Sinistra ed economia
Patrimoniale, mai dire no: la risposta della Schlein che allarma gli italiani
Sulla patrimoniale Elly Schlein gira intorno alla domanda, ma il “no” non arriva. Ed è proprio quel silenzio a dire più di molte parole
Patrimoniale: la parola tragica che incombe sulla testa degli italiani quando si muovono gli apprendisti stregoni della sinistra, torna a echeggiare dalle parti del Nazareno. La prova del 9 arriva nel corso dell’intervista rilasciata da Elly Schlein a Milano Finanza. La segretaria dem viene sollecitata su questioni economiche, per scoprire le carte del centrosinistra su temi cruciali. Ma il risultato è esattamente l’opposto.
Nell’intervista al quotidiano economico, alla domanda se la patrimoniale entrerà nel programma della coalizione, la segretaria del Pd risponde più fumosa e vaga che mai: «A settembre discuteremo di tutto il programma con gli alleati, anche della questione fiscale. Ma non partiamo da zero, insieme abbiamo già proposto il salario minimo e il congedo paritario, abbiamo già proposte comuni su istruzione e politiche industriali, trasporto e sicurezza».
L’intervista di Schlein a Milano Finanza allarma i risparmiatori
Una risposta che Deborah Bergamini, vice segretaria nazionale di Forza Italia, traduce senza troppi giri di parole: «A domanda precisa se la sinistra inserirà o meno la patrimoniale nel programma, Elly Schlein tergiversa. La cosa più rilevante è che non esclude esplicitamente l’ipotesi».
Per Bergamini non si tratta di un’ambiguità secondaria. «Cosa che non sorprende, purtroppo, considerando l’identità dello stesso Pd e di alcuni alleati». E il bersaglio della critica azzurra è soprattutto la filosofia economica che potrebbe nascondersi dietro l’ipotesi di una nuova tassa sui patrimoni.
«Tutto questo è molto preoccupante, per chi investe e per chi, legittimamente, ha lavorato una vita riuscendo a costruire un patrimonio, magari da lasciare ai propri figli», avverte l’esponente azzurra.
Patrimoniale: la parola tragica che piace agli apprendisti stregoni della sinistra
Il tema è tanto più significativo perché, nella stessa intervista, Schlein indica proprio il risparmio privato come una delle leve da utilizzare per rilanciare l’economia: parla di una «grande mobilitazione del risparmio nazionale» e ricorda i circa 1.700 miliardi delle famiglie fermi sui conti correnti, una parte dei quali dovrebbe essere canalizzata verso innovazione e imprese.
Ed è qui che Forza Italia affonda il colpo: chiedere ai risparmiatori di sostenere la crescita mentre si lascia socchiusa la porta a una patrimoniale non è esattamente il modo migliore per rassicurare chi quei risparmi li ha accumulati lavorando.
Bergamini chiude quindi con un giudizio politico netto: l’ambiguità di Schlein «tratteggia, ancora una volta, il rischio rappresentato da questa sinistra: un’offensiva contraria alle libertà economiche e al diritto di proprietà».
Il punto, insomma, è semplice. Alla segretaria del Pd è stato chiesto se la patrimoniale farà parte del programma. Poteva rispondere no. E non lo ha fatto. Ai lettori – e agli elettori – l’inevitabile deduzione.