Il danno e la beffa solidale
Spin Time, riecco la proposta indecente del Campidoglio ai romani: ospitate gli sfollati a casa vostra, devono stare in centro mica fuori il Gra
La richiesta del Comune di Roma per gli ex okkupanti del centro sociale spacciato per un esperimento di welfare abitativo e culturale indirizzata ai residenti dell'Esquilino: aprite le porte, non possono stare in periferia: la comunità non può essere divisa... E si scopre che già due abusivi "alloggiati fuori dal Raccordo Anulare" si sono riavvicinati...
A questo punto dello stato dell’arte è più che lecito chiedersi: ma sul caso Spin Time il Campidoglio non sta esagerando? Come valutare, altrimenti, la recente proposta del dipartimento Politiche Sociali che punta ad attivare la solidarietà dei residenti dell’Esquilino per riavvicinare gli sfollati temporaneamente dislocati lontano dal centro? La notizia, che Il Tempo rilancia, lascia infatti a dir poco interdetti. E nel frattempo fa sorgere, spontanea, una domanda: non bastava il conto milionario servito ai contribuenti romani?
Spin Time, la proposta indecente del Campidoglio ai romani
Scrive il quotidiano capitolino: «Ora si punta ad «attivare la solidarietà dei residenti dell’Esquilino e, se necessario, dei quartieri limitrofi» – questo afferma il dipartimento Politiche sociali – con l’obiettivo di far tornare al più presto nel rione coloro a cui un alloggio è stato già offerto, ma lontano dal Centro. Secondo gli attivisti di Spin Time infatti le famiglie ex occupanti devono restare il più vicino possibile a Via di Santa Croce in Gerusalemme per “non disperdere la comunità”. Ecco quindi la pronta risposta del Comune: i romani dovrebbero offrire casa propria».
Ospita un ex occupante per farlo rimanere in centro città
Insomma, archiviato il file della gestione dell’emergenza degli ex occupanti dello Spin Time – evacuati dopo l’incendio scoppiato lo scorso 29 luglio – l’amministrazione capitolina ha già aggiornato il dossier e preventivato una spesa che sfiora i tre milioni di euro in sei mesi, impiegati per garantire l’assistenza alloggiativa agli sfollati dello stabile abusivo di Via di Santa Croce in Gerusalemme. Adesso, però, Palazzo Senatorio pensa di alzare ancora la posta, e lancia un appello che ha dell’incredibile: chiedere ai cittadini di aprire le porte di casa propria e ospitare gli ex occupanti.
In campidoglio si scrive «ospitalità condivisa e solidale», a casa dei romani si legge beffa
Tant’è che, secondo quanto riferisce il quotidiano capitolino citato, l’iniziativa porta la firma del dipartimento Politiche Sociali, che ha affidato con procedura d’urgenza un progetto da quasi 140 mila euro all’associazione “Poleis-Polo civico Esquilino“. Per l’esattezza, secondo la fonte citata: «Un affidamento diretto da 139.400 euro per quattro mesi (60 giorni prorogabili per altri 60), approvato dal dipartimento Politiche sociali alla vigilia di Ferragosto».
Il Comune torna alla carica, ma già il primo lancio dell’offerta…
L’obiettivo del piano “Casa Esquilino”? Far «aprire le braccia e le porte della propria casa, mettendo a disposizione forme di ospitalità condivisa e solidale», con la magra consolazione, per chi aderirà, della «possibilità di accedere a un contributo per la copertura delle spese sostenute attraverso un Fondo solidale finanziato da Roma Capitale».
Tutto chiaro quanto inaccettabile: l’obiettivo nel mirino è soddisfare le rimostranze degli attivisti del centro sociale, contrari al trasferimento delle famiglie lontano dal centro storico e determinati a non far «disperdere la comunità». E, laddove non arriva il buonismo ideologico dem, mettere in campo e a far azionare la leva del miraggio contributo-spese…
Spin time, l’ultimo sfregio a chi è da anni in attesa di una casa popolare
Una chiamata alla solidarietà, quella del Campidoglio, che peraltro già nei mesi scorsi ha riscosso l’attenzione a dir poco esigua di qualche volenteroso irriducibile che sembra abbia aderito alla proposta comunale (i numeri non sono noti ai più, addetti ai lavori compresi, ma si parla di cifre da prefisso telefonico)… Il che la dovrebbe dire lunga, specie in considerazione del fatto che la chiamata alla solidarietà che nei mesi scorsi non ha certo trovato proseliti in massa, né ha registrato una corsa alle adesioni tra i cittadini, si rivolge a residenti già esasperati da anni di illegalità tollerata.
Per non parlare delle migliaia di famiglie romane che, mentre si affronta il dossier Spin Time, attendono da anni l’assegnazione regolare di una casa popolare, e vedono invece accordare corsie preferenziali a chi ha occupato un immobile per oltre un decennio. «Secondo l’associazione –riferisce sempre Il Tempo – da Ferragosto ad oggi sono state sistemate già 40 persone e “riavvicinati due alloggiati fuori dal Gra”. E questo nonostante il Comune abbia già promesso che entro sei mesi tutte le famiglie avranno una casa popolare».
Sembra tutto uno scherzo di pessimo gusto…
Come se non bastasse, la giunta continua a concedere spazi e privilegi: mentre si valutano locali comunali per depositare le masserie degli occupanti e la nuova sede al Circolo degli Artisti, il Municipio I ha persino accordato 200 metri quadrati di suolo pubblico – sottraendo preziosi parcheggi in Via di Santa Croce in Gerusalemme – per i gazebo del festival “C’è ancora Spin Time“. Un’attenzione istituzionale sbilanciata che, ancora una volta, lascia ai cittadini un unico ruolo: pagare la fattura e mettere a disposizione il proprio divano. Ma davvero? Sembra uno scherzo di cattivo gusto. O peggio: una beffa istituzionalizzata…