C'è quasi da brindare
Il governo può dormire sonni tranquilli, Schlein smacchia Bersani e segna il record di segretaria più longeva del Pd
La strategia di Elly? Dissidenti e frondisti indotti alla fuga e i rivali pericolosi spediti a Bruxelles o allontanati con altre investiture
Ci sarebbe da dedicare un “evviva” agli elettori e al governo più che un augurio all’opposizione e al Pd… Un pallottoliere che corre, infatti, segna un traguardo quasi incredibile: Elly Schlein sorpassa Pier Luigi Bersani e diventa la segretaria più longeva della storia del Partito democratico. Un primato che per Giorgia Meloni e per il centrodestra – che di record di durata e di stabilità, quelli seri, se ne intendono decisamente di più – suona come una notizia da incorniciare.
Al punto che verrebbe da brindare e intonare un sentito “Che Dio ce la conservi”… Sì, perché alla lunga la segretaria dem rischia di fare alla causa della sinistra molti più danni di quanti ne possa mai sognare di arrecare persino Giuseppe Conte.
Ci sarebbe quasi da brindare, Schlein sorpassa Bersani: è la segretaria più longeva della storia Pd
Certo, qualcuno potrebbe sommessamente notare che il primato della Schlein arriva a un soffio da quello di Palazzo Chigi, ma ogni paragone sarebbe francamente impietoso: da un lato, infatti, c’è la concretezza di un governo che macina numeri e risultati, che propone soluzioni e mira ad attuarle. Dall’altro, la permanenza al Nazareno di una leader che vive di rendita ma che gli stessi elettori del Campo largo tremano all’idea di vederla correre per Palazzo Chigi contro Giorgia Meloni.
Eppure il sondaggio di Piepoli sulle primarie del centrosinistra la dice lunga
Parola di Piepoli, non nostra, che in un sondaggio stilato per la trasmissione In Onda, su La7 sulla vexata quaestio Primarie del centrosinistra, rileva che Giuseppi come candidato premier riscuote il 36% di giudizi positivi, mentre la competitor interna, segretaria dem, solo il 29%. Non solo: superata finanche da Silvia Salis (e passi, visto che della competizione sul filo di lana tra le due signore in rosso si parla già da un po’ e in questi termini…). Ma – e qui viene il bello – perfino da Alessandro Onorato, il centrista romano in missione per conto di Goffredo Bettini con Progetto Civico Italia, e con ambizioni di leadership dei moderati del Campo Largo.
Il centrodestra può dormire sonni tranquilli, ma il Campo largo trema e gli elettori del Pd…
Pertanto, alla fine della fiera dei numeri e delle vanità politiche (velleità di comando), una domanda sorge spontanea: ma come fa Elly a restare ben salda sulla sua poltrona, nonostante i silenzi strategici, le supercazzole verbali, e i clamorosi autogol comunicativi che costellano le sue dichiarazioni e punteggiano le sue (rare) proposte? Probabilmente la risposta sta in una combinazione fortuita di fattori. Il primo potrebbe essere: zero elezioni politiche o ribaltoni di governo ad azzoppare la sua corsa. E secondo: una spietata tattica interna messa in piedi per arginare la fronte di compagni di partito disorganici, prima, e ribelli in esodo, poi.
La strategia di Elly: chi dissente fugge e toglie il disturbo, i rivali “pericolosi” spediti a Bruxelles
Non è passata inosservata, infatti, – e se ne è scritto e discettato molto e anche di più – che Schlein appena varcata la soglia del Nazareno con l’aria dell’innovatrice, si sia rivelata la capocorrente più implacabile di tutti, anche mimetizzando fuoriuscite e allontanamenti sotto le mentite spoglie di promozioni e investiture, spedendo – per esempio – grossi calibri del Pd e rivali scomodi direttamente a Bruxelles, imbrigliando il partito con lo spettro variabile delle ricandidature… Se a questo aggiungiamo i nomi di peso che anche solo negli ultimi mesi hanno tolto il disturbo in fuga dal Nazareno, il conto è presto fatto.
Il record di Elly Schlein, tirando le somme…
E si spiega come mai Elly si sia riuscita a restare in sella senza che nessuno gliene chieda conto, magari terrorizzato dal pugno di ferro inguainato da un guanto di velluto selezionato da armocromiste e consiglieri di fiducia o, magari, semplicemente ingessati dalle prospettive alternative… E allora lunga vita a Elly. Finché resta lei a guidare la ditta dem, il centrodestra può dormire sogni ben più che tranquilli…