Ranucci: audizione fiume per dell’ex fidanzata di Lavitola, sentita dai pm per 10 ore. Vuota il sacco sui rapporti tra i due
È stata un’audizione fiume quella dell’ex compagna di Valter Lavitola, Natalia Potenza, davanti al pm titolare dell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci, Edoardo De Santis. L’ex fidanzata del faccendiere in carcere dal 10 agosto, reo confesso di essere il mandante della bomba sotto casa del giornalista, ha lasciato la cittadella di Piazzale Clodio poco prima delle 20. A ascoltarla anche i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati. La donna avrebbe ricostruito con gli inquirenti anche l’attività finanziaria dell’imprenditore e i rapporti con il conduttore di Report.
Audizione fiume dell’ex di Lavitola sentita dai pm per 10 ore
Natalia Potenza, che gestisce il Cefalù a Monteverde, è stata ascoltata come persona informata sui fatti. È stata lei stessa, tramite il suo legale, Giuseppe Cavallaro, a chiedere di essere convocata. “È una donna arrabbiata, se vorrà dire qualcosa noi siamo qui”, dicevano in Procura. Così l’avvocato ha inviato una mail ai magistrati capitolini per vuotare il sacco. Sembra anche che Potenza abbia depositato una corposa memoria sugli affari del suo ex che, ricostruisce il Domani, dal carcere le imponeva «silenzio e discrezione». All’ingresso del tribunale la donna non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Ad attenderla fuori dall’ufficio del pm, dopo 10 ore, la collaboratrice dello studio Cavallaro e la sorella, Andrea Potenza.
La donna conferma: “Non sapevo nulla della bomba”
Davanti ai pm ha ribadito che non sapeva nulla dell’ordigno. La donna, a quanto si apprende, avrebbe ricostruito gli affari dell’ex compagno da quando lo ha conosciuto e ha iniziato la relazione con lui. Inoltre l’ex compagna di Lavitola, che avrebbe inoltre messo a disposizione degli inquirenti documentazione anche fiscale, avrebbe anche parlato del rapporto tra l’ex editore e Ranucci.
Il tribunale del riesame respinge le istanze della difesa del faccendiere
Intanto due giorni fa la procura, guidata da Francesco Lo Voi, ha incassato la conferma dell’impianto accusatorio da parte del tribunale del Riesame, che ha respinto le istanze delle difese di Lavitola, che resta quindi in carcere. I giudici con la decisione hanno anche confermato l’aggravante del metodo mafioso per l’amico fraterno di Ranucci. “Tira fuori le chat con Lavitola. Noi lezioni di antimafia da Scarpinato e Ranucci non ne prendiamo”. Così Maurizio Gasparri dal palco di Azzurra Libertà, la festa dei giovani di Forza Italia in corso a Montesilvano.