Modello da seguire
“La natalità non si appalta”: Roccella porta a Dubrovnik la battaglia italiana per il futuro dell’Europa
Il ministro al summit annuale di Ecr party illustra le misure del governo Meloni per famiglie e maternità
Politica - di Alice Carrazza - 12 Settembre 2026 alle 20:53
Tre giorni per togliere la natalità dalla periferia delle politiche europee e riportarla al centro. A Dubrovnik, in Croazia, il terzo Congresso europeo sulla famiglia promosso da Ecr party, che dall’11 al 13 settembre riunisce esponenti politici, parlamentari, studiosi e rappresentanti della società civile. Il titolo scelto non lascia spazio agli eufemismi: Putting an End to Europe’s Demographic Winter, porre fine all’inverno demografico dell’Europa. Perché per i conservatori la denatalità non è una sottovoce del welfare, ma una questione di sopravvivenza economica, sociale e nazionale.
Giordano: “La nostra risposta è Family First”
Ad aprire i lavori venerdì 11 è stato Antonio Giordano, deputato di Fratelli d’Italia e segretario generale del partito dei conservatori europei. «Il nostro confronto cade non a caso nell’anniversario dell’uccisione di Charlie Kirk e a 25 anni dall’attacco alle Torri Gemelle, che sconvolse il mondo intero, aprendo una nuova era di conflitto, di guerra al terrorismo e di scontro tra culture e civiltà», ha ricordato.

Da Dubrovnik, ha proseguito, il partito intende affrontare «una delle più importanti sfide di lungo termine del continente: il declino demografico e le sue conseguenze per il futuro dell’Europa». Da qui la formula destinata a sintetizzare la linea politica del congresso: «Continueremo a ribadire e a dare forza al nostro più profondo convincimento: “Family First”».
Roccella: la demografia è una condizione della crescita
Uno dei passaggi di maggiore rilievo per l’Italia è stato proprio il confronto tra Giordano e il ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Roccella. «Tutta l’Europa si trova sotto il tasso di sostituzione, ovvero meno di due figli per donna», ha osservato il ministro, sottolineando come il fenomeno riguardi ormai anche l’Occidente, la Cina, l’Asia e persino l’Africa. Un arretramento che non impoverisce soltanto le culle: i Paesi colpiti dal crollo della popolazione incontrano maggiori difficoltà nel crescere, innovare e conservare l’equilibrio dei territori.

Roccella ha quindi rivendicato l’approccio multifattoriale adottato dal governo Meloni: occupazione femminile cresciuta di quattro-cinque punti percentuali, tre mesi di congedo parentale retribuiti all’80 per cento anziché al 30, nuovi asili finanziati attraverso il Pnrr e rimborsi più consistenti per le rette. A questi interventi si aggiunge il Piano Casa, con dieci miliardi in dieci anni per centomila alloggi e le prime abitazioni previste in primavera. La maternità, ha ammonito, non può continuare a essere considerata dalle imprese un intralcio organizzativo. Né si può pensare di «appaltare la natalità ad altri Paesi»: generare e crescere figli resta un valore sociale decisivo.
Le nuove trasformazioni culturali
Il programma ha affiancato alle politiche familiari l’analisi delle trasformazioni culturali e tecnologiche: dall’influenza dei social e dell’intelligenza artificiale sulle relazioni fino all’invecchiamento della popolazione. Tra i protagonisti l’eurodeputato di FdI Carlo Fidanza, vicepresidente di Ecr party. Il versante transatlantico è stato affidato a Brian Brown, presidente della International Organization for the Family, e Nick Adams, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per il turismo americano intervistato da Giordano.

Adam Bielan eletto presidente
Da Dubrovnik arriva infine una notizia destinata segnare un nuovo capito della famiglia conservatrice. Il Board of Directors del partito ha eletto all’unanimità Adam Bielan, eurodeputato e capo della delegazione polacca nel gruppo Ecr, alla presidenza del partito. L’elezione dovrà ora essere ratificata dal prossimo Council.
«È un grande onore e una grande responsabilità guidare l’Ecr Party», ha dichiarato Bielan. «La nostra famiglia politica cresce perché sempre più persone in Europa chiedono un cambio di rotta dell’Unione europea. Vogliamo rafforzare il movimento conservatore, difendere la sovranità delle nostre nazioni e costruire un’Europa sicura, competitiva e consapevole della propria identità». Una nuova guida, dunque, per una destra europea che a Dubrovnik ha scelto di misurare il proprio futuro a partire dalla più concreta delle domande: chi saranno gli europei di domani?

