La clamorosa ipotesi
Report indagherà su Report: inchiesta su Ranucci e Lavitola, la possibile svolta dopo le ossessioni sui “cattivi” di destra
L’indiscrezione, se confermata, sarebbe clamorosa. “Report“, nella nuova versione “de-ranuccizzata”, sarebbe pronta a condurre una clamorosa inchiesta giornalistica sul suo ex conduttore e sui rapporti con Walter Lavitola, sulla bomba “amica” e su altre vicende che li riguarderebbbero, “Libero” scrive infatti che Paolo Mondani, uno degli inviati di punta, avrebbe contattato l’avvocato Cavallaro per sondare la disponibilità a parlare della ex compagna di Lavitola, Natalie Potenza. Mondani era stato tra i primi, nella redazione di “Report”, a giudicare inopportuni i rapporti tra Ranucci e Lavitola. Ma sulle cose da chiarire, a cui forse contribuirà, oltre alla magistratura, anche la stessa redazione di “Report”, finalmente non più monotematica nell’individuazione dei temi da trattare, spesso e volentieri pescati a destra, ci sarebbero anche alcuni servizi realizzati e mai trasmessi da “Report”. Perché?
Oggi Ranucci, alla festa del “Fatto Quotidiano“, ha assicurato di non aver mai avuto interessi negli affari di Valter Lavitola. “Mai neanche un euro”, ha ribadito Ranucci.
“Report” indaga su “Report” condotto da Ranucci con l’ombra di Lavitola
Tra i servizi mai trasmessi da Report ci sarebbe un’inchiesta su Banca Progetto. Perché quel lavoro è rimasto nel cassetto da Sigfrido Ranucci non sarebbe stato spiegato nemmeno a chi ci aveva lavorato, come racconta Pasquale Napolitano sul Giornale.
Il provvedimento riguarderebbe circa 10 milioni di euro di finanziamenti coperti da garanzia statale e concessi a società riconducibili alla criminalità organizzata; secondo quanto la stessa Banca d’Italia avrebbe poi ricostruito davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, alla base ci sarebbero state «gravi carenze» nei controlli sul credito. A collegare la vicenda Banca Progetto al caso Ranucci sarebbe una presunta mediazione di Ranucci legato all’acquisto dell’immobile che ospita il ristorante “Cefalù” di Lavitola. A chiarire la vicenda potrebbe essere proprio Natalia Potenza, ieri in Procura dal pm Edoardo De Santis con un memoriale di almeno 180 pagine, sintesi di decine di documenti scaricati dal computer che condivideva con Lavitola, circa 1.200 pagine setacciate dal giorno prima con il suo legale Giuseppe Cavallaro.