Abusivi viziati
Spin Time, 120 sfollati rifiutano i nuovi alloggi. FdI attacca: “È caduta la maschera della finta accoglienza della sinistra”
Il Campidoglio ricolloca 120 persone, ma una parte contesta le destinazioni in periferia. Rampelli: «I residenti dell’Esquilino ci chiedevano di intervenire»
Il tetto gratis, ma possibilmente in centro. È così che ragionano gli ospiti — decisamente indesiderati — del centro sociale Spin Time: dopo tredici anni trascorsi abusivamente nel cuore di Roma, il Campidoglio trova loro un alloggio, ma non basta. È «troppo lontano dall’Esquilino». Che scherziamo? Gli ex occupanti fanno già i pignoli sulle sistemazioni temporanee mentre, dentro lo stabile appena liberato, spuntano 700 grammi di hashish e materiale per il confezionamento. Fosse mai che la piazza di spaccio resti troppo lontana…
A riportare il malcontento sono alcune dichiarazioni attribuite da LaPresse a «fonti Spin Time» e finora non smentite. «La gestione delle assegnazioni sta sfuggendo di mano. La fretta a volte è cattiva consigliera», sostengono. Poi l’obiezione: «Si sta gestendo questa situazione come fossero degli sfollati, ma qui c’è gente che in tutti questi anni ha stabilito relazioni lavorative, sociali. Non possono essere spediti lontano, da soli senza aiuti».
Spin Time, occupanti ma solo a 5 stelle
Il problema sarebbe soprattutto geografico. Dopo aver vissuto senza titolo in uno dei quadranti più centrali della Capitale, alcuni ex occupanti considerano penalizzanti le destinazioni individuate in periferia. Viene citato il caso di una donna con la madre di 94 anni trasferita in un hotel alla Storta, lungo la Cassia, ma priva di automobile e di contatti nella zona. Non andrebbe bene neppure la struttura proposta dalla Caritas in via Casilina Vecchia, perché destinata esclusivamente alle donne e tale, dunque, da separarle dai mariti.
Nel comunicato diffuso dagli attivisti si parlava inizialmente di 81 persone ricollocate «grazie alle interlocuzioni tra Roma Capitale e lo sportello di tutela sociale di Spin Time». In serata il numero è salito a 120. Tra le destinazioni rese note figurano l’hotel Cassia alla Storta, Castel Fusano, l’Infernetto e Rebibbia. Il 12 agosto è previsto un nuovo incontro in Campidoglio, mentre il malumore avrebbe fatto emergere anche una spaccatura interna al movimento.
A rendere il quadro ancora più surreale è il ritrovamento, all’interno dell’edificio, di un panetto di hashish da circa 700 grammi e di strumenti per il confezionamento. Saranno gli accertamenti a stabilire a chi appartenesse e quale fosse la sua destinazione. Sul piano politico, però, il sequestro assesta un colpo pesante alla rappresentazione sinistra di Spin Time come innocuo laboratorio di solidarietà.
Rampelli: “I delinquenti vanno perseguiti”
«È falso che la gente dell’Esquilino sia mai stata contenta dello Spin Time», attacca il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, i residenti avrebbero chiesto «di intervenire in tutti i modi per essere liberati da un simbolo di illegalità, degrado e intolleranza». E precisa: «Sapevano della droga, oggi arriva la conferma con i primi 700 gr di hashish sequestrati all’interno dell’ex edificio occupato. Ed è solo l’inizio, i residenti sanno quali sono gli altri depositi di sostanze, luoghi insospettabili da cui parte la rete di attività illecite. Occorre dare subito un tetto ai senza casa dopo lo sgombero, perché questo fa una società giusta e compassionevole, ma vanno perseguiti e condannati gli organizzatori, responsabili di una quantità di reati da far impallidire i più conclamati delinquenti»
«Non ho pregiudizi, adoro le iniziative sociali pulite e democratiche, chiunque le promuova». Ma per Rampelli, ci sono delle condizioni. «Purché rispettino la comunità, il territorio, la gente che ci abita e non siano luoghi dove si spacciano e consumano droghe, incubatori di ideologia comunista senza contraddittorio, centri che vorrebbero soccorrere gli ultimi e invece li sfruttano e li usano come copertura per i loro sudici affari».
La giunta Gualtieri nel mirino
Della stessa idea è Federico Mollicone, deputato FdI e presidente della commissione Cultura della Camera, che snocciola qualche numero. «Dai 20 milioni stanziati dal Campidoglio per le tensostrutture fino al 2030, al sequestro di hashish e materiale da spaccio allo Spin Time: la maschera della finta accoglienza della sinistra è crollata». Insomma, «dove la giunta Gualtieri predica solidarietà, nascono solo degrado, tendopoli d’oro e piazze dello spaccio». Per questo, «chiediamo controlli a tappeto della Polizia e delle forze dell’ordine contro lo spaccio di droga in tutte le tensostrutture, nei centri sociali occupati e nei luoghi di stazionamento dei senza fissa dimora. Chi aiuta davvero garantisce legalità e sicurezza, non stoccaggi di droga e tendopoli strapagate con i soldi dei cittadini».
“La sagra dell’illegalità”
Esasperato poi, il deputato e coordinatore regionale di FdI nel Lazio incalza in una nota: «Mancava lo spaccio alla sagra dell’illegalità. Aspetto di leggere o ascoltare qualcosa sul tema dalle belle anime della sinistra che, in ossequiosa processione, hanno partecipato alle iniziative dello Spin Time. Lo Spin Time era una piazza di spaccio: altro che modello di inclusione e solidarietà. Di fronte a fatti del genere, l’occupazione, già illegale di sé, è indifendibile. Chi ha legittimato questa situazione dovrebbe avere almeno il coraggio di prendere le distanze. Basta ambiguità: lo stabile va sgomberato e la legalità deve tornare a essere la regola, non un optional, checché ne pensi la sinistra sempre abile a stare dalla parte sbagliata»