Il futuro è ora
Così i robot umanoidi stanno entrando nelle nostre case: da Jeeves alla “compagnia emotiva” degli Uworld
Forum ha ingaggiato un valletto robot, la cinese Ubtech ha sviluppato macchine con sembianze umane. Il mercato è ancora elitario, ma la rivoluzione è già iniziata
Per anni i robot umanoidi sono sembrati soprattutto una promessa della fantascienza: macchine capaci di camminare, parlare e interagire con gli esseri umani, ma troppo costose e complesse per entrare nella vita quotidiana. Ora questa prospettiva comincia a cambiare. La Ubtech Robotics, azienda cinese specializzata nella robotica umanoide, ha presentato la famiglia Uworld U1, una nuova generazione di robot progettati per avvicinarsi al mondo domestico.
I robot umanoidi pensati per la “compagnia emotiva”
L’idea non è soltanto quella di costruire una macchina capace di muoversi e svolgere determinati compiti, ma di creare una presenza tecnologica con cui l’utente possa interagire quotidianamente. Ubtech parla esplicitamente di “compagnia emotiva”, un concetto che segna un’evoluzione importante rispetto ai tradizionali robot industriali. L’umanoide dovrebbe infatti essere in grado di conversare, riconoscere e interagire con le persone e diventare, almeno nelle intenzioni dell’azienda, una sorta di assistente personale sempre presente in casa. È un cambiamento culturale prima ancora che tecnologico: il robot non viene più immaginato soltanto come uno strumento che lavora al posto dell’uomo, ma come una macchina destinata a condividere con lui parte della quotidianità.
Il primo test del mercato: oltre 13mila richieste
A rendere particolarmente interessante il progetto sono i numeri registrati al momento del lancio. Secondo i dati diffusi da Ubtech e riportati da diverse testate specializzate, la famiglia U1 avrebbe raccolto 13.361 ordini. La cifra è significativa perché dimostra che esiste già una domanda per questo tipo di tecnologia, nonostante i costi siano ancora molto elevati. È però necessario fare una precisazione: il numero degli ordini è un dato comunicato dall’azienda e non equivale al numero di robot effettivamente consegnati nelle abitazioni. Anche l’affermazione secondo cui le richieste sarebbero arrivate nelle prime 48 ore deve essere considerata nel contesto delle comunicazioni commerciali sul lancio.
Le prime consegne ai clienti cinesi sono previste a partire da settembre 2026. Il dato resta comunque interessante perché permette di osservare quanto rapidamente il pubblico stia iniziando ad accettare l’idea di acquistare un umanoide per uso personale. Fino a pochi anni fa un robot bipede autonomo apparteneva quasi esclusivamente ai laboratori di ricerca o alle dimostrazioni tecnologiche, oggi esiste invece un prodotto che viene presentato direttamente ai consumatori. Il vero interrogativo, però, sarà capire quanti di questi ordini si trasformeranno effettivamente in vendite e, soprattutto, quale sarà l’esperienza degli utenti una volta che i robot entreranno davvero nelle loro case.
Il costo da 18mila a quasi 150mila dollari
A sorprendere non è soltanto la tecnologia dell’U1, ma anche il suo prezzo. La gamma di Ubtech parte da circa 119.800 yuan, poco meno di 18mila dollari per il modello U1 Lite, mentre l’U1 Pro arriva a circa 169.800 yuan. La cifra diventa decisamente più alta con l’U1 Ultra, proposto a 990.000 yuan, una somma equivalente a circa 145-147mila dollari. Una differenza enorme, che porta il modello più costoso a costare oltre otto volte quello d’ingresso.
Oggi, quindi, acquistare uno di questi robot non significa semplicemente comprare un nuovo elettrodomestico: si tratta di un investimento paragonabile, in alcuni casi, all’acquisto di un’automobile di lusso. Il motivo è legato alla complessità della macchina: per camminare, mantenere l’equilibrio, riconoscere ciò che la circonda e interagire con le persone, l’umanoide deve integrare sistemi di intelligenza artificiale, telecamere, sensori, motori e componenti meccanici sofisticati.
Un mercato ancora elitario
Sono tecnologie che hanno ancora costi elevati, soprattutto quando vengono concentrate in una macchina destinata a muoversi autonomamente in un ambiente imprevedibile come una casa. Il prezzo dell’U1 mostra dunque anche il punto in cui si trova oggi il mercato: la robotica umanoide è ormai abbastanza sviluppata per arrivare ai consumatori, ma non è ancora abbastanza economica per diventare un prodotto di uso comune. La vera sfida dei prossimi anni sarà proprio riuscire a ridurre questi costi senza sacrificare prestazioni e sicurezza. Solo allora il robot umanoide potrà passare dall’essere una tecnologia affascinante e per pochi a diventare una presenza realmente possibile nelle case di tutti.
