Al Meeting di Rimini
«Il popolo del centodestra è unito, al Senato introdurremo le preferenze sulla legge elettorale»: Donzelli suona la carica
Il responsabile organizzativo di FdI rilancia il tema della democrazia partecipata e di un continente che si richiami alle identità culturali e religiose
Giovanni Donzelli infiamma il pubblico del Meeting di Rimini rilanciando la questione dell’introduzione delle preferenze nella legge elettorale e parlando dell’Europa e della sua inopinata rinuncia alle radici cristiane. Il responsabile organizzativo e parlamentare di FdI non ha deluso le aspettative.
La legge elettorale e le preferenze
«Quello che stiamo facendo con la tanto bistrattata legge elettorale-ha detto Donzelli-, secondo me, aiuta anche a rafforzare la democrazia. Perché far sapere ai cittadini prima con chi ti allei, far sapere ai cittadini prima chi presenterai al Presidente della Repubblica come candidato Presidente del Consiglio e la possibilità con le preferenze, lo abbiamo fatto alla Camera e le ripresenteremo al Senato, per il popolo italiano di scegliersi il parlamentare, è un modo per rafforzare la democrazia e per rafforzare la Repubblica», ha detto ancora il parlamentare.
«Esiste un popolo unico del centrodestra»
«La forza del centrodestra è nel suo essere popolo unico- ha aggiunto il responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia-. Una volta vota per Berlusconi, poi per Salvini e poi per Meloni ma rimane un insieme di valori che difendono la famiglia, la sicurezza e la produttività; chi in questo momento sta dando una mano ai nostri avversari criticando e mettendo in difficoltà il governo che sta facendo tanto per la nazione, è un’altra roba e non ci interessa», ha sottolineato ancora Giovanni Donzelli.
L’occasione persa dall’Europa e le radici cristiane
Importante anche il passaggio sull’Europa e le sue radici cristiane. «Quando l’Europa ha rinunciato alle proprie radici cristiane, in nome di non si sa quali valori, ha rinunciato alla propria identità e rinunciando alla propria identità ha rinunciato a difendere un pezzo di democrazia. Pensare che rinunciare alle identità potesse difendere la democrazia e la libertà è stata un’illusione folle».
L’Ironia di Bonaccini: «Se divisi Meloni vince pure in vacanza»
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente del Pd, Stefano Bonaccini, con un intervento ironico. «Se non uniamo le forze, Donzelli può stare tranquillo e Meloni può andare in vacanza e, dopo le elezioni, tornare a palazzo Chigi. Le primarie? Non lo so… Dopo che avremo scritto il programma o si fanno le primarie o, come si fa in tutte le democrazie del mondo, il primo partito esprime la leadership. Quindi non escludo nemmeno le primarie ma parlarne adesso vuol dire mettere il carro davanti ai buoi quando agli italiani non dovremmo parlare di nomi e cognomi ma di contenuti», ha detto l’europarlamentare.