Caso Ranucci
Terremoto Report, monta la bufera in Rai. Il parere del comitato etico arriva sul tavolo dell’ad Rossi: scossa ai vertici dell’azienda
Il fascicolo incrementa le tensioni in Viale Mazzini per il possibile danno d'immagine e le eventuali ricadute negative sugli sponsor che la vicenda potrebbe comportare anche sul fronte della raccolta pubblicitaria
Siamo davvero al redde rationem. Il castello di narrazioni pretestuose e veleni costruito attorno al caso di Sigfrido Ranucci sta crollando pezzo dopo pezzo sotto i colpi della realtà investigativa e dei fatti. L’ultimo colpo di vento che alimenta la bufera sulla vicenda è arrivato con la consegna della relazione del Comitato Etico della Rai all’amministratore delegato Giampaolo Rossi.
Un parere riservato che dovrà valutare l’operato e il rispetto del codice aziendale da parte del conduttore di Report. Intanto, nei palazzi di Viale Mazzini il malcontento è ormai palese: l’insofferenza per il pesante danno reputazionale arrecato al servizio pubblico e i rischi sulla raccolta pubblicitaria agitano i vertici aziendali.
Caso Ranucci: consegnato il parere comitato etico all’ad Rai
Ma ripartiamo dall’ultimo tassello di questo intricato mosaico fatto di indagini e sospetti, dubbi e danni d’immagine: è stata consegnata oggi all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, la relazione del Comitato etico su Sigfrido Ranucci. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, l’ad valuterà nei prossimi giorni il contenuto del parere dell’organo consultivo incaricato di accertare se il conduttore di Report abbia rispettato, nei suoi lunghi anni alla guida del programma, il codice etico aziendale. Il parere che, non verrà reso pubblico in quanto secretato e destinato esclusivamente all’amministratore delegato, non determina alcun automatismo riguardo le scelte editoriali. Inclusa l’eventuale sostituzione di Ranucci alla conduzione del programma in onda su Raitre.
“Report” e non solo: monta il malcontento ai vertici
Tuttavia, a quanto si deduce dall’Adnkronos, «tra i piani alti della Rai trapela un forte malcontento per il danno d’immagine che la vicenda sta arrecando all’azienda. I vertici seguono con massima attenzione le evoluzioni dell’inchiesta. E non nascondono insofferenza e preoccupazione per le possibili ricadute negative che il caso potrebbe avere, anche sul fronte della raccolta pubblicitaria».
Caso Ranucci, le indagini stanno scoperchiando un vaso di Pandora
Del resto, il quadro emerso dall’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola – al quale il gip ha negato i domiciliari confermando la custodia in carcere a Rebibbia – ha spalancato interrogativi e imbarazzi enormi. L’ex editore reo confesso ha ammesso di essere il mandante dell’attentato, ipotizzando un piano “dimostrativo” per far alzare il livello di scorta del conduttore, fino ad insinuare il dubbio che il giornalista «potesse aver intuito» quanto stava per accadere. Un groviglio di contatti e telefonate di ore il giorno della perquisizione che sbriciola mesi di teoremi politici.
Fazzolari chiede conto di accuse infondate e attacchi pretestuosi
E d’altro canto, come rimarcato con fermezza dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, la sinistra e certi salotti mediatici hanno orchestrato un “tentativo scientifico” di infangare Fratelli d’Italia e il governo. Dalle accuse della segretaria Pd Elly Schlein, a quelle del M5S. Fino alle insinuazioni dello stesso Ranucci in Commissione Antimafia e contro esponenti di FdI (da Colosimo a Filini e Cangiano), la verità sta spazzando via ogni teorema: il mandante dell’atto intimidatorio era un “caro amico” del giornalista.
“Report”, la parabola al suo minimo storico
Mentre l’inchiesta fa il suo corso, la parabola dell’inquisitore moralista volge al termine. Ranucci, che con la sua gestione ha spento la credibilità storicamente vanto dell’epoca Gabanelli, si ritrova svelato nelle sue stesse opacità e contraddizioni. Ora la sinistra e il conduttore ne traggano le conseguenze: le scuse a Fratelli d’Italia e agli italiani sono il minimo sindacale. Ma sarebbe solo un primo, dovuto, passo…