Quando il robot entra nella nostra vita
La vera novità dell’U1 non è soltanto ciò che sa fare, ma il modo in cui è progettato per entrare in relazione con le persone. Ubtech può personalizzarne il volto attraverso la ricostruzione facciale 3D e intervenire sulla voce, fino a creare un umanoide con caratteristiche riconducibili a una persona scelta dall’utente. Da qui nasce il concetto di “compagnia emotiva”: non più un semplice assistente che esegue comandi, ma una macchina pensata per parlare, ascoltare e accompagnare il proprietario nella vita quotidiana.
Le possibili applicazioni spaziano dall’intrattenimento all’assistenza degli anziani, fino al supporto alle persone che vivono sole. Ma proprio questa maggiore somiglianza con l’essere umano apre interrogativi importanti che riguardano privacy, sicurezza e rapporto psicologico. La sfida per Ubtech, azienda fondata nel 2012 e quotata alla Borsa di Hong Kong dal 2023, sarà quindi dimostrare che un umanoide deve essere anche sicuro, affidabile e realmente utile.
Una casa è infatti molto più imprevedibile di una fabbrica: ci sono bambini, animali domestici, scale, oggetti fragili e situazioni che cambiano continuamente. L’U1 dovrà essere capace di muoversi in questi ambienti senza creare rischi e di adattarsi alle esigenze delle persone. Il futuro della robotica domestica si giocherà proprio qui: non sulla capacità di imitare l’uomo, ma sulla capacità di diventare abbastanza utile da meritarsi un posto accanto a lui.
Dall’agricoltura agli studi televisivi: i robot arrivano anche in Italia
La robotica non è più soltanto una tecnologia del futuro e anche in Italia sta iniziando a trovare applicazioni concrete in settori molto diversi. Uno degli ambiti più interessanti è quello dell’agricoltura, dove i robot vengono sperimentati per affrontare alcune delle attività più faticose e ripetitive. Nei vigneti e nei frutteti, per esempio, vengono utilizzati sistemi autonomi capaci di muoversi tra i filari, raccogliere informazioni sulle piante e assistere gli operatori nelle operazioni di precisione.
Tra i progetti sviluppati nel nostro Paese c’è Prinbot, un robot quadrupede pensato per supportare la potatura della vite, mentre l’azienda italiana Agricobots ha sviluppato Atomatika, una piattaforma robotica destinata all’automazione delle attività agricole. L’obiettivo non è necessariamente sostituire completamente l’agricoltore, ma affiancarlo, riducendo il lavoro più pesante e consentendo di intervenire sulle colture con maggiore precisione.
Ma la presenza dei robot in Italia ha ormai superato i confini dei campi da coltivazione ed è arrivata in televisione. Dal 7 settembre 2026, infatti, nello studio di Forum, il programma condotto da Barbara Palombelli, è comparso Jeeves, un robot umanoide scelto come assistente della conduttrice. Il robot parla, cammina e interagisce all’interno dello studio, diventando in poco tempo uno degli elementi più curiosi della nuova edizione del programma.
La sfida di un’innovazione che tenga al centro la persona
La sua presenza ha anche un valore simbolico, un umanoide che normalmente potremmo aspettarci in un laboratorio di ricerca o in una fiera tecnologica viene portato davanti al grande pubblico e inserito in una trasmissione televisiva quotidiana. Sono esperienze molto diverse, ma raccontano la stessa trasformazione, i robot stanno progressivamente passando dagli ambienti industriali e sperimentali a contesti più vicini alla nostra vita. È un segnale di come la robotica stia entrando nella società italiana non attraverso un’unica grande rivoluzione, ma con tanti piccoli esperimenti che, messi insieme, potrebbero cambiare il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e interagiamo con la tecnologia.
Il debutto di Jeeves è stato anche accompagnato da un videomessaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha colto l’occasione per ricordare che l’Intelligenza artificiale “porta con sé delle potenzialità straordinarie” ma “anche enormi rischi” sociali ed economici e che dunque la sfida, che il governo italiano ha lanciato con forza anche a livello internazionale, mettendola al centro del G7, è quella di accompagnare uno sviluppo dell’innovazione e dell’Ia “che mantenga al centro la persona, i suoi diritti, la sua dignità”.