Lo scontro con viale Mazzini
Ranucci, la Rai gli notifica un procedimento disciplinare. E lui fa la vittima: è una vendetta al mio ricorso. Ma i tempi lo smentiscono
Ancora guai per Sigfrido Ranucci ormai scaricato anche dai colleghi con il pugno chiuso, ultimo Claudio Formigli che non si spiega la mancata presa di distanza da Valter Lavitola arrestato come mandante dell’attentato al giornalista (bomba amica). La Rai gli ha notificato una contestazione disciplinare all’esito dell’istruttoria del Comitato etico. Ora Ranucci avrà cinque giorni per inviare la sua memoria difensiva. Il provvedimento sarebbe stata protocollato lunedì e trasmesso martedì, prima della formalizzazione del ricorso urgente presentato dal giornalisti contro la rimozione dalla conduzione di Report. Tra i due eventi, come invece sostiene Ranucci parlando di vendetta di viale Mazzini, non ci sarebbe alcun collegamento. La contestazione sarebbe legata esclusivamente alle violazioni rilevate dal comitato etico in merito a dichiarazioni e pubblicazioni di Ranucci. Al centro, insomma, violazioni delle norme aziendali sulle condotte personali dei dipendenti. Il procedimento potrebbe portare a un richiamo, una sospensione e in extremis al licenziamento.
Ranucci, la Rai gli notifica un provvedimento disciplinare dopo l’istruttoria del Comitato etico
Fonti Rai – secondo quanto ricostruisce il Corriere della Sera – parlano di atto dovuto in relazione all’indagine effettuata a luglio dal Comitato etico che aveva già rilevato una serie di comportamenti in violazione di norme interne. Al centro della contestazione l’accesso in Rai permesso tra gli altri a Valter Lavitola e Maria Rosaria Boccia, senza dimenticare l’invio al faccendiere di circolari interne della Rai condite da giudizi pesanti sull’azienda. Oppure affermazioni sulla presenza di mafia o massoneria in viale Mazzini. Le fonti citate hanno posto l’accento su rilievi più recenti, a partire dai commenti social sui conduttori di Report designati dai vertici.
Gli avvocati alzano lo scontro: strana tempistica dopo il ricorso
Nella contestazione non sarebbe menzionata invece la rimozione del giornalista dalla conduzione di Report che la Rai, come più volte sottolineato, considera una scelta editoriale nella piena facoltà dell’azienda, che ha poi sottoposto a Ranucci tre proposte di ricollocazione. Lo staff legale di Ranucci si è precipitato a polemizzare con i tempi del richiamo alimentando il racconto della ‘persecuzione’. “Ieri mattina alle 10.39 abbiamo depositato il ricorso a tutela di Sigfrido Ranucci e subito dopo, alle 18.41, è arrivata una pec della Rai con contestazioni disciplinari. Nemmeno il tempo – dichiara Roberto De Vita, difensore del giornalista – di consentire al giudice del Lavoro di valutare, in via d’urgenza, la legittimità del provvedimento del 28 agosto, che già se ne aggiunge un altro. Un tempismo irrequieto”. Semmai ci sarebbe da ringraziare il trattamento riservato al conduttore del programma di Rai 3 dal Comitato etico, che in breve tempo ha terminato l’istruttoria mentre altri dossier hanno avuto tempi biblici, superando gli 8 mesi di galleggiamento.
Al Cda Rai di giovedì l’uscita anticipata di Roberto Sergio
Per giovedì intanto si prevede un Cda Rai particolarmente caldo. A occupare i consiglieri d’amministrazione non sarà infatti solo il caso Ranucci, dopo il ricorso presentato dal giornalista per il reintegro alla conduzione di ‘Report’ e il provvedimento disciplinare notificatogli. Al centro della seduta, secondo quanto riporta Adnkronos, ci sarà anche l’uscita anticipata dall’azienda, al 30 settembre prossimo, dell’attuale direttore generale Roberto Sergio. Sergio, che avrebbe raggiunto comunque l’età pensionabile nella prossima primavera, lascerà l’incarico mantenendo la direzione generale di Rtv San Marino. Non è escluso che la direzione generale della Rai, almeno in un primo momento, venga assunta ad interim dallo stesso amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi in carica dal 2024.