Svolta a metà
Famiglia nel bosco, svolta (a metà): i bimbi torneranno a casa, ma per un po’. Pillon soddisfatto a metà
Il legale dei coniugi: i bambini torneranno alla casa nel bosco e questo credo che sia una bella notizia da condividere e per la quale essere tutti contenti, ma sul piano giudiziario c'è ancora molto da ottenere. Ecco come procedere
L’incontro con l’assistente sociale «è stato proficuo. E ci permette finalmente di dare la notizia che tutta l’Italia stava aspettando, e cioè la settimana prossima, sia pure per poche ore, i bambini della casa nel bosco torneranno a casa e questo credo che sia una bella notizia da condividere e per la quale essere tutti contenti». Lo afferma l’avvocato Simone Pillon, legale dei coniugi Catherine e Nathan Trevallion, genitori della cosiddetta famiglia nel bosco, intervenendo a Porta a porta su Rai1.
Ma poi aggiunge che la strada è lunga, quantomeno però il cammino registra quanto meno piccoli passi in avanti. Certo, la battaglia educativa è ben lungi dall’essere conclusa, ma ad oggi la tormentata vicenda della “famiglia del bosco”, ad oggi a Palmoli, registra un primo, parziale punto a favore dei genitori. Come annunciato dal loro legale, l’avvocato Simone Pillon, al termine di un vertice proficuo con lo staff del servizio affidatario, la settimana prossima i bambini potranno finalmente varcare di nuovo la soglia della loro abitazione, pur se per un periodo limitato a poche ore. Una notizia accolta con favore, ma considerata dalla difesa soltanto un primo tassello di un mosaico ben più ampio.
Famiglia nel bosco, svolta a metà?
«Abbiamo avuto questo incontro con l’intero staff del servizio affidatario. L’incontro è stato proficuo e ci permette finalmente di dare la notizia che tutta l’Italia stava aspettando: la settimana prossima, sia pure per poche ore, i bambini torneranno alla casa nel bosco e questo credo che sia una bella notizia da condividere e per la quale essere tutti contenti», ha dichiarato l’avvocato Simone Pillon, legale dei coniugi Trevallion, ospite a Porta a Porta su Rai1.
Pillon: « Questa ordinanza è troppo cauta»
Aggiungendo anche: «Il piano giudiziario comunque noi lo vogliamo mantenere – ha spiegato Pillon – perchè a nostro modo di vedere questa ordinanza è troppo cauta. Si poteva disporre il rientro immediato dei bambini. E si potevano anche salvaguardare i diritti costituzionali dei genitori che sono legittimati comunque a scegliere il tipo di educazione da dare ai loro figli».
La difesa, ricorso alla Corte d’Appello dell’Aquila per chiedere la revisione del provvedimento e il ricongiungimento completo
La linea dei genitori e del loro avvocato resta infatti intransigente: l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni è ritenuta eccessivamente prudente e penalizzante. Per questa ragione, la difesa presenterà ricorso alla Corte d’Appello dell’Aquila per chiedere la revisione del provvedimento e il ricongiungimento completo. Due i cardini della contestazione: la tutela della libertà educativa familiare. E, soprattutto, la salute psicofisica dei piccoli. I periti e gli esperti di neuropsichiatria che hanno in cura i bambini avevano infatti caldeggiato un ritorno immediato in famiglia proprio per scongiurare traumi legati al prolungato distacco dai genitori. La partita giudiziaria, dunque, prosegue: l’obiettivo resta il ritorno a casa definitivo.
Famiglia nel bosco, Pillon: «Chiederemo il rientro definitivo e completo»
«Quindi – ha spiegato il legale di Catherine e Nathan – chiederemo alla Corte dell’Aquila di voler rivedere la decisione. Anche perché il tribunale per i minorenni non ha preso in considerazione gli aspetti che riguardano la salute dei bambini che invece a noi stanno molto a cuore. Ricordiamo che i professionisti della neuropsichiatria avevano consigliato un rientro immediato per evitare problemi alla salute dei piccoli. Quindi noi, su questi due argomenti: la libertà educativa e la salute dei bambini, chiederemo il rientro definitivo e completo», ha concluso Pillon.
Famiglia nel bosco, Pillon soddisfatto a metà: i termini dell’incontro
Perché, come fa sapere La Presse, per quanto sia stato un incontro con «un clima di confronto costruttivo» – quello che si è svolto a Monteodorisio (Chieti) tra la nuova assistente sociale, Giuseppina Tittaferrante e i genitori della cosiddetta “famiglia del bosco”, Nathan Trevallion e Catherine Birminghan – in piedi c’è sempre la causa di ricongiungimento con i 3 figli, allontanati da 10 mesi, con la sospensione della responsabilità genitoriale della coppia.
Un rientro graduale
Durante il colloquio i genitori hanno esposto le proprie preoccupazioni per prevenire traumi ai figli e illustrato il proprio stile educativo. Spiegando modalità di dialogo a volte fraintese, sottolinea La Presse. Evidenziando che la coppia è stata informata sulle modalità di rientro graduale e inserimento scolastico, con tempi degli incontri leggermente incrementati che permetteranno ai bambini di tornare a Palmoli (Chieti) per poche ore prima dell’inizio della scuola.
Non solo. Nel corso della riunione sono giunte rassicurazioni sugli accertamenti sanitari in corso e sul supporto dell’equipe di neuropsichiatria infantile della Asl teatina, per il follow-up scolastico. Definendo infine nuove modalità di dialogo per stemperare il clima e favorire la comprensione reciproca.
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