La previdenza dalla nascita
La mano (dell’Inps) sulla culla: il fondo previdenziale per i nuovi nati allo studio del governo Meloni
Concertazione con l'Inps e sostegno iniziale da parte dello Stato. Il sindacato si schiera a favore, sottolineando la positività dell'idea
Procede il confronto tra Governo e Parti sociali sull’ipotesi di un “Fondo previdenziale alla nascita”, misura allo studio per la prossima legge di Bilancio. Lo conferma il Ministro del Lavoro, Marina Caldeorne, in un’intervista al Corriere della Sera, definendola, «una proposta utile e opportuna sulla quale stiamo lavorando con la stessa Inps». Il ministro dice si alla proposta del presidente dell’Inps, Gabriele Fava. Incassando il sostegno di Cisl e Ania.
Il meccanismo: un fondo per ogni neonato
Il meccanismo prevede l’apertura di una posizione individuale per ogni neonato, con un contributo iniziale dello Stato alimentato poi da versamenti volontari di familiari e, in età lavorativa, del beneficiario stesso. Calderone ipotizza per l’Inps un ruolo di gestione, monitoraggio e rendicontazione, sotto la vigilanza della Covip, in sinergia con gli operatori di mercato. Il Ministro ricorda che dal 1° luglio è già scattata l’adesione automatica ai fondi pensione per i neoassunti e che il tetto di deducibilità dei contributi è salito a 5.300 euro l’anno.
Chi gestirà il fondo
Chi dovrebbe gestire il fondo, il pubblico o il privato? «Immagino un sistema in cui la vigilanza sia ovviamente della Covip mentre la gestione del fondo sia in capo all’Inps» risponde Calderone. «Questo non significa che ci sia una preclusione a operare in modo sinergico con realtà di mercato, ma, considerando che ci dovrebbe essere anche un iniziale contributo dello Stato, credo che l’Inps possa occuparsi della gestione, del monitoraggio e della rendicontazione mentre i ministeri del Lavoro e dell’Economia svolgono il ruolo di indirizzo e vigilanza».
Il Sì della Cisl e dell’Ania
«La proposta di un Fondo previdenziale per i nuovi nati merita attenzione e apertura. La Cisl da tempo chiede di intervenire sul futuro pensionistico dei giovani, a partire dalla pensione contributiva di garanzia: ogni ipotesi che vada in quella direzione va discussa seriamente, non archiviata come suggestione d’agosto». È quanto dichiara la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola.
«Servono poi – prosegue Fumarola – scelte coerenti: una fiscalità di vantaggio per i giovani lavoratori, che aiuti a trattenerli in Italia; il superamento dell’automatismo sulla speranza di vita e il riconoscimento dei lavori gravosi ancora esclusi; una perequazione più forte delle pensioni in essere, in un’estate segnata dal caro vita. Con la manovra 2027 vanno corrette le storture introdotte sul secondo pilastro, a cominciare dalla portabilità sul mercato del contributo contrattuale», aggiunge la segretaria della Cisl.