I funerali
Squinzano si stringe nel dolore per Lorena: chiesa gremita e piazza stracolma. Il parroco: non possiamo liquidare tutto come il gesto di un folle
Squinzano si ferma per l'addio: il dolore della comunità, l'omelia del celebrante contro l'amore malato e il ricordo commosso della famiglia
Chiesa gremita, cittadinanza sgomenta, autorità sconcertate e un maxischermo fuori dal sagrato che immortala il dolore e lo choc per la morte, brutale e agghiacciante della povera Lorena Isceri. Squinzano (Lecce), alla presenza di una folla incredibile e di circa 40 sindaci, e con il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, si ferma alle 17 di oggi, quando cominciano i funerali di Lorena Isceri, la 45enne morta dopo essere stata lanciata da un viadotto dell’A1 all’altezza di Barberino del Mugello dall’ex fidanzato Federico Vella, 36 anni, che poi si è suicidato.
I funerali di Lorena, alla comunità sgomenta l’omelia di don Vanni Bisconti
Toccante l’omelia di don Vanni Bisconti, che ha richiamato l’intera comunità alla responsabilità collettiva: «Siamo qui, siamo in tanti. Non soltanto perché conoscevamo Lorena, perché le volevamo bene e perché siamo suoi amici. Parenti. Conoscenti. Siamo qui anche perché vorremmo se fosse possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia», ha detto il parroco durante l’omelia per i funerali di Lorena Isceri.
«La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l’ultima parola»
Aggiungendo emblematicamente: «Quello che è accaduto non possiamo liquidarlo semplicemente come il gesto di un folle. Non possiamo far finta che intorno ai nostri ragazzi non stiano circolando dei messaggi che mischiano tra loro amore e possesso, gioia e gelosia, controllo e affetto». Parole, quelle del religioso, che hanno concluso affidando Lorena alla fede: «La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l’ultima parola».
«Quello che è accaduto non possiamo liquidarlo semplicemente come il gesto di un folle»
E poi ancora: «Quello che è accaduto non possiamo liquidarlo semplicemente come il gesto di un folle. Certamente chi uccide si assume sempre una grande responsabilità. Ma noi tutti come società come adulti, come educatori, come genitori, come scuola, come pezzi di comunicazione di chiesa. Non possiamo far finta che intorno ai nostri ragazzi che poi diventano giovani e poi diventano uomini, non stiano circolando dei messaggi che mischiano tra loro amore e possesso, gioia e gelosia, passione, controllo, interesse, dipendenza diventati un tutt’uno. A volte diciamo anche “ma sono ragazzi”, passerà. Ma quando certi messaggi diventano mentalità possono indurre sofferenze devastanti».
Il sindaco di Squinzano: «Una intera città unita nel dolore»
Un messaggio di denuncia, ma anche di speranza nella fede, quello di don Bisconti, a cui è seguito l’annuncio del sindaco di Squinzano, Mario Pede, che ha proclamato il lutto cittadino, annunciando una fiaccolata per venerdì sera e l’illuminazione in rosso di Palazzo dell’Orologio e Palazzo Cleopazzo fino a fine settembre. Sottolineando: «Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai. Squinzano si è vista unita nel dolore».
Ribadendo anche: «In questo momento il silenzio è il modo più giusto per esprimere cordoglio, affetto e vicinanza alla famiglia», ha detto il sindaco di Squinzano parlando con i giornalisti davanti alla chiesa Maria Regina. La città, addobbata con nastri, lenzuoli e palloncini rossi, sta facendo sentire la sua vicinanza alla famiglia, il padre Franco Isceri, la mamma Antonietta Argentiero, e il fratello Danilo»…
Il ricordo della cugina: «Lorena aveva paura, è stato tutto veloce»
Schiette e addolorate, infine, le parole della cugina di Lorena, con cui era molto legata: Francesca Pasimena. Che ha voluto fare chiarezza sulla dinamica degli eventi. «Negli ultimi giorni aveva paura. È stato tutto veloce, nell’ultimo mese. Non c’era prima un pericolo che noi sapessimo». E ancora: «Non stiamo parlando di una persona che ha subito per mesi e per anni violenze, questo ve lo garantisco perché mia cugina la conosco bene, è una persona che pretende rispetto e te lo dice, quindi non stiamo parlando di una persona che cova e si chiude. Ricordiamola bene Lorena, per quello che è, non diamo notizie che non la rispecchiano».