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La patrimoniale della sinistra spiegata bene. Bignami: «Basta ereditare una casa. Un salasso»
Il capogruppo di FdI alla Camera svela l'inganno dietro la proposta della sinistra e il paravento dei "super ricchi": «Una volta introdotta e rotto l’argine, non li si ferma più. Quando Schlein parla di qualche punto percentuale su patrimoni di 500mila euro, parla di un prelievo minimo di 10-15mila euro sul patrimonio più ridotto»
«Basta ereditare una casa comprata, con sacrificio, dai nostri genitori per trovarsi sottoposti al prelievo di qualche punto percentuale del valore del proprio patrimonio. Un salasso». Ad alzare il velo su quale sia l’idea di patrimoniale della sinistra è il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, in un’intervista al Tempo in cui viene ricordato anche un passaggio del libro di Elly Schlein La nostra parte pubblicato nel 2022.
Bignami: «Per la patrimoniale di Schlein bastano una casa ereditata e qualche risparmio»
In quel testo, ricorda la testata, si fa riferimento a una patrimoniale per patrimoni superiori ai 500mila euro. Un punto fermo messo nero su bianco, a fronte di posizioni della segretaria Pd sul tema che oggi appaiono ondivaghe e sfuggenti.
«Con una casa di proprietà e un lavoro di mille seicento euro al mese non si supera quella soglia?», chiede Christian Campigli, che firma l’intervista.
«Spesso i nostri genitori o anche i nostri nonni, mettendo da parte i risparmi di una vita, sono riusciti ad acquistare una casa per la serenità dei propri figli e dei propri nipoti. Così come tante famiglie conducono una vita di risparmi per poter lasciare qualcosa ai propri figli. Basta che avvenga questo o che le famiglie italiane abbiano risparmiato o ereditato qualcosa o magari entrambe le situazioni assieme, per trovarsi sottoposti al prelievo di qualche punto percentuale del valore del proprio patrimonio di cui parla Schelin», ha chiarito Bignami.
Una sinistra «fuori dalla realtà»
È l’antico vizio della sinistra di accanirsi sul ceto medio e che costantemente viene fuori nelle sue posizioni: «Ricordiamo quando le sinistre in occasione della scorsa manovra accusarono il governo dicendo che la Meloni aiuta i ricchi per aver tagliato l’Irpef a chi ha un reddito di 50mila euro. Sono fuori dalla realtà», ha commentato il capogruppo di FdI alla Camera, spiegando anche cosa si cela dietro le rassicurazioni della sinistra sul fatto che la patrimoniale dovrebbe interessare solo i patrimoni oltre i 5 milioni di euro.
Il disegno dietro l’ossessione per la patrimoniale
«La verità è che loro vogliono introdurre la patrimoniale per aumentare la spesa pubblica. Una volta introdotta e rotto l’argine, non li si ferma più. Quando Elly Schlein parla di qualche punto percentuale su patrimoni di 500mila euro, parla di un prelievo minimo di 10 se non di 15mila euro sul patrimonio più ridotto. Un vero e proprio salasso».
Dietro questa impostazione, che è insieme «ossessione» e «convinzione», ha sottolineato ancora Bignami, c’è l’idea che la spesa pubblica sia uno strumento di potere, «un modo per acquisirne sempre di più». Ma spesa pubblica significa soldi degli italiani e mani nelle loro tasche. «L’opposto di quel che sta facendo il governo Meloni che, come hanno riconosciuto numerosi osservatori indipendenti, ha restituito agli italiani oltre 21 miliardi di euro l’anno di tasse», ha ricordato l’esponente di FdI.
Il vero volto della sinistra italiana
C’è poi un potenziale effetto boomerang per le casse dello Stato connesso alla patrimoniale: il rischio che faccia scappare all’estero chi ha un patrimonio tassabile. «È una delle evidenti contraddizioni della patrimoniale», ha detto Bignami, ricordando anche però che «il governo del Pd aveva introdotto una Flat tax per attrarre in Italia i cosiddetti super Paperoni stranieri. Quindi la sinistra vuole più tasse per il ceto medio italiano, e meno tasse per i miliardari stranieri. Questa è la sinistra italiana».