Lazio, Napoli e cronaca nera
Bruno Giordano compie 70 anni: tra Chinaglia e Maradona, storia del fuoriclasse più sottovalutato del calcio italiano
Per Diego era il più sudamericano dei calciatori italiani. Il caso scommesse e il matrimonio con Sabrina Minardi
Bruno Giordano compie 70 anni. Il centravanti della Lazio e del Napoli, e anche della Nazionale, è stato probabilmente l’attaccante tecnicamente più dotato del nostro calcio sul finire degli anni settanta e negli anni ottanta. Una vita intensa, tra la vicenda del calcio scommesse, il matrimonio con Sabrina Minardi e l’incontro decisivo con Maradona.
La Lazio e le scommesse
Nato a Trastevere, laziale, disse no alla Roma di Dino Viola pur di vestire i colori biancazzurri, dove viene ritenuto dagli addetti ai lavori come l’erede predestinato di Giorgio Chinaglia. Coinvolto nello scandalo del Totonero, il 1980, sarà squalificato per tre anni (uno gli fu tolto dall’amnistia successiva al trionfo mondiale). Esordisce nella Nazionale di Enzo Bearzot, che però gli preferirà sempre Paolo Rossi. Il 1985 il passaggio decisivo al Napoli. E Maradona in persona che chiede il suo acquisto. E Bruno, con le sue giocate e i suoi gol, contribuirà allo scudetto del 1987. Maradona disse che era il “più sudamericano” tra gli italiani: “In campo ci capivamo bene tecnicamente, aveva un tipo di gioco che all’inizio ti spiazzava perché alcune giocate non sembravano destinate ad andare a buon fine. Invece con lui era tutto possibile. Trasmetteva gioia nel giocare a calcio. Condividere il campo con lui è stato fantastico e impensabile”.
La Ma.GI.CA”.
L’anno dopo il Napoli compra Antonio Careca. Si forma un trio meraviglioso, Maradona-Giordano-Careca, abbreviato nella Ma.GI.CA. Il Napoli domina il campionato fino a cinque giornate dalla fine e poi crolla davanti al Milan di Arrigo Sacchi. Giordano è tra quelli indicati al pubblico ludibrio come i veleni dello spogliatoio e Luciano Moggi a fine anno lo manda via.
Sabrina Minardi e De Pedis
Da giovane, Bruno Giordano sposa Sabrina Minardi che poi lo lascerà e si metterà con il principe della Banda della Magliana: Renatino De Pedis. Lui non c’entra niente ma anche questa vicenda gli verrà fatta pagare da un’opinione pubblica poco indulgente nei suoi confronti.
Il suo cuore a metà
Ancora oggi il suo cuore è diviso a metà tra Lazio e Napoli. Dei biancocelesti dice: “Leggo che il club fa fatica a prendere dei giocatori, è difficile per un tifoso pensare che possa esserci un futuro roseo. Ai tifosi interessa che la squadra sia su livelli alti, bisogna fare qualcosa per riportarla al vertice. Il timore è che, dopo un nono e un settimo posto, si stia tornando nell’anonimato”. Sul Napoli è fiducioso: “De Laurentiis è un grande presidente, Allegri un grande allenatore e lotteranno per il titolo”. Tanti auguri campione.