Il 75% vive nelle grandi città
Fitto al Meeting di Rimini lancia il “diritto a rimanere”: più servizi ai borghi d’Europa contro lo spopolamento
Bruxelles dice basta alla desertificazione dei piccoli comuni. Il vicepresidente annuncia un intervento forte che contrasti i fenomeno
La Commissione europea presenterà tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027 la strategia sul “Right to stay”, il diritto di rimanere nei luoghi natii per i cittadini europei e fermare l’esodo verso le città. Lo ha detto Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme della Commissione europea, intervenendo al Meeting di Rimini. L’iniziativa punta a contrastare lo spopolamento delle aree interne, montane e rurali d’Europa, offrendo ai cittadini (soprattutto ai giovani) le condizioni per non dover abbandonare la propria terra d’origine.
Le parole di Fitto
«La Commissione proprio in questi mesi sta portando avanti il lavoro che si concluderà a fine anno o i primi mesi del prossimo anno, quando presenteremo la strategia del Right to stay. L’iniziativa punta a creare condizioni che consentano anche ai cittadini delle aree interne di partecipare pienamente al mercato unico europeo», ha detto il vicepresidente della Commissione europea. «Il problema dello spopolamento delle aree interne richiede di abbandonare una visione verticale e la ricerca di una risposta integrata- ha proseguito ancora Fitto- e d’altro canto le aree interne sono aree complesse perché sono aree rurali, piccole isole, zone montane e ognuna merita una politica di intervento specifica».
«Due terzi dei cittadini vivono nelle grandi città»
Il vicepresidente di Bruxelles ha sottolineato come questo processo non riguardi solo l’Italia ma tutto il Continente. «Due terzi dei cittadini vivono nelle grandi città», ha aggiunto, mettendo in evidenza la necessità di affrontare lo spopolamento dei borghi.
L’obiettivo: non costringere a partire
Il piano vuole garantire che andare via dal proprio luogo d’origine sia una scelta e non una necessità. L’obiettivo è offrire ai cittadini, in particolare ai giovani, le stesse opportunità di lavoro, studio e benessere che si trovano nelle grandi città, permettendo loro di costruire un futuro nella propria terra. La strategia ufficiale entrerà in vigore entro il 2027, per poi diventare centrale nella programmazione dei fondi europei successivi (2028-2034).
I fondi possibili
Poiché la strategia contro lo spopolamento è in fase di definizione da parte della Commissione Europea e diventerà ufficiale entro il 2027, le cifre esatte dei finanziamenti per i singoli Paesi non sono ancora state fissate nel bilancio comunitario. Nel documento programmatico congiunto di AICCRE e dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), viene chiesto esplicitamente che la strategia europea indirizzi almeno 10 miliardi di euro verso le zone montane, rurali e le aree interne italiane. L’UNCEM ha proposto che a livello europeo venga stanziato un piano complessivo da 100 miliardi di euro in sette anni all’interno della prossima programmazione dei fondi di coesione UE (2028-2034).