L'intervento a Rimini
Fidanza: i migranti di ritorno sono poche decine, il nostro modello in Albania copiato in tutta Europa. Piano Mattei? Misura straordinaria
Il capodelegazione di FdI a Strasburgo smonta le fake news della sinistra ed evidenzia il successo della cooperazione con l'Africa da parte del governo Meloni
«Quello dei dublinanti è oggi un problema molto circoscritto: parliamo di poche decine di casi». Lo ha detto Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, in un punto stampa al Meeting di Rimini, ricordando che dal dicembre 2022 il governo Meloni ha di fatto congelato per tre anni gli effetti degli accordi di Dublino, impedendo che venissero ricollocate in Italia alcune decine di migliaia di persone.
Migranti e dublinanti, le parole di Fidanza
«Questi casi non potranno mai portare a ricollocamenti unilaterali e automatici, ma sempre a procedure concordate e condivise», ha sottolineato l’europarlamentare. Dublino consente all’Italia di «verificare individualmente la situazione di ciascun richiedente asilo per appurare se abbia effettivamente titolo a essere riaccolto. Una facoltà che l’Italia si sta riservando in maniera molto chiara su ogni singolo caso, in collaborazione con le controparti tedesca, finlandese, svedese e altre». E ancora. «Con il nuovo Patto, grazie alla protezione delle frontiere esterne e alle procedure accelerate per l’espulsione di chi non ha diritto all’asilo, i numeri dei movimenti secondari saranno molto più limitati», ha poi proseguito Fidanza.
Il centro in Albania copiato da cinque Stati europei
L’europarlamentare ha parlato dell’accordo di collocazione temporanea stipulato dal nostro governo con l’Albania, che oggi viene copiato da altri stati europei. «L’Albania è un modello che è stato recepito nella normativa europea, in particolare con il recente regolamento “rimpatri”. Non a caso ci sono già cinque Stati membri dell’Unione europea, oltre all’Italia, che stanno lavorando, in alcuni casi anche collaborando tra loro, per sviluppare progetti simili: aprire centri in Paesi terzi per lo svolgimento delle pratiche, l’identificazione e l’espulsione degli immigrati irregolari». «Siamo fiduciosi che i centri in Albania possano arrivare a operare a pieno regime nei prossimi mesi, superando i blocchi causati da interventi di tribunali e magistrature», ha evidenziato allora il capo delegazione di FdI a Strasburgo.
L’importanza del Piano Mattei
Carlo Fidanza ha anche definito il Piano Mattei «un paradigma fondamentale che in collegamento con il Global Gateway europeo porta un nuovo modello: non più assistenzialismo o fondi dati senza troppo controllo su come venissero spesi. Ma una partnership che punta a valorizzare le iniziative che nascono nei territori dei Paesi africani coinvolti. Con 18 paesi già aderenti, ha spiegato, il piano attua un principio molto caro al Meeting e ripreso da diversi pontefici: il diritto a non emigrare, con formazione in loco per limitare l’emigrazione clandestina e manodopera qualificata per le nostre economie, favorendo un’immigrazione legale e qualificata», ha concluso quindi il parlamentare europeo di Fratelli d’Italia.