Campidoglio o Babbo Natale?
Altro regalo di Gualtieri allo Spin Time, spunta lo scuolabus per i figli degli ex abusivi. Gazebo, grigliate e centro sociale a cielo aperto non bastavano…
I residenti già sulle barricate per molto altro, tramite gli avvocati, coi comitati di quartiere diffidano il Comune per degrado e schiamazzi, mentre l'amministrazione capitolina organizza le navette per la scuola dei bambini degli ex abusivi ricollocati altrove
Non c’è pace per i malcapitati residenti dell’Esquilino: il tormentato caso Spin Time continua a far discutere e a scatenare indignazione e rabbia di chi, con quel contesto problematico, ha a che fare da anni ormai e che, anche ora, a fronte della soluzioni individuate dal Campidoglio, si ritrovano ad avere a che fare con disguidi e disagi che rendono loro impossibile la quotidianità.
Spin Time, i comitati di quartiere diffidano il Comune per degrado e schiamazzi
A seguito dell’incendio dello scorso 29 luglio e del conseguente sgombero dello stabile occupato dal 2013, gli sviluppi più recenti – documentati in particolare da Il Tempo – tracciano un quadro di forte tensione nel quartiere, e di spese controverse – quanto meno discusse – a carico della macchina comunale. Pertanto, stanchi di continuare a procedere con incontri e confronti interlocutori, come riferisce il quotidiano capitolino, i residenti del quartiere sono passati formalmente alle vie legali e nominati i legali di riferimento per conto dei comitati “Rione XV Esquilino”, “Rinascita Esquilino” e “Comitato Via Bixio”, i cittadini hanno diffidato Roma Capitale, il I Municipio, la Polizia Locale e le altre autorità competenti.
Non bastavano i gazebo?
Al centro del contendere c’è la concessione per l’occupazione del suolo pubblico rilasciata alla comunità del centro sociale in Via Santa Croce in Gerusalemme – o, come l’hanno ribattezzata i militanti, “Via della Resistenza” – dove sono stati installati gazebo nei parcheggi a pagamento per consentire agli ex occupanti il presidio e il proseguimento delle attività. Secondo quanto contenuto nell’esposto di sette pagine, le prescrizioni originarie – che prevedevano 5 gazebo anziché i 7 montati, il divieto di vendita e il contenimento delle emissioni acustiche – sarebbero state ampiamente violate tra feste, dj set e grigliate notturne, arrecando un grave pregiudizio alla quiete e al decoro pubblico.
L’esposto nel dettaglio
Limiti che, scrive Il Tempo riportando quanto nell’esposto scritto dagli avvocati, «come attestano foto e video, non sono stati rispettati. E sono quindi alla base della richiesta dei residenti di “un riesame immediato” degli spazi e delle attività che hanno ottenuto il placet del Campidoglio. Nell’atto si sollecita anche la Polizia Urbana ad “attivare, ove ne ricorrano i presupposti, i poteri sanzionatori e ripristinatori previsti dal Regolamento”. E si chiede l’accesso agli atti, tra i quali l’istanza di occupazione di suolo pubblico. Il parere della Polizia locale e della Questura. Nonché la determinazione dirigenziale di traffico temporanea, con ogni allegato. Planimetria. E durata».
Il quartiere trasformato in un centro sociale a cielo aperto con serate con grigliate e Dj set
Sì, perché se ancora non fosse abbastanza chiaro, in quella zona di Roma, si è di fatto costituito un presidio effettivo e permanente che però non è più legittimato dall’esigenza abitativa di chi – ben 350 persone – nel frattempo è stato ricollocato. Alloggiato altrove. Ma che ha portato ugualmente l’amministrazione a dare l’ok alla chiusura dell’arteria stradale nei weekend, e all’organizzazione di serate di piazza da centro sociale a cielo aperto. Il tutto, si legge nella diffida, «con gravissimo pregiudizio alla quiete. Alla viabilità. E al decoro del rione Esquilino». I comitati chiedono dunque la revoca immediata della concessione. L’intervento sanzionatorio della Polizia Urbana. E l’accesso completo agli atti amministrativi.
Spin Time, l’ultimo regalo del Campidoglio con la navetta per la scuola ai 50 minorenni sfollati
Ma non è ancora tutto. Perché a fronte di caos e carte bollate, emerge un altro motivo del contendere che ratifica le rivendicazioni economiche e logistiche a carico del Campidoglio. E torniamo sempre alle 350 persone evacuate, che sono state temporaneamente collocate in 14 strutture ricettive ed alberghiere distribuite ai quattro angoli della città (da Rebibbia all’Infernetto, fino al Divino Amore).
Spin Time, rivendicazioni, controversie e doppiopesismo
Ebbene, stando sempre a quanto ricostruiva Il Tempo nelle scorse ore, sembra che per garantire la continuità didattica a circa 50 minorenni del gruppo, il Comune intenda attivare – tramite affidamenti diretti – un servizio di navette scolastiche dedicate che facciano la spola. Avanti e indietro, cioè, dagli alloggi provvisori alle scuole dell’Esquilino. Tutto indovinate a spese di chi? Laddove ci si pone peraltro un dubbio di buon senso: perché i ragazzi non vengono momentaneamente iscritti negli istituti prossimi ai nuovi alloggi? Non si eviterebbe così un costoso servizio di “staffetta” cittadina? Ai poveri residenti dell’Esquilino, e ai cittadini della capitale tutti, l’ardua sentenza…