La resa al "modello Meloni"
Sanchez avrà la dignità di chiedere scusa all’Italia su Ceuta? La sinistra muta sul dietrofront sui migranti
Il "modello" spagnolo ha fatto acqua da tutte le parti. Ciriani: "Per settimane il premier spagnolo ci ha insultati minimizzando l'emergenza immigratoria"
Il dietrofront del premier spagnolo Pedro Sanchez che dopo settimane di panico a Ceuta si arrende al “modello Meloni” è “naturalmente” salutato col silenzio assoluto da parte della sinistra e di Schlein che ne ha fatto da sembre il suo modello. Nel primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva l’esecutivo spagnolo ha deciso di approvare una riforma delle norme su stranieri e asilo che puntano ad accelerare il rigetto delle domande e le procedure di espulsione. Una stretta bella e buona fondata sul controllo dei confini, procedure più rapide e rimpatri. Schemi a lungo ignorati dal governo spagnolo e contestati dalla sinistra europea tutta, tranne che dalla premier danese. Se la sinistra italiana preferisce baloccarsi sulle “primarie sì, no, forse, con ballotaggio”, ignorando il contrordine compagni di Sanchez, il dato politico macroscopico è rimarcato a chiare lettere dal centrodestra:
Sinistra muta sulla retromarcia di Sanchez sui migranti
“Per settimane Pedro Sánchez ha insultato l’Italia e Giorgia Meloni, accusandoci di ignoranza, disinformazione e strumentalizzazione politica perché avevamo deciso di proteggere i nostri confini. Oggi il suo governo dichiara l’emergenza per la sicurezza nazionale a Ceuta. E istituisce un comando unico per affrontare una crisi definita ‘straordinaria’. La realtà ha smascherato Sánchez: ora dovrebbe avere almeno la dignità di chiedere scusa a Giorgia Meloni e all’Italia”. Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr e vice coordinatore del gruppo nella Commissione LIBE del Parlamento europeo mette insieme i tasselli di una pesante auto-sconfessione da parte del premier spagnolo. “La sequenza – aggiunge Ciriani – è imbarazzante. Prima Sánchez ha minimizzato la gravità della crisi e attaccato l’Italia per le misure adottate a tutela della propria sicurezza”.
Ciriani: Madrid scopre ciò che Meloni aveva capito settimane fa
Secondo. “Nel frattempo, il suo Governo si è persino sottratto al confronto con il Parlamento europeo, disertando con i propri ministri la riunione straordinaria della Commissione LIBE convocata proprio su Ceuta. Adesso, finita la propaganda, Madrid scopre improvvisamente ciò che Giorgia Meloni aveva capito settimane fa: siamo davanti a un problema gravissimo di sicurezza. Sánchez ha mentito agli europei sulla gravità della crisi; oppure è stato incapace di comprenderla. Scelga lui quale delle due versioni sia meno imbarazzante”. Delle due l’una. “E allora chi diffondeva disinformazione? L’Italia che lanciava l’allarme o Sánchez che minimizzava? Chi era irresponsabile? Meloni che proteggeva preventivamente i confini italiani o il Governo spagnolo che ha aspettato settimane prima di dichiarare l’emergenza nazionale?”.
“Sanchez avrà la dignità di chiedere scusa all’Italia? “
È vergognoso che, pur di non riconoscere il fallimento della propria linea, – conclude Ciriani – “Sánchez abbia trasformato una questione di sicurezza in una battaglia ideologica contro l’Italia. Questa non è soltanto ipocrisia, è il risultato di un’ideologia pericolosa. Che, pur di negare il fallimento delle politiche delle porte aperte, arriva a ignorare la realtà e a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Il tanto celebrato ‘modello Sánchez’ è crollato alla prova dei fatti. Ora abbia almeno la dignità politica di chiedere scusa all’Italia e agli italiani”.
Procaccini: “La realtà presenta il conto a Sanchez”
“Solo il pragmatismo e il buon senso del governo italiano hanno compreso in tempo la portata della tragedia di Ceuta- ha dichiarato, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo -: sospendendo Shengen per motivi di sicurezza. La realtà ha presentato il conto al governo socialista. L’Italia ha indicato da tempo la strada opposta: difendere le frontiere, contrastare i trafficanti, governare i flussi e garantire legalità e sicurezza. Oggi Ceuta dimostra quanto sia urgente che l’Europa scelga finalmente questa strada”. Mette il carico da undici Debora Bergamini,vicesegretario nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito. “Dopo quasi un mese dall’esplosione della crisi di Ceuta, il governo socialista di Pedro Sánchez finalmente getta la maschera e, stando alle dichiarazioni del ministro della Politica territoriale Angel Victor Torres, ammette l’incapacità di sapere quanti migranti siano ancora presenti nell’exclave. È la fotografia della gestione fallimentare di quella che può essere considerata una delle più gravi crisi migratorie vissute recentemente in uno spazio europeo”.