Santo subito?
Ranucci come San Sebastiano, posta il suo martiriologio mentre la redazione di Report scocca l’ultima freccia: faccia un passo indietro (video)
Il martire Ranucci. Sigfrido santo subito si mostra in un video sui social con aria dimessa ma mai domo. Il tono è quello di un san Sebastiano trafitto dalle frecce dell’inchiesta che vede coinvolto quello che credeva un amico fraterno, Valter Lavitola. Peccato che a differenza del martirio del Santo – condannato a morte dall’imperatore Diocleziano per aver difeso la fede cristiana – la crociata del buon Sigfrido è più prosaicamente incentrata sulla strenua rivendicazione del metodo Report applicato al giornalismo d’inchiesta.
Ranucci 2.0: il martire che contrito, ringrazia per la solidarietà
E se per questo ci scappa pure un riferimento autobiografico (ancora?) al supplizio inferto dalla stampa dissidente, poco importa: tutto fa gioco per riportare acqua al mulino di un’immagine appassita in questa torrida estate di indagini, chat, solidarietà e messa in discussione che lui stesso non manca di sottolineare nel video (che postiamo di seguito) in cui, dopo aver ringraziato «tutti per gli auguri e la vicinanza», non manca di menzionare in negativo la immancabile attenzione riservata dai media a lui e al caso che lo ha coinvolto. Parlando con nonchalance di due mesi appena trascorsi punteggiati da «oltre duemila articoli che appartengono a un carattere di assassination che forse non ha precedenti nella nostra del nostro Paese ma forse – aggiunge anche, se ancora non fosse abbastanza – anche a livello mondiale».
Dalla «gogna politica e mediatica» all’invito al suo evento
Parla di «gogna politica» e del giornalismo non a lui vicino, Ranucci. Non mancando di unire l’utile al dilettevole e di rilanciare, già nella didascalia del suo post, «per chi può e ha voglia» l’appuntamento per domani sera ore 21.00 al Parco della Legnara a Cerveteri con il mio spettacolo Diario di un Trapezista» dove, tra ricchi premi e cotillon, «al termine come sempre mi fermerò con voi per scambiare due chiacchiere o semplicemente per un saluto» e qualche foto, come un influencer dei tanti… Imbonendo gli utenti, da buon tele-tribuno, con la promessa che, «dopo quello spettacolo, molte cose saranno più chiare…».
Ranucci, all’apice delle iperboli, arriva la stoccata della redazione di “Report”
Eppure, spot a parte, a incrinare il piedistallo del paladino dell’informazione non sono più soltanto gli articoli dei giornali “ostili” o le polemiche politiche. Le crepe più profonde, questa volta, arrivano proprio da dentro casa. Quella redazione di Report che a fine luglio si era schierata compattamente al suo fianco, a un mese di distanza appare logorata e sfiduciata.
Il retroscena postulato dal “Corriere della sera”
Sì, perché secondo quanto ricostruito dal Corriere della sera e rilanciato da Il Tempo, «una parte della redazione avrebbe fatto arrivare a Ranucci un messaggio tanto diretto quanto delicato: un passo indietro, non imposto ma scelto, che i colleghi definiscono un “atto di gentilezza” verso una squadra che rischia di pagare conseguenze non proprie. Il senso, neppure troppo velato, è che il programma debba poter sopravvivere anche oltre la figura del suo conduttore storico».
Faccia “un passo indietro”. Anche i suoi giornalisti scaricano il capitano con la nave che rischia di affondare
Dunque, come postulato dai retroscena di stampa, tra i cronisti del programma crescerebbe la consapevolezza che l’autorevolezza costruita in anni di inchieste rischi di franare sotto il peso delle ombre giudiziarie sul caso Lavitola e delle voci su una gestione personalistica dello staff. Così, dai suoi stessi colleghi sarebbe arrivato un messaggio chiarissimo: l’invito a compiere un passo indietro spontaneo per salvare il marchio. E permettere alla trasmissione di sopravvivere. La squadra avrebbe perfino già pronta l’alternativa: no ad altisonanti paracadutati dall’esterno. Sì a una conduzione a rotazione tra i volti storici».
Così, mentre Viale Mazzini valuta le decisioni da prendere. E i magistrati stringono i tempi degli interrogatori, la parabola del martire catodico sembra giunta al suo apice: persino i suoi sarebbero sul punto di scaricare il capitano, per salvare la barca che rischia di affondare…
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