I misteri della sinistra
Conti pignorati dai suoi ex collaboratori, ma Ilaria Salis pubblica foto di case di lusso a Milano: perché?
“Come ha iniziato a fare Christian Raimo su Roma, da oggi comincio a farlo anch’io su Milano. Una bella rassegna degli affitti milanesi, per raccontare attraverso gli annunci immobiliari la follia classista di questa città….”, scrive oggi Ilaria Salis su Instagram, lei, la paladina della occupazioni, nei giorni in cui campeggia sui giornali la notizia di nuovi scontri legali per il suo debito nei confronti degli ex collaboratori licenziati che per il momento, in attesa dell’appello, hanno avuto la meglio in tribunale. La Salis, con la denuncia del caro affitti, cerca forse di spostare l’attenzione sul suo tema politico preferito, il diritto alla casa, da coltivare, come dimostrano le sue battaglie, anche con le occupazioni. C’è da preoccuparsi? “Partiamo forte: camera singola di ben 9 mq, in un appartamento di 150 mq da condividere con 10 coinquilini. In Giambellino, periferia. 895 € al mese, 1.795 € di cauzione. Moltiplicateli per le stanze e fatevi due conti: al netto delle poche tasse previste, un bel gruzzolo che finisce nelle tasche del proprietario e della piattaforma che ne gestisce gli affitti. Di fronte a questa follia, regolamentare il mercato immobiliare degli affitti è davvero il minimo sindacale. La destra potrà piagnucolare quanto vuole. Ma la sinistra deve stare dalla parte degli inquilini…”. E dei lavoratori no? Dei suoi ex collaboratori neanche?
Ilaria Salis e l’amarezza dei suoi ex collaboratori
“Non volendo alimentare un’inutile polemica e volendo credere che si sia trattato di un equivoco, dichiariamo senza alcun problema che, qualora l’onorevole Salis intenda corrispondere quanto dovuto, non avremo alcuna difficoltà a interrompere ogni procedura esecutiva”. A tendere il ramoscello d’ulivo all’eurodeputata di Avs Ilaria Salis sono i legali – gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto – dei due ex collaboratori parlamentari a cui il Tribunale di Milano (sezione Lavoro) ha riconosciuto un risarcimento di circa 300mila euro.
Parole – affidate a un comunicato inviato all’Adnkronos – che arrivano all’indomani della notizia della richiesta di pignoramento del conto corrente (per delle spese legali, ndr) dell’ex insegnante e della sua reazione, consegnata a una nota difensiva, secondo cui Ilaria Salis non ha ricevuto l’atto di pignoramento, non è a conoscenza dell’esatto importo preteso, né delle coordinate necessarie per effettuare il pagamento.
“L’azione esecutiva, di cui non si conosce ancora l’esito, è stata promossa dopo che il pagamento è stato più volte sollecitato agli avvocati che hanno assistito Salis nella controversia e ciò, anche successivamente al rigetto dell’istanza volta a ottenere la sospensione dell’efficacia esecutiva della condanna emessa nei confronti dell’onorevole” spiega il trio di legali che non risparmia una stoccata e una lezione di stile in vista dell’Appello fissato a Milano a metà ottobre. “Non ci si può esimere dal rilevare che, nell’ambito delle numerose iniziative promosse dall’onorevole Salis successivamente alla notifica della sentenza del Tribunale di Milano” – che l‘ha condannata al risarcimento -, “la stessa ha richiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo per la consegna di alcuni libri affidati alla nostra assistita durante la detenzione in Ungheria. Nonostante il carattere evidentemente strumentale di tale iniziativa, la nostra assistita, pur riservandosi di procedere all’impugnazione del provvedimento, ha immediatamente provveduto a pagare le spese legali ivi liquidate e a restituire i beni richiesti” concludono i legali Verdura, Laratta e Romanotto.