Il dubbio
Sull’aggressione di Jacques Moretti alla moglie l’ombra del sospetto dei familiari delle vittime: una strategia? Ecco cosa non torna
La donna in ospedale con un trauma facciale, il marito in carcere. Ma i familiari delle vittime del rogo di Crans Montana non ci vedono chiaro: "Vogliono dividere le strade processuali e far passare la signora come una vittima?"...
La comunità di Crans Montana non parla d’altro se non del pestaggio con cui Jacques Moretti avrebbe infierito sulla moglie Jessica. Anche perché, e non solo nella cittadina teatro dell’orrore del rogo di capodanno a Le Costellation, l’ombra del dubbio sui coniugi si è calata ormai inesorabilmente, non fosse altro per quanto emerso in aula e dalle stesse loro deposizioni che, contestano da mesi gli avvocati delle parti civili, sarebbero piene di «bugie».
Sull’aggressione di Jacques Moretti alla moglie Jessica cala l’ombra del sospetto. Ancora
E allora forse, al netto del servizio del Corriere della sera di oggi, che sulla vicenda delle violenze domestiche subìte da Jessica Moretti parla di una «brutale aggressione», refertata e confermata dai medici dell’ospedale, si possono ammettere i sospetti che, dietro la vicenda di cronaca nera familiare, possano annidarsi anche coni d’ombra e verità nascoste.
L’aggressione violenta, i dubbi della comunità (e non solo)
Fatto sta che al centro della scena mediatica tornano ancora una volta loro: i coniugi gestori del locale svizzero, Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo. Ma in questo caso il rogo mortale di capodanno potrebbe fare da sfondo a quanto accaduto la notte tra l’11 e il 12 agosto. Un’aggressione violenta, per la quale Jacques Moretti si trova ora in custodia cautelare con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, dopo che i vicini di casa, allarmati dalle urla e dalle minacce provenienti dall’abitazione, hanno chiamato le forze dell’ordine.
Cosa non torna sui coniugi Moretti ai familiari delle vittime del rogo di Capodanno
Come noto dalla cronache, Jessica è finita in ospedale con un grave trauma cranico-facciale e diversi giorni di prognosi. Certo, la gravità delle lesioni fisiche riportate dalla donna è un dato di fatto clinico e giudiziario inconfutabile. Così come il conseguente avvio automatico dell’azione penale nei confronti dell’uomo. Eppure, a Crans-Montana, dove la comunità è ancora sconvolta e segue con il fiato sospeso gli sviluppi dell’inchiesta, in pochi credono alla sola pista del “dramma familiare”. E come è lecito attendersi, a dare voce ai dubbi più oscuri sono in prima istanza i familiari delle vittime della tragedia di Capodanno.
Dietro l’aggressione di Jacques Moretti alla moglie una “strategia difensiva”?
Tra i vari intervenuti sui fatti, allora, Il Giornale in un servizio pubblicato sul suo sito, cita per esempio Umberto Marcucci, padre del sedicenne Manfredi rimasto ferito nel rogo, che esprime apertamente un sospetto condiviso da molti: che dietro la presunta rottura violenta tra i due si nasconda in realtà una regia, una «mossa provocata per dividere le strade processuali e far passare la signora come una vittima» di fronte ai giudici. Una ipotesi, va detto, non proprio isolata e marginale…
Il dubbio che l’intento sia «dividere le strade processuali e far passare la signora come una vittima»
Fino a poche settimane fa, infatti, la coppia appariva sodale e unita in una difesa monolitica, fatta di versioni sovrapponibili messe a verbale davanti alla Procura di Sion – e che, come detto, i legali delle parti civili hanno bollato da mesi come «piene di bugie» –. Ma c’è di più. Chi li conosce, tra amici e familiari, li ha sempre descritti come una coppia affiatata, auto-riferita e addirittura chiusa a riccio per respingere le accuse mosse sulla sicurezza del locale e le loro responsabilità nella tragedia.
L’aggressione di Jacques Moretti alla moglie: può bastare la spiegazione data dai legali?
Poi, improvvisamente, l’esplosione di violenza, che certo non può bastare che gli avvocati difensori liquidino come l’effetto dell’enorme “pressione psicologica” vissuta negli ultimi mesi. Resta da capire se la spaccatura tra i coniugi Moretti sia il tragico epilogo di una convivenza logorata dalle macerie di Crans-Montana o se, al contrario, rappresenti l’ennesimo tentativo di sviare o alleggerire le posizioni difensive nel processo che verrà. Un cono d’ombra pesante, su cui le famiglie delle vittime chiedono che la magistratura svizzera faccia piena luce. Senza concedere sconti o scorciatoie che possano cambiare gli equilibri processuali per chi deve ancora rispondere di quella maledetta notte di Capodanno.