calcoli riportati dal giornale, riguarderebbe circa duemila persone. Il programma dei pentastellati per le prossime elezioni, scrive il quotidiano, potrebbe dunque prevedere una tassa sui super-ricchi.
M5s apre alla patrimoniale e fa felice Pd e Avs
Con Avs, naturalmente, si sfonda una porta aperta. Bonelli e Fratoianni spingono da tempo sulla tassazione dei super-ricchi. La novità è che adesso anche il partito di “Giuseppi” Conte sembra avvicinarsi a quel terreno.
E l’ineffabile Elly Schlein? La segretaria dem si guarda bene dal chiudere la porta. Intervistata da Milano Finanza sulla possibilità che la patrimoniale entri nel programma della coalizione, ha scelto una risposta ambigua: «A settembre discuteremo di tutto il programma con gli alleati, anche della questione fiscale». Non un sì, certamente. Ma soprattutto non un no.
Resta l’incognita Renzi: campo largo aperto solo sulle tasse
Così prende forma la patrimoniale a due piazze. Pd e Cinque Stelle possono contendersi leadership, elettori e primogeniture, ma quando si parla di grandi patrimoni le distanze si accorciano. E Avs è già lì ad aspettarli.
Resta l’incognita Matteo Renzi. Italia Viva potrebbe davvero accodarsi a una coalizione che facesse della patrimoniale uno dei punti del programma? Finora l’ex premier ha mostrato ben poco entusiasmo, liquidando il tema come uno «slogan». Se Conte si sposta e Schlein lascia la porta socchiusa, toccherà capire se Renzi entrerà anche lui o se proprio il fisco diventerà il confine del campo largo.
La questione, insomma, è politica prima ancora che fiscale: Avs spinge, Conte apre, Schlein non chiude. Renzi resta sulla soglia.
Altro che vertici e alchimie per trovare il collante del campo largo. Alla fine, tra il partito di Elly e quello di Giuseppi, con Avs a fare da apripista, l’intesa rischia di arrivare dalla via più antica: una nuova tassa sugli italiani. Quando c’è da tassare, pentastellati e sinistra riescono sempre a trovare il campo largo